Pornografia per bambini

Riportiamo questo articolo dal sito di Maurizio Blondet, articolo che condividiamo in pieno. Aggiungiamo poi un’altra considerazione: ma non vi pare che stiano accelerando i tempi di degenerazione sessuale (vedi cultura del gender, utero in affitto, coppie di fatto), di distruzione politica ed economica, di  confusione informativa con divulgazione e rafforzamento di teorie quanto meno improbabili?

Noi ci difendiamo così: “Conoscerete la Verità e la Verità vi renderà liberi” (Giovanni 8,32)


Fonte: www.maurizioblondet.it

Le vecchie fiabe fanno male ai bambini. Questa no.

Abbiamo visto  che, nel codice dei pedofili, “hot dog” sembra  indicare un bambino da ‘usare’. Oggi è nelle sale cinematografiche, come film per Natale adatto ai bambini,  il cartone  con questo manifesto:

“Un eroe  si alzerà”:   spero non ci voglia molto a capire il  volgare doppio senso.  Nell’originale inglese, “a hero will rise”,  è ancora più chiaro: un  eroe si rizzerà.  Il salsicciotto.

si-rizza

Il cartoon per bambini per Natale è additato come “erotico”. Ossia pornografico.

Cosa mostra il film?  Scorro dai media francesi:  “Orge sessuali, voyerismo, fellatio, sodomia,  sesso tra uomini e tra donne: ecco ciò che si vede nella scena culminante – che è appunto un’orgia….Descritto come un “food porn”, è una iniziazione e un incitamento a considerare normale il sesso di gruppo”:  così InfoChrétienne, che ha sollevato il caso – perché in Francia è vietato ai minori di 12 anni; mentre in Usa, si noti, il cartoon è vietato ai “minori di 17 anni non accompagnati da un adulto”.

Ovviamente,  i ‘cristiani’ sono bigotti.  Allora prendiamo Paris-Normandie: “Scene sessualmente esplicite  tra alimenti, conversazioni oscene, consumo di stupefacenti con istruzioni per l’uso,  dialoghi spesso oltraggiosi pieni di insulti e volgarità varie. Sausage Party ha tutti gli ingredienti per suscitare polemiche”. O vediamo  Unification France: “Il film  è carico di una pesantissima tensione sessuale che finisce per esplodere in una scena finale che provocherà  negli  spettatori un orgasmo …di risate”.  Il tono è corrivo, il senso è quello.

Ma non basta.  All’inizio,  si vedono i generi alimentari del supermercato che pregano il Buon Dio, cantando in coro, come tutte le mattine,  aspirando   di essere comprati per vedere il  “Grande Oltre”,  ovviamente  credendo sia il paradiso. Poi scoprono   che il “buon dio” sono uomini che li mangiano, e allora si emancipano dalla loro abitudine rituale di lodare Dio, e cominciano a liberarsi sessualmente,  senza freni, ormai “liberati” dalla superstizione.  Per   giovani spettatori  islamici, uno dei personaggi è Lavash, una tortilla “musulmana e  omosessuale”. Sembra che il messaggio del film sia:  l’orgia sodomitica è un gran mezzo di liberazione delle coscienze.

Lo spirito da cui proviene anche solo l’idea di un simile cartone animato è difficile da capire.  Sarà  certamente un caso, ma i tre soggettisti si chiamano Seth Aaron Rogers, Evans Goldberg,  Jonah Hill Feldstein.  Vedo che uno dei registi, Conrad  Vernon, è stato sceneggiatore di Shrek e Shrek 2.  E’ una traccia.

Shrek è  parola yiddish (“שרעק”, shreck), che significa “paura”, “terrore”.  Il film – anzi la serie –  ha   per protagonista un orco – il  cattivo per antonomasia  nelle favole per i bambini,  qui simpaticamente  malvagio (ed egoista e rozzo), che rovescia dunque i “valori” delle fiabe.  Difatti vi appaiono i personaggi tradizionali, Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Biancaneve,  i Sette Nani, Pinocchio  –  in  contesti “rovesciati” rispetto alle loro figure ed azioni tradizionali.  Un esempio: in Shrek 2, l’omino di zenzero chiede a Pinocchio se porta mutande da  donna; Pinocchio nega, e il suo naso si allunga; a questo punto  l’omino  di zenzero lo rivela,  mostrando il perizoma fuxia, femminile che Pinocchio porta.

Se vi domandate  da che spirito nasce questa “favola”, stavolta  la risposta è nota: dal furioso litigio per  potere, compensi e carriera che ha opposto   l’amministratore delegato della Walt Disney, Michael Eisner, al creativo  socio Jeffrey Katzenberg, una lite che è arrivata in tribunale. Katzenberg voleva da Eisner 77 milioni di dollari e il posto di numero 2; non avendolo ottenuto, è passato alla DreamWork   di Steven Spielberg,   con   cui ha realizzato Shrek: il  cui senso immediato è una vendetta contro Eisner. I personaggi   fiabeschi della Walt Disney entrano nel cartoon in veste ridicola o anti-nomica (tra l’altro indirettamente contaminando le fiabe per i più piccoli spettatori). Il malvagio di Shrek,  il comicamente piccolo lord Farquaad, è   la caricatura e impersonificazione di Eisner (“Quel nano”, lo chiama Katzenberg). Per gli spettatori americani adulti,   lo strano  nome “Farquaad” non ha misteri:è onomatopeicamente identico a un insulto volgarissimo, “Fuckwad”, più o meno ‘pezzo di fottuto’.  E pesanti allusioni alla sessualità di Farquaad-Eisner  sono sparse nel film. In una scena lord Farquard ha un’erezione sotto le coperte (pochi fotogrammi). Il tutto fra parolacce,   allusioni sessuali e comportamenti disgustosi  di Shrek.


continua sul sito della fonte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...