Banche nucleari

No, nessun errore di battitura. È da mesi che facciamo informazione sulla relazione diretta tra i soldi in banca ed i conflitti mondiali. Abbiamo scritto e divulgato di come la paura sia l’arma prediletta dei Governanti Oscuri, energia della quale si nutrono al pari di un sadico che gode della sofferenza della vittima. Legata all’energia “paura” vi è anche l’energia “denaro” che altro non è che il metro di misura dei nostri talenti messi a frutto. Senza denaro abbiamo poche possibilità di esprimerli perché con i secoli i nostri aguzzini hanno legato ad essi la moneta, lo scambio di talenti. Vivendo nei debiti siamo moralmente debitori (ma si tratta di coercizione psicologica) fino all’esaurimento del debito stesso. Debito contratto con le banche, uniche legittimate a prestare il denaro, anche se inesistente, per legarci mani e piedi al loro cordone ombelicale; o meglio, alla loro flebo.

Ora il vaso è colmo e dopo anni ed anni di emissioni di crediti senza controvalore in prodotti e servizi si è giunti al limite default mondiale. 50.000 miliardi di derivati sul groppone a Deutsche Bank più relativo debito fanno della banca stessa una bomba ad orologeria che se scoppia trascina dietro di sé tutte le banche mondiali in un vortice a forte risucchio.

Crollerebbe il sistema economico per la pace di tutti, meno quelli che con la banca credevano di “fare soldi” o di avere un risparmio sicuro (la maggioranza).

E qui entra in gioco la destabilizzazione e lo spostamento del punto di attenzione, lo spostamento sulla scala dei valori di importanza.

Andiamo a vedere cosa dicono le cronache sui recenti movimenti in Siria:

(Dal sito http://katehon.com)

…21 paesi arabi che hanno firmato un patto lo scorso dicembre per “combattere il terrorismo”, tra cui quelli che si affacciano sul Golfo Persiano (gli Emirati), l’Egitto, il Sudan e il Pakistan, stanno per addensarsi nell’area saudita di Hafer al-Batin, cui si aggiungeranno qualcosa come 2.540 aerei da guerra, 20.000 carrarmati e 460 elicotteri, per una 18 giorni di manovre continuative che non ha precedenti nella storia.

Questo è quanto accade ai confini con la Siria che ha scatenato al reazione di Damasco:

Il ministro degli esteri siriano Walid al-Moallem, sabato scorso, non appena la notizia si è diffusa ha replicato che “qualunque intervento di terra in Siria, senza il permesso del Governo siriano, sarà trattato alla stregua di un’aggressione cui si opporrà ogni cittadino siriano“. “Mi dispiace dover dire che torneranno a casa in una bara di legno“, ha poi aggiunto, sottolineando che grazie alla progressiva riconquista di Aleppo, ottenuta con il supporto dell’aviazione russa e che sta tagliando le gambe ai ribelli e all’ISIS

E questo è il commento sulla reazione russa in coalizione con la compagine siriana:

Non appena le truppe di terra guidate dall’Arabia Saudita invaderanno la Siria, i missili russi S-300 e S-400 (quest’ultimo il sistema anti-aereo probabilmente più sofisticato al mondo) inizieranno ad abbattere i 2.450 velivoli militari NATO e i 460 elicotteri, ma l’unica soluzione per disfarsi delle truppe di terra e dei 20.000 carrarmati saranno le armi nucleari tattiche.

Ma quello che più ci interessa è la parte finale dell’articolo che è poi il vero movente del tentativo di escalation atomico mondiale:

In realtà, sebbene possa apparire cinico e amaro, quello che sta accadendo potrebbe essere un diversivo per distrarre l’opinione pubblica dalla crisi economica. Le banche europee stanno fallendo a causa dei debiti. Deutsche Bank ha perso il 5o% del suo valore, di cui almeno il 40% dall’inizio dell’anno. Se Deutsche Bank fallisce, i 50 mila miliardi di titoli derivati che si porta dietro, venti volte il Pil della Germania, travolgeranno a catena le altre banche. Negli Usa, le banche “too big to fail” sono a rischio, perché dopo i salvataggi governativi del 2008 hanno continuato a fare quello che facevano. E ora sono ancora più indebitate. Quindi una guerra nucleare leggermente depotenziata potrebbe certamente rappresentare una strategia diversiva per contenere la reazione dei risparmiatori al dissolversi dei loro conti correnti.

Il modo per fermare il conflitto e cambiare le carte in tavola è andare in banca a ritirare i propri soldi, finché ci saranno. Saranno presi alla sprovvista e saranno loro per una volta a soffrire la perdita dei lacci alle nostre anime.

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