Breve racconto da un’altra dimensione

Questa sera, in questa esperienza sulla Terra, in questo scorrere degli eventi che qui chiamano “Tempo”, accadono cose che sembrano scollegate o incontri che chiamano casuali, legati alla Teoria della Relatività. 
Tutto cambia se invece si vive nella realtà, quella che la fisica chiama “Quantistica”.
Ogni tanto, per chi vive nella Relatività, arriva uno shock che, se vissuto coscientemente, agisce come un interruttore che spegne il proiettore delle apparenze.
E poi, da qui in poi, è solo una questione di cambio di atteggiamento.
Per chi arriva da un altro piano di esistenza, che qui chiamano “pianeta”, è una condizione normale, e quasi non comprende come si possa credere in un film il cui proiettore è nella mente di ogni singola persona. 
Siamo arrivati qui con una astronave, una nave astrale, un vascello in grado di attraversare le dimensioni, che non sono ordini di grandezza, come il termine che usano qui, ma un passaggio da una densità ad un’altra, più o meno densa.
In questa gli atomi sono molto più vicini che nella nostra, ma l’accesso è possibile solo da una più sottile ha una più densa, come accade in quello che qui sulla Terra chiamano “setaccio”.
Siamo tutti bolle energetiche ma qui li chiamano “corpi” e loro credono di essere quelli.
I loro saggi, per aiutarli, chiamano queste attitudini “identificazioni”.
I terrestri più densi credono di appartenere ad una classe sociale, ad una ideologia politica, ad una etnia.
Vivono divisi e ignorano i campi morfici dai quali dipendono come gruppi di coscienze e che ha spiegato loro il nostro Rupert Sheldrake. Ignorano l’entanglement che il nostro Paul Dirac ha dimostrato loro e la Quantistica che Max Planck gli ha lasciato.
Ignorano anche la capacità di emettere biofotoni, eppure l’entità energetica alla quale avevano dato il nome di Fritz Albert Pop lo aveva reso pubblico.
Nonostante il lavoro instancabile dei saggi, molti di coloro che vivono in questa dimensione spazio-tempo terrestre preferiscono la densità.
Sembra che la sottilizzazione, la raffinazione, sia, per i più, ostile al punto che questi ultimi sprecano molte energie, l’intero tempo vitale loro disponibile, ad ostacolare il processo di emancipazione dalla densità da parte di quelli che lo vogliono.
Questi ultimi credono in noi, nella nostra presenza in mezzo a loro, sia che abitiamo in corpi simili ai loro, sia che rimaniamo nella zona eterea di uno stato più sottile, ed invisibile alle frequenze percepibili dai loro occhi.
Si differenziano dalla densità per come si comportano; raffinano i pensieri, le parole, i comportamenti, le emozioni. Amano stare in solitudine piuttosto che frequentare ambiti dove le vibrazioni sono dense e l’energia ha un basso voltaggio e poca intensità.
Quando tra di loro si frequentano percepiscono il flusso energetico della coscienza e chiamano questa attitudine “entusiasmo”.
Sono al corrente che per generare ed accrescere la loro energia devono unire gli opposti che essi chiamano “maschio” e “femmina” e lo devono fare nel modo che per noi è scontato ma per loro è uno sforzo enorme per via del loro animale interno, energia densa, che essi chiamano “Ego”.
È il loro insegnante interno che indica loro, a suo modo, cosa non fare.
Esso è detrattivo, distruttivo, bestiale per natura; è il macchinista del loro proiettore.
Colui che discese da noi, e che loro conobbero come “Dante”, chiamò questa realtà “Inferno” e lo scrisse in un corposo volume in quartine rimate, che qui sulla Terra chiamano “poesia”. 
Ispirato, scrisse: “non ragioniam di lor ma guarda e passa” come indicazione per non cadere nella critica, nella comparazione, che è la modalità per entrare nella condizione di identificazione e ritornare terrestri.
Questi individui meno densi vivono una fluttuante condizione psico-emotiva ma, nella media, tendente all’evoluzione.
Quando entrano in sintonia con le dimensioni sottili approfittiamo per dar loro una mano a nostro modo facendo loro vivere delle condizioni nelle quali passiamo messaggi che loro chiamano “intuizioni”, ma senza interferire nel loro libero arbitrio.
Quando le loro vibrazioni entrano in sintonia con l’energia del cosmo essi sperimentano, per esempio, il ricircolo degli eventi che loro hanno chiamato “deja-vù”. Questo fa loro sperimentare il potere sugli eventi e sulla temporalità.
Noi chiamiamo Fratelli coloro che vibrano alla stessa frequenza a prescindere dal piano di esistenza nel quale vivono; siamo una Grande Famiglia Universale.

 

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