Analisi degli eventi sismici ed il crollo della Chiesa di Roma

I recenti terremoti in Centro Italia ci hanno indotto a riflessioni.

Sul quotidiano La Stampa uscito in data odierna vi è un servizio di alcune pagine interamente dedicato all’evento sismico e la prima riflessione è stata che è un sisma decisamente anomalo per il fatto che le scosse primarie, quelle di maggiore intensità, sono avvenute a pochi giorni di distanza. Due sismi così ravvicinati in termini di tempo geologico sono per lo meno inusuali. Questa la dichiarazione del geofisico Enzo Boschi, per un quarto di secolo a capo dell’Ingv:

“I terremoti inaugurati da quello di Colfiorito nel ’97 e proseguiti con Aquila nel 2009, Amatrice, Marche e Umbria del 26 ottobre e quello di stamane a Norcia, fanno parte della stessa zona sismogenetica”. Per Boschi si può contemplare la possibilità che l’energia trattenuta dalla crosta terrestre in questo segmento appenninico si sia in grandissima parte liberata. Una sequenza di cinque terremoti in vent’anni non è cosa da poco.

A corroborare la tesi di cui sopra riportiamo la mappa dei terremoti avvenuti negli ultimi vent’anni divisi per intensità e distanze temporali (fonte http://www.ilsole24ore.com)

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Per maggiore chiarimento e una più ampia visione è utile considerare che nei pressi della zona sismica vi è il centro ricerche sulle particelle dell’INFN che ha sede nelle viscere del Gran Sasso. Strano notare che si è parlato dei danni dei paesi sulla crosta terrestre ma nessuna menzione a ciò che avrebbe dovuto essere avvertito nel centro ricerche, tenuto conto del fatto che è situato a circa 1000 metri di profondità.

Da aggiungere al discorso sulle tempistiche dei sismi troviamo quanto dichiarato dal sismologo e docente Marco Mucciarelli (suo profilo: Laureato in Fisica, sono professore universitario e insegno Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell’Università della Basilicata.) da un estratto del suo blog http://tersiscio.blogspot.it

“Scegliamo una magnitudo forte, che in Italia non è stata più superata dal 1980 in Irpina, M=6.3. Contiamo gli anni che dal 1000 al 1980 sono passati tra due terremoti di questo tipo. Se dividiamo 980 anni per i terremoti che ci sono stati otteniamo circa 15 anni in media tra un terremoto e l’altro. Sembrerebbe che siamo in ritardo, dal 1980 ne sono passati più del doppio, e non ci sarebbe niente di strano se un terremoto così capitasse domani.
Andiamo a vedere la distribuzione completa di tutti i tempi trascorsi tra due scosse e ci accorgiamo che solo in poco più del 10% dei casi si sono aspettati più di 32 anni. Inoltre oltre il 40% dei terremoti di magnitudo 6.3 è avvenuto lo stesso anno o entro due anni dal precedente.”

Un fatto curioso che ha attirato la nostra attenzione è stato proprio il reportage de “La Stampa” dove sono spesso menzionati i crolli delle chiese. A ben pensare di chiese ce n’è una per paese e di costruzioni civili ne sono crollate parecchie di più. Eppure è stato citato anche il danno occorso alla Basilica di San Paolo fuori le mura in Roma. Quella basilica che ha la particolarità di avere una nicchia per ogni Papa per un totale di 112; quella della profezia di S. Malachia, appunto (per approfondimenti clicca QUI).

Per corroborare quanto sopra basta dare un’occhiata al sito de “La Stampa” per notare il numero di articoli inerenti le cattoliche costruzioni:

Articolo su Basilica di San Paolo fuori le mura

Articolo sulle chiese chiuse

Articolo sulle chiese di Norcia

Articolo sulla Basilica di S. Benedetto a Norcia

Articolo sulla chiesa di S. Francesco a Norcia

Dopo queste considerazioni è accaduto un evento, un caso di sincronicità. Alle stesse considerazioni è arrivato anche il giornalista Maurizio Blondet che però ci informa, con ulteriori dettagli, di ciò che il signor Ayub Kara, Vice ministro israeliano per la Cooperazione Regionale, afferma a riguardo dell’Italia e della sua astensione sulla risoluzione UNESCO. (fonte www.maurizioblondet.it)

Ora possiamo dirlo, finalmente. Fino ad ieri, chiunque avesse osato pronunciare una simile idea, sarebbe stato linciato dai media, dai vescovi e cardinali, da “Francesco”;  questa ipotesi, che dietro un terremoto o altra sciagura collettiva, potesse esserci un significato, un messaggio di Dio per certi nostri comportamenti  collettivi, era confinato nel regno delle superstizioni più oscurantiste e ignoranti; era qualcosa, semplicemente, che l’uomo moderno, e il cristiano illuminato (dal Concilio) non può nemmeno permettersi di pensare.

Adesso si può. Dobbiamo ringraziare l’alta personalità che ha, diciamo così, sdoganato lo spinoso  nesso di causa e d’effetto, togliendolo dalla discarica delle superstizioni di cui vergognarsi per elevarlo alla luce del politicamente corretto: il signor Ayub  Kara.

Costui è l’esimio vice-ministro israeliano per la Cooperazione Regionale.  Incidentalmente è un druso, e ovviamente un fiero collaborazionista. Come forse saprete (o forse no), egli, in visita in Italia, ha voluto comunicare alle agenzie quanto segue: ”Sono sicuro che il terremoto è avvenuto a causa del voto italiano all’UNESCO”.

Non è da scartare poi anche l’ipotesi tratta dal sito Tanker enemy di Rosario Marcianò dove viene menzionato:

Le “chemclouds” e le “smart clouds” sono l’indizio evidente della presenza di metalli elettroconduttivi in bassa atmosfera. Giustamente qualcuno le definisce anche “nubi sismiche”.

Naturalmente siamo nel campo delle ipotesi solo per il fatto che gli Enti governativi, da altri governati, non ammettono l’esistenza delle evidenze.

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Cosa dire poi delle correlazioni tra le attività estrattive nel Modenese ed il terremoto in Emilia? Per maggiori approfondimenti vedi QUI tanto che anche oltre oceano hanno dovuto ammetterlo (vedi QUI).

Se ancora non fosse chiara l’intenzione del Governo, non quello di facciata naturalmente, riportiamo questa mappa del posizionamento delle trivelle nella penisola (un ringraziamento a Rosario Marcianò per le ricerche e le fonti). Sarà un caso che esse sono state poste proprio in zone palesemente sismiche?

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Fatto sta che il puzzle ha tutte le tessere a posto per mostrarci nei dettagli il quadro della situazione reale. Sta a noi comporlo, vederlo e valutarlo senza perderci nei dettagli delle piccole tessere come i nostri cari, occulti Governanti vogliono fare per confonderci; e non dimentichiamoci che essi agiscono con la leva della paura per distrarci da ciò che è ogni giorno più evidente. Qui da noi e dall’altra parte dell’Oceano siamo sotto consulti popolari. Ah, nel frattempo la Vallonia ha ceduto alle minacce degli Oscuri e ha ratificato il CETA. Ma forse non lo sapevate perché l’articolo era troppo piccolo ed avevamo altro a cui pensare…

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