Perché il teatro è spostato sulla Siria?

Alla luce di tutto quello che sappiamo sulla realtà del mondo in cui viviamo c’è da chiedersi perché proprio sulla Siria sono puntate le attenzioni belliche e mediatiche.

Salta all’occhio che essa è posizionata proprio all’incrocio tra Asia, Turchia (il peduncolo di Europa) ed Africa. Essa è l’epicentro di tutte le derivazioni collaterali:

  • L’amministrazione Obama supportata dalla accoppiata Hillary Clinton/John Mc Caine
  • Ha influenzato le recenti elezioni americane
  • Ha influenzato le mosse geopolitiche europee
  • Ha coinvolto la Russia cambiando radicalmente gli equilibri e lo scenario
  • Su di essa ha fatto fulcro l’informazione indipendente che ha fatto in modo di fare trapelare notizie completamente antitetiche rispetto alle versioni ufficiali. Un esempio l’ha dato la reporter Serena Shim, morta in un “incidente” a seguito di un reportage sui ribelli ISIS trasportati dai camion dell’ONU.

In questo teatro si svolgono azioni di propaganda degne del romanzo di Orwell scritto negli anni ’40.

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Vale la pena ricordare che il nome dello Stato richiama quello di una nota stella alla quale è legata l’antica storia egizia; pare quasi che le cruenti forze di anti-Luce abbiano l’interesse a spegnere proprio quella luce stellare che ha portato prosperità nei tempi antichi. Alla levata eliaca di  Sirio infatti era collegata la piena del Nilo che portava il fertile limo ai campi coltivati. Nilo che ha rappresentato nella storia egizia il parallelismo astronomico con la Via Lattea e le piramidi della piana di Giza con la costellazione di Orione.

In questi lunghi sei anni di guerra in Siria abbiamo assistito alle maggiori atrocità che un individuo possa perpetrare nei confronti di un altro individuo: decapitazioni, esecuzioni pubbliche, crocifissioni, cannibalismo sulle vittime da parte dei “ribelli moderati”, per dirla alla Mc Caine.

C’è però da chiedersi anche il perché fino ad ora non sono state usate, almeno ufficialmente, le armi psicotroniche utilizzate dall’esercito statunitense in Iraq durante la guerra del Golfo. Vorrete mica credere che dopo duecento anni dall’invenzione del proiettile così come lo conosciamo oggi non siano avvenuti progressi, permettete l’ossimoro, nelle tecnologie in campo militare? Siamo ancora alla polvere da sparo che fa da detonatore per il proiettile?

Bastano un po’ di ricerche per evidenziare come agli albori del ‘900 siano venute alla luce scoperte sconvolgenti grazie a ricercatori del calibro di Nikola Tesla, Max Planck & CO. A quanto pare prontamente insabbiate e fagocitate dal Governo Ombra a suo vantaggio con il fine di mantenerci a livello di trogloditi tecnologici e ottusi mentali.

La Siria è un crocevia di culture e fino all’inizio del conflitto il territorio godeva di tolleranza multietnica e libertà di diversi credi religiosi. Oggi è teatro di un conflitto che sembra non avere fine, quasi un Drago NERO morente che fino all’ultimo combatte con i denti, votato al Male per sua natura. E nonostante sia alla fine dei suoi giorni e la sua parte nel teatro volga al termine, sferra ancora gli ultimi colpi di coda, e non solo in Siria.


Ecco che in Germania accadde che un Tir si avventa sulla gente che transita in un mercatino di Natale. Un Tir NERO sul Natale. Sarà indicativo l’abbinamento oppure “casuale”?

E quasi in simultanea viene ucciso ad Ankara l’ambasciatore russo da parte di un poliziotto di scorta che rivendica la radice ISIS del suo gesto.

E a Zurigo un’ancora  sconosciuto attentatore spara in un centro islamico.

E in Italia guarda caso la Presidente della Camera Boldrini annuncia che sta valutando la censura di Stato per i siti che divulgano notizie false. Quindi ben venga; proceda a chiudere i giornali e le emittenti TV in primis che operano in questo modo; quasi tutti praticamente.

Ah, dimenticavo; tale affermazione è contro l’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita:

Art. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Ma non c’è stato da poco un referendum che diceva che la Costituzione non andava toccata? Già, “toccata” si era detto, mica violata.

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La giornalista Rula Jebreal

E poi cosa dire degli “esperti”, quei giornalisti che sanno sicuramente cosa accade in Siria nonostante siano a chilometri di distanza. E guarda caso si tratta di persona di bell’aspetto, tale Rula Jebreal che i programmi TV si contendono per avvalorare lo sterminio, il genocidio, le atrocità inflitte alla popolazione di Aleppo da parte delle forze militari di Assad e alleati. Naturalmente nel lettore maschio suscita maggiore attenzione all’ascolto un’individuo di tale aspetto perché, ed i Governanti lo sanno, ci identifichiamo prima di tutto con l’aspetto fisico e poi con i contenuti. Anzi, a volte scusiamo pure i contenuti pur di difendere l’attrazione sessuale verso la cronista (Lilli Gruber, invitata al Club Bilderberg è un altro esempio).

 

Altro discorso invece se la notizia è passata da un essere umano che ha più contenuti che risaltano invece dell’aspetto fisico. Come per esempio Eva Bartlett che spiega esattamente in questo intervento cosa ha visto realmente ad Aleppo essendoci stata. E mettendo a nudo le menzogne dei giornalisti occidentali in risposta proprio alle domande di un giornalista.

E visto che parliamo di menzogne andiamo a vedere i dettagli citati dalla brava Eva Bartlett sui Caschi Bianchi

Tutto questo accade in e per la Siria. Sarebbe stato meglio se essa avesse brillato per la conoscenza al servizio delle Coscienze in evoluzione. Ma anche così, paradossalmente, fa il suo servizio.

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2 pensieri riguardo “Perché il teatro è spostato sulla Siria?

    1. Egregio Torrido55 la Boldrini è una figurante del teatro per come la vedo io e tutto calza; lei è lì per fare la sua parte. Ma una domanda mi sorge spontanea: esisterebbe la rappresentazione teatrale se non ci fosse il pubblico? Oppure è funzionale alla sua presenza e partecipazione? Queste domande le possiamo applicare in qualsiasi contesto. E, a quanto pare contengono la soluzione a tutti i nostri mali.

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