Forni crematori in Siria; i soliti spettacoli già visti. I Neri mancano di fantasia quando si fanno prendere dal panico

Riportiamo l’allarmante articolo de La repubblica:

Impiccagioni di prigionieri al ritmo di una cinquantina al giorno nel carcere militare di Saydnaya, non lontano da Damasco. Lo afferma il Dipartimento di Stato mostrando foto satellitari declassificate che rivelerebbero le modifiche apportate a un edificio della struttura per adibirlo a forno crematorio. Amnesty aveva lanciato la stessa accusa tre mesi fa: a Saydnaya 13mila morti

A parte il fatto che declassificano quello che è funzionale ad un ben preciso obiettivo, vediamo che anche Amnesty international, menzionata nell’articolo, non è quello stinco di santo che vuole fare credere visto che anch’essa prende fondi da Soros. E chi lo fa ne è consapevolmente colluso. Non ci credete? Andate a leggere questi articoli:

ONG, il braccio caritatevole del Governo Oscuro

Altre news dalla Siria; le fake news di Amnesty international

Siria, l’incredibile foto bufala di Repubblica.it

Bene, cosa ci ricorda questa notizia? Su, dai… Vi diamo un’aiutino

Armi chimiche in Iraq 2002.jpg
Fonte; http://www.iraqwatch.org/entities/images/musayyib.htm

Correva l’anno 2002 e in Iraq gli USA trovavano le temibili armi chimiche che Saddam avrebbe utilizzato, o almeno pensavano, anzi erano quasi certi. Ma nel dubbio una bella bombardatina gliel’hanno data, così per fare pulizia.

Solo che hanno esagerato un po’ con le loro armi chimiche…

Bombe al fosforo.jpg
Bombardamento con ordigni al fosforo

In effetti avremmo voluto mostrarvi le immagini che mostrano i risultati sui corpi umani delle bombe al fosforo lanciate dagli USA su Falluja, città irachena oggetto del bombardamento che ancora oggi paga le nefaste conseguenze sui nuovi nati affetti da deformità inguardabili, ma non ce la siamo sentita tanto erano forti. Quindi, chi vuole lo spettacolo macabro, cerchi da sé (e si chieda poi quale differenze vi sono con i moderni videogiochi).

Notiamo che pochi giorni fa, il 12 maggio, è stato immesso in Rete il virus WannaCry che ha fatto man bassa dei sistemi informatici chiave: ospedali, banche e persino la Renault. E leggiamo dal sito di www.mauriozioblondet.it

Questo gravissimo attentato informatico che “ha colpito 75 paesi, anche in Italia”, che “manda in tilt gli ospedali” e dunque mette a rischio le  vostre e nostre vite,  puzza di strategia della tensione. E’ il pretesto per instaurare  qualche grosso giro di vite,  ulteriori censure sul web,  qualche chiusura – per esempio un muro informatico attorno alla Russia,  qualche ulteriore sanzione, nuove riduzioni della libertà informatica per “la vostra sicurezza”.  Già dai media si alza il grido: sono stati gli hackers russi!

Già, sempre i russi, figuriamoci…

E poco dopo? Il 14 maggio per l’esattezza, succedeva un altro fatto, in un altro luogo:

TEHERAN – Almeno due persone sono morte e altre 225 sono rimaste ferite nella scossa di terremoto di magnitudo 5,7 della scala Richter che ha colpito nella tarda serata di ieri la città iraniana di Pishqaleh, nella provincia del Khorasan, situata vicino al confine con il Turkmenistan a circa 800 chilometri a Nord-Est di Teheran.
Secondo i dati forniti dall’Istituto di geofisica dell’Università di Teheran, il terremoto è avvenuto alle ore 22:30 locali (18:00 GMT), con epicentro a 37,66 gradi di latitudine e 57,22 gradi longitudine e a una profondità di 11 chilometri.

Fonte: www.ansa.it

Dunque:

Il 12 maggio terremoto in Iran, alleato con Russia e Siria

Il 14 maggio virus informatico partito quasi sicuramente dalla Russia

Il 15 maggio si scoprono i terribili forni crematori siriani legati alle esecuzioni di Assad

Un uccellino mi dice che qualcosa bolle in pentola in Medio Oriente…

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