Visegrad, una unione di Stati nell’Unione europea

eurocracSembra un paradosso ma questa Unione europea “non s’ha da fare”. Da quando ci hanno detto che siamo in Europa o meglio negli Stati Uniti d’Europa (strano parallelismo con gli USA :^0 ) abbiamo assistito ad una aggregazione di Stati via via crescente, fino a quando è intervenuta LA crisi. Un po’ come quando è arrivata la peste che ha decimato mezza Europa, oggi alla stessa stregua, la stretta economica ha decimato gli animi dei cittadini ottenendo però l’infervorarsi degli stessi con le relative reazioni. Sono nati così i primi movimenti popolari come quello “9 dicembre 2013” chiamato dai media “movimento dei forconi” con l’intento di destabilizzarlo applicando una etichetta fuorviante e demonizzante. In Islanda il popolo ha esautorato il Governo venduto ai banchieri ed ha cacciato le banche private che si erano comprate l’isola e la sua economia.

A proposito sentite cosa scrivevano sull’Islanda nel 2012:

di Jeff Neilson – 26 dicembre 2012

Per circa tre anni, i nostri governi, la cricca dei banchieri e i media industriali ci hanno islanda-ragazza-con-bandieragarantito che loro conoscevano l’approccio corretto per aggiustare le economie che loro avevano in precedenza paralizzato con la loro mala gestione. Ci è stato detto che la chiave stava nel balzare sul Popolo Bue imponendo “l’austerità” al fine di continuare a pagare gli interessi ai Parassiti delle Obbligazioni, a qualsiasi costo.

Dopo tre anni di questo continuo, ininterrotto fallimento, la Grecia è già insolvente per il 75% dei suoi debiti e la sua economia è totalmente distrutta. La Gran Bretagna, la Spagna e l’Italia stanno tutte precipitando in una spirale suicida, in cui quanta più austerità quei governi sadici infliggono ai loro stessi popoli tanto peggiore diventa il problema del loro debito/deficit. L’Irlanda e il Portogallo sono quasi nella stessa condizione.

Ora, in quello che potrebbe essere il più grande “mea culpa” economico della storia, i media ammettono che questa macchina governativa-bancaria-propagandistica della Troika ha avuto torto per tutto il tempo. Sono stati costretti a riconoscere che l’approccio dell’Islanda al pronto intervento economico è stato quello corretto sin dall’inizio.

Quale è stato l’approccio dell’Islanda? Fare l’esatto contrario di tutto ciò che i banchieri che gestivano le nostre economie ci dicevano di fare. I banchieri (naturalmente) ci dicevano che dovevamo salvare le Grandi Banche criminali a spese dei contribuenti (erano Troppo Grandi Per Fallire). L’Islanda non ha dato nulla ai banchieri criminali.

I banchieri ci dicevano che nessuna sofferenza (del Popolo Bue) sarebbe stata troppo grande pur di garantire che i Parassiti delle Obbligazioni fossero rimborsati al cento per cento di ogni dollaro. L’Islanda ha detto ai Parassiti delle Obbligazioni che avrebbero ricevuto quel che sarebbe rimasto dopo che il governo si fosse preso cura del popolo.

I banchieri ci dicevano che i nostri governi non potevano più permettersi la stessa istruzione, lo stesso sistema pensionistico e di assistenza sanitaria che i nostri genitori avevano dato per scontato. L’Islanda ha detto ai banchieri che quello che il paese non poteva più permettersi era di continuare a vedersi succhiare il sangue dai peggiori criminali finanziari della storia della nostra specie. Ora, dopo tre anni abbondanti di questa assoluta dicotomia nelle scelte politiche, è emerso un quadro chiaro (nonostante gli sforzi migliori della macchina della propaganda per celare la verità). Per l’articolo completo vedi QUI

 

Poi in Grecia abbiamo avuto rivolte popolari sfociate nella repressione, in Spagna è nato “Podemos” capeggiato da Iglesias, in Italia è nato il Movimento 5 stelle capeggiato da Grillo/Casaleggio, in Francia è salito alla ribalta il “Front National” di Marine Le Pen, poi il Brexit ha scosso l’economia europea…

Ora si affaccia un’altra entità comunitaria, il Visegrad formata dagli Stati dell’Est, Ungheria (moneta Fiorino), Repubblica Ceca (moneta Corona), Slovacchia (moneta Euro) e Polonia (moneta Zloty) che strizzano l’occhio all’Austria (Euro), alla Bulgaria (Lev), alla Slovenia (Euro) e alla Croazia (Kuna).

Da notare che delle otto solo tre adottano l’euro mentre Ungheria e Austria non fanno parte della NATO. Direi che è un altro segnale che le cose non vanno proprio così come gli oligarchi Neri avevano previsto. Avevano fatto le pentole ma si sono dimenticati i coperchi.

Per approfondimenti consiglio la lettura di questo articolo di Maurizio Blondet che inizia così:

gruppo-visegradHofer: “Vorrei l’Austria nel gruppo Visegrad”

Norbert Hofer, candidato del Partito della Libertà (FPO) all’elezione presidenziale   austriaca del  4 dicembre,  non  lo nasconde: “Penso che sarebbe  vantaggioso per il nostro paese entrare a far parte del Gruppo di Visegrad”.

Il Gruppo di Visegrad comprende Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria.  Giusto lunedì scorso i  ministri degli Interni dei quattro paesi,  usciti  da una loro riunione, hanno  ancora una volta  unanimemente rigettato  la politica immigrazionista di Bruxelles, e  specificamente   il sistema obbligatorio di quote.  Si ricordi che  la UE ha  minacciato sanzioni e multe ai paesi che non accettano di reinstallare i rifugiati nel loro territorio; secondo  le intenzioni punitive  eurocratiche, i paesi potrebbero evitare di dover accogliere   la loro quota di rifugiati  per un solo anno, pagando un’ammenda di  250 mila euro per  rifugiato.  Si capisce dunque come alla riunione del Gruppo, oltre i quattro, abbiano partecipato delegazioni di Austria, Bulgaria, Croazia, Slovenia –  e anche Belgio.  I diktat di Bruxelles  sull’immigrazione  hanno fra l’altro questo risultato:   regalare al  “Visegrad”  una forza d’attrazione politica  accresciuta, fino a farne tendenzialmente un blocco  mitteleuropeo  con una chiara autonomia ed identità.

L’articolo continua QUI

 

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