Racconti all’ora del thé; le novelle di Maura

A cura di Maura Giuffrida Mazza

La favola di Axel

Oggi sono ospite di Axel nella sua scuola e ascolto attenta una lezione di botanica : l’uso medicinale dei funghi velenosi. Molto interessante ma i piccoli gnomi chiedono al maestro di raccontare una favola perché questa è l’attività didattica preferita ma in confidenza anche agli anziani gnomi piace ascoltare e raccontare favole! Axel inizia la narrazione e il silenzio si fa assoluto sotto la saggia quercia che ospita la scuola: i piccoli sono immobili e con gli occhioni sgranati.

” C’era una volta….ma voi gnomini sapete che il mondo della fantasia non ha limiti e quindi ogni favola vive e si racconta di generazione in generazione senza mai essere nella storia del passato. Il tempo non esiste e tutto vive nel presente, quindi c’è… un bruco. Un bruco piccino che si è stabilito su una pianta cavolfiore. Mangia e mangi e cresce, cresce, ingrassa e ingrassa e non si accorge che il tempo della metamorfosi è trascorso ed è rimasto solo nell’orto mentre i suoi fratellini e cuginetti sono “volati” via. Bruco Cincio (questo è il suo nome) improvvisamente si accorge che non c’è più nulla da mangiare per lui e quindi dovrà esplorare meglio l’orto per trovare altro cibo. In un angolo c’è un’aiuola di insalata e con strisciate lente e pesanti  si precipita (si fa per dire) in quella direzione. Buona e tenera è questa insalata ma… improvvisamente le insalate scompaiono sotto terra. Dove sono andate a finire.? Questa è veramente una cosa strana perché per sua esperienza tutte le verdure crescono cercando il sole in alto e chi non lo cerca, come patate e carote lasciano sempre fuori la terra i loro “segnali verdi” rivolti al cielo. Quindi in quest’orto c’è un ospite che ha iniziato a scortare nelle gallerie sotterranee i prodotti per passare in tutta sicurezza l’inverno. Con l’osservazione attenta di un detective segue le traccia che lo portano  nella casa del grillo talpa. – Mio caro grillotalpa vedo che la tua dispensa è già piena perché non lasci a me un fiocchetto di insalata? Ho ancora tanta fame !-  e lui di rimando – no non posso ho molte  bocche da sfamare; va dalla lumaca sulle fragole. Lei quest’anno non ha una famiglia numerosa e forse può lasciare qualche cosa anche per te. Cincio ritorna in superficie e va a trovare la lumaca ma anch’essa ha poco da spartire perché il raccolto è scarso per la poca acqua piovana che ha irrigato l’orto.

Su una foglia coriacea di boraggine riposa una lucertola e il brucone le rivolge la solita domanda: “c’è cibo per me ?” – “Oh grullo” risponde la lucertola “proprio a me domandi cibo? Non sai che tu sei cibo per me? Ringraziami di non divorarti perché sono già sazia. Va via grullo e lasciami riposare!”

Cincio osserva un po’ distante una volpe che sta per catturare un topolino di granaio e rivolge ad essa la sua richiesta.

“Proprio ora mi dovevi disturbare… mi hai fatto scappare il mio pranzo ! Perché non ti metti un paio d’ali della tua specie e te ne voli su un fiore a succhiare il nettare? Cosa ci fai ancora sulla terra a strisciare ?” gli dice la volpe.

“Ali ?…. ma dove li trovo delle ali per me ? Tutti mi chiamano ciccione e non ci sono ali per le mie misure “.

“Tutte storie …..nella Grotta della Bocca di Rana di Pietra c’è un gran magazzino con tutte le forme e taglie di ali, va lì è a trenta minuti di volo d’uccello”

” Ma come faccio….ti ripeto che non ho ali e non so come si decolla !”

“Sali sulla mia coda e proverai l’ebrezza del volo”

Il brucone lentamente si aggrappa a quel pelo folto e rosso e con un gran batticuore inizia il suo primo volo sulla coda della volpe. (Naturalmente non sono le sue ali ma così con una coda, ha capito cosa vuol dire volare e librarsi nel vento. Tanta fatica in meno per spostarsi di qui e di là! )

Al tramonto la coppia arriva alla grotta ,ma il magazzino è chiuso per il riposo notturno. Passano la notte l’uno sotto una macchia di rovi e l’altro tra i petali di una margherita. Cincio non riesce ad addormentarsi e si gira e volta nella corolla. E’troppo emozionato tra poche ore avrebbe scelto le sue ali e avrebbe potuto assaggiare il nettare con cui si nutrono api ,bombi ma anche le farfalle. Ma lui, Cincio brucone, chi è veramente? Per ora è un bruco ma che tipo di ali avrebbe dovuto scegliere ? Non gli sembra di assomigliare a nessun essere volante. Questo è il dilemma che non gli permette di addormentarsi. Un venticello dolce e discreto inizia a soffiare ed agita i fiori di campo. I petali della margherita sono un sicuro rifugio per il bruco e gli si stringono intorno al corpo. La notte sotto le stelle trascorre tranquilla e la luce dell’alba annuncia il giorno. Cincio si è addormentato e dorme ancora quando la volpe lo chiama per andare a fare compere nel magazzino ma… il brucone grasso e pesante esce di corsa dalla sua culla, ma che dico… vola veloce fuori dalla corolla della margherita e da questa ha avuto in dono tutti i suoi petali bianchi per creare le ali di una: Farfalla. Certamente Cincio è diventato una splendida farfalla dalle ali bianche come i petali di una margherita. Nel mondo della Natura c’è tanta solidarietà e la margherita non poteva rimanere insensibile al sogno di un grasso e pesante bruco che sognava di volare di fiore in fiore per succhiare il dolce nettare.”

Axel ha terminato la narrazione, ma gli gnometti non si muovono dai banchi; hanno le piccole bocche atteggiate in un…ohhhh….per la sorpresa che la favola ha riservato loro. Il maestro però non ha terminato la lezione e sollecita una riflessione sul valore della solidarietà : “Che cosa pensate, cari piccoli, di poter  fare per rendere felice un compagno ? Questo è il vostro compito di oggi. Siate generosi e non dimenticate che ogni azione buona viene sempre ricambiata da nostro Padre/Madre Creatori, ma soprattutto vi sentirete pieni d’Amore. Dovrete poi scrivere un bel pensiero che descriva le sensazioni d’amore che avrete provato. Desidero inoltre che questo pensiero sia scritto su una piuma d’uccello, perché voli nel mondo degli umani per alleggerire i loro cuori”.

Ho ascoltato tutto e lascio la scuola sotto l’albero della quercia e rifletto sul fatto che le favole, in modo discreto, sono un gran tesoro di “lezioni per vivere la vita in modo sereno ed appagante”. Non escludo che un giorno possa la mia “riflessione” essere la realtà. Il pensiero che tutto ci viene donato magicamente come nelle favole se ci doniamo l’un l’altro nell’unità con la Creazione. Il Tutto è in me e io sono il Tutto e non posso di conseguenza che elargire gioia, felicità e bellezza che io stessa desidero per me.

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