Hegel e il clima mondiale

Riportiamo uno stralcio dell’articolo apparso sul quotidiano on line “La Repubblica”:

A FIUMICINO solo con l’idrovolante, poi in gommone a Roma fino ai limiti del raccordo anulare. E Venezia? La Mostra del cinema al Lido sulle zattere, ci si muove solo in gondola da un ponte all’altro e fra qualche rara piazzetta ancora asciutta. Sparita la costa Adriatica sino a Rimini e il fronte mare di Genova. Nel mondo, fra 200 e 400 milioni di persone con la casa sott’acqua: di mezza New York e tutta Miami solo la memoria. Spaventati? Be’, questo è lo scenario ottimistico: se tutto va bene, anzi benissimo, Trump non vince le elezioni americane, l’accordo sul clima di Parigi resta in piedi, tutti mantengono gli impegni sottoscritti un anno fa e si riesce a mantenere il rialzo delle temperature a 2 gradi centigradi…

Toni leggermente tendenziosi, propagandistici filo-americani, velatamente catastrofici. Quale potrebbe essere il motivo di tale stesura del testo? Sembra proprio un teatrino con tanto di attori, pessimi per giunta, (vedi QUI) dove va in scena la tragedia dell’essere umano che non si accontenta della sua avidità e fa collassare l’inanimato pianeta (crede lui) solo per il suo tornaconto.

Solo che in tutto questo dramma teatrale non viene esternata la colpa di qualcuno, nessun nome. Ma c’è invece chi deve farsi carico degli egoismi dei pochi per salvare il salvabile. Il popolo, la massa, formata da persone sane, che sanno vivere e che vogliono un mondo migliore con meno CO2, pieno di pace; esattamente come vogliono i registi che hanno scritto i testi ed installato le scenografie ma senza spendere un soldo perché queste risorse le hanno prese da chi impersona la massa. Essa, pur di salvare il futuro dei propri figli, come ci hanno indicato di pensare i registi, è disposta a versare ulteriori risorse, chiamate “tasse” a favore della ricerca e contro il cambio climatico. Eh, sì, perché la massa sa che si deve fare così; e i registi glielo permettono.

La massa crede di avere potere decisionale e se non ce l’ha manifesta in piazza così l’ascoltano… Già previsto dai registi. Sì, anche questo. Vedi QUI

GRONINGEN-GEBOUWEN-MARTINITOREN
Cittadina di Groeningen, in Olanda, dove le trivelle provocano terremoti; e non solo le trivelle a quanto pare…

E siccome i registi sono in fondo brave persone, ci hanno già pensato in anticipo a porre rimedio ai cambi climatici; sono anni infatti che sorvolano le teste dell’indaffarato popolo nebulizzando composti chimici al fine, a sentir loro, di contrastare il riscaldamento globale. E quant’anche la massa si accorgesse (ma dovrebbe alzare la testa per farlo) che qualcosa di strano sta accadendo nei cieli i toni allarmistici della propaganda sul “che caldo che fa” salirebbero a dismisura corroborati dai media che veicolano notizie catastrofiche fatte ad hoc. A quel punto sarà la massa stessa a chiedere a gran voce LA soluzione a questo scempio. E loro, i nostri benevoli registi, ci daranno la chimica aviodispersa come il popolo chiede, supportato da ricerche serie di altrettanto seri scienziati del clima e da centri nazionali di ricerca conniventi e collusi.

Legge 36 sul cambio climatico artificiale
Articolo della Legge 36/94 estrapolato dalla Gazzetta Ufficiale

Problema – Reazione – Soluzione è il lemma di Hegel preso a prestito dai registi del dramma teatrale.

Se poi ancora non bastasse un po’ di onde elettromagnetiche indotte da trasmettitori a basse frequenze fa sì che l’intontimento salga a livelli mai visti.

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