La campanella magica

Tratto da: ilboscodirovoracconta.wordpress.com

dama-del-nataleEra una notte gelida e buia. La città dormiva al calduccio ma, sola a e triste, vagava sulla neve una cagnolina abbandonata al suo destino.
Il  passo era lento e pesante perché portava dentro di sé i suoi cucciolini che dovevavo nascere tra poco.
Lasciava la città senza rimpianti perchè non aveva nessuno da amare ,ma nessuno la amava .Voleva dare un rifugio sicuro ai suoi piccoli nella campagna vicina.
“Povero piccolo cuore. Non c’è un angioletto per te?”
La tormenta soffiava di nuovo e non si vedeva in lontananza una luce che rischiarasse una casa o una stalla dove rifugiarsi non vista. Avanzava e sognava per i suoi piccoli :un guinzaglio ,una stufa calda,tanta pappa  e un cuore umano per coccolarli.
Lungo la strada incontrò uno scoiattolo che si dirigeva veloce verso il nido nel tronco di un abete. Aveva in bocca delle ghiande e ne offerse una alla cagnolina che gradì molto perché era da giorni che non mangiava. Lo scoiattolo la informò che poco lontano c’era una stalla annessa a un piccolo castello. Forse lì poteva ripararsi ,ma vedendo la cagnolina stanca e disorientata, si offerse di accompagnarla.
Il tragitto fu breve e il castello apparve tra la neve. Sembrava un castello come si vedono nei libri di favole . Piccolo. con torri aguzze ornate di banderuole. Dalle grandi vetrate traspariva una debole luce indice di una presenza umana ,ma lo scoiattolo non varcò quelle soglie ,ma piuttosto quella della sottosttante stalla.Aperto uno spiraglio nel portone che dava ingresso appunto alla stalla, si udì subito un vociare di tanti versi animali e un profumo di fieno.
La cagnolina entrò e lo scoiattolo la presentò all’allegra compagnia.
“Salve”– disse il cavallo.
“Salve a te” – gli fece eco la capra.
“Bee, salve cara” – si annunciò la pecora-.
“Salve salve salve tutti in coro: oche, tacchini e galline”
La mucca per ultima la chiamò accanto a sé e le diede una leccatina di ben venuto.
“Cara sarai stanca ed affamata. Sdraiati accanto a me e bevi un po’ di buon latte. Il mio vitellino è già sazio e ce n’è in abbondanza anche per te”
La cagnolina sentì scorrere nel suo corpicino il calore e il profumo del latte di quella mamma e dalla consolazione di così tante attenzioni, sazia si addormentò.

“Bee” – disse la pecora – “Io le darei un po’ della mia lana per farla riposare al caldo! “. “Ed io un po’ di piumette per la sua culla” disse l’oca.
“Io farò un ovetto caldo per donarle un po’ di vigore“
” E io?” – disse il vitello – “cosa posso donargli io che sono ancora un piccino?”
“Tu” – disse la mamma – “sarai compagno di giochi dei suoi cucciolini quando nasceranno”
“Forte!” – disse il vitellino – “sarò il fratello maggiore ed inventerò tanti giochi per i miei fratellini”
“Buono, buono” – aggiunse la mucca mamma – “Ora dobbiamo prepararci alla nascita. saremo le levatrici e dobbiamo essere pronte ad ogni evenienza. Tu vecchio mio (rivolgendosi al cavallo) va a prendere dell’acqua alla fontana e diamo una ripulita a questo posto,. Deve essere tutto lindo per accogliere i piccoli cani appena nati”
In breve tempo mentre la cagnolina dormiva pesantemente, fu tutto ripulito e riordinato. La mucca le si mise accanto per scaldarla e tutti gli altri animali della stalla si sdraiarono in trepida attesa. Dopo circa un’ora si senti un debole guire e dopo poco un’altro.
“Coraggio signore, diamoci da fare. La  neo mammina ha bisogno di noi. I cuccioli stanno venendo alla luce”.
L’oca si avvicinò alla cagnolina e prese nel becco il primo cucciolo e lo sculacciò con energia per indurlo alla respirazione e così fece con il secondo, mentre la gallina asciugava il sudore dalla fronte della puerpera.
”Su cara un’altro sforzino e saranno tutti nati !”
E nacquero tutti :ben sette splendidi cagnolini bianchi come la neve , le zampette nere e il nasino rosa con una macchia a cuoricino.
Dopo tanto lavoro gli animali si abbandonarono esausti sulla paglia e sott’occhi guardavano la cagnolina che coccolava i suoi cuccioli.
“Siamo stati veramente bravi ” – Si dissero in coro sottovoce –
“Ma io sono stata la migliore perché senza i miei sculaccioni sul sederino i cucciolini non avrebbero pianto ed esalato il primo respiro alla vita.”
“La solita” – disse la pecora – “sei troppo vanitosa mia cara. Tutti siamo stati utili per quella povera creatura. Guardate com’è felice ora!”
La cagnolina effettivamente sprizzava gioia e chiamò gli amici per dare un nome ai suoi cagnolini.
L’oca naturalmente arrivò per prima e diede il nome alla prima femminuccia: si sarebbe chiamata Soldina.
La pecora diede il nome a Paquito.
La capra a Sogno.
Il cavallo a Margherita.
La gallina a Semino.
La mucca e il vitello ad Azzurra.
“Ed io” – disse una bianca Signora entrata silenziosamente nella stalla – “Io la chiamerò Speranza”.
Tutti gli animali le si avvicinarono e le si inchinarono.
“Cari Piccoli cuori ho visto con quanta sollecitazione avete accudito quella sfortunata cagnolina. Con il vostro amore lei non si sentirà mai più sola e i suoi piccoli ,che hanno conosciuto subito il buono e il  bello della vita, saranno amati da umani riconoscenti ed affettuosi. Il mio dono per loro è un collarino per legare il guinzaglio  alla mano dell’uomo che li amerà per sempre. Io veglierò su quella sfortunata cagnolina e su loro: è la promessa della Dama del Natale”.
Prima di andarsene coprì la cagnolina che si era nuovamente addormentata con una copertina bianca intessuta d’argento.
Da quel giorno Stella, così fu chiamata dalla dama del Natale, divenne la cagnolina cara al suo cuore e la seguì ovunque il Natale donasse al Mondo azioni generose, buone e belle, da raccontare agli uomini che, in cuor loro, anche se malvagi, anelano sempre a conoscere l’Amore.

Sii felice Stella, ben amata  !

E la campanella mi direte? Ebbene la campanella era nel baule che conservava i ricordi delle miei bambine. L’ho trovata dopo aver rovistato in ogni valigia,cassetto,armadio e ripostiglio e alla fine Lei ha trovato me per raccontarmi un “sogno” di Natale. Quella campanella magica ha il talento di  evocare tutte le buone azioni che giornalmente si compiono nel Mondo e con la sua voce argentina, ci fa intendere che c’è ancora tanta speranza in questo Pianeta un po’ tristo,ma che sta volgendo lo sguardo alla visione di una vita radiosa.
Il mio augurio per Natale è che anche voi, piccoli amici, siate sempre  felici come lo siete in questo magico giorno!

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