Il ritorno di Hahnemann

A cura di Maria Palladino

Benché lo storico americano Fielding Hudson, abbia definito il XVIII secolo come un secolo di teorici e fondatori di sistemi filosofici, in Europa, la fine di quel secolo fu caratterizzata da forti rivoluzioni sociali e per la Medicina Istituzionale non fu un grande periodo. Tale epoca vide in molti casi scontrarsi, fra alterne vicende, tre differenti sistemi filosofici che cercavano di imporsi contendendosi la supremazia del pensiero medico.

Il primo sistema, dalla marcata inclinazione meccanicistica, affermava la necessità di una spiegazione chimico-fisica di tutti i fenomeni dell’organismo.

Il secondo sistema, basato su una concezione animistica, sotto un certo aspetto è quasi una controriforma del primo e rappresenta anche il tentativo di negare il dualismo tra Psiche e Soma affermato dal filosofo e matematico René Descartes (alias Cartesio).

Il terzo sistema era basato su un’idea di estremismo radicale, tendente ad imporre qualcosa di nuovo, cioè a spazzare le vecchie dottrine per affermare qualsiasi teoria nuova, purché avesse l’apparenza di essere “incredibile” o “straordinaria”.

E’ proprio in questo periodo convulso di eventi negativi per la Medicina che ebbe origine l’Omeopatia.

Il suo ideatore, il Dr. Samuele Hahnemann, scosso dall’inconsistenza delle cure praticate all’epoca, promosse la grande svolta con la riscoperta della Legge di Similitudine applicata alla Terapia. Il termine Omeopatia fu coniato da Hahnemann stesso, e utilizza due radici greche: homoios, che significa “simile”; e pathos, che significa “sofferenza”; pertanto l’insieme dei due termini significa “sofferenza simile”.

Il nuovo sistema, la Medicina Omeopatica, concepisce l’organismo come unità di psiche (mente, emotività) e soma (corpo), in cui ogni parte della struttura biologica è in stretta correlazione con le altre, e nel suo significato etimologico sta l’essenza dei suoi principi metodologici: per curare un individuo ammalato bisogna provocare in lui, attraverso precise e specifiche sostanze, una malattia simile a quella che egli sta vivendo.

L’Omeopatia si pone così l’obiettivo di curare il malato e, conseguentemente, la sua malattia. Con la ricerca della totalità dei sintomi più caratteristici, coglie la situazione genetica, immunitaria, endocrina, emozionale, comportamentale, cronobiologica, biofisica-recettoriale di ogni individuo e, unica nell’atto clinico medico, riconosce ciò di cui ha veramente bisogno il paziente. Pertanto, la medicina omeopatica si inquadra come medicina della complessità, in cui lo studio delle dinamiche di patologia si effettua mediante l’analisi attenta dei sintomi caratteristici riportati dal Paziente.

Oggi possiamo dire che nella storia del pensiero medico occidentale Hahnemann sia stato il primo che, nella storia della Medicina, abbia applicato all’uomo sano il principio galileiano di osservare attentamente ciascun fenomeno naturale, risalire, attraverso l’osservazione di più fenomeni, alla ricerca della legge naturale che li governa, ed infine riprodurre il fenomeno seguendo le leggi che lo hanno prodotto. Egli è stato il primo medico a considerare l’ammalato nella sua globalità di mente, corpo e ambiente (il terzo dei tre pilastri su cui si fonda l’Omeopatia); è stato il primo a porre l’attenzione sui sintomi etiologici.

Eppure Hahnemann fu perseguitato e ferocemente osteggiato dalla classe medica imperante, nonostante egli offrisse ai suoi contemporanei un nuovo mondo terapeutico, con una diversa concezione della Medicina, ma soprattutto con nuovi medicinali più sicuri ed efficaci.

Nei duecento anni di vita dell’Omeopatia gli attacchi si sono susseguiti; incredibili successi si sono alternati a periodi bui ma mai, mai, lo spirito di Hahnemann ha cessato di vivere e mai cesserà, perché, come disse un profeta del nostro tempo:

“L’Omeopatia è il più innovativo e raffinato metodo per curare i pazienti in modo economico e non violento. Il governo deve incoraggiarla e promuoverla nel nostro Paese. Il Dr. Hahnemann fu un uomo di superiore tensione intellettuale e di alti sentimenti umanitari che fece dono all’umanità di questa grande possibilità. Mi inchino dinnanzi al suo valore e al suo erculeo lavoro“.

Mahatma Gandhi – 30 Agosto 1936

Cosa avrebbe detto, oggi, Gandhi della tecnica del TFF, messa a punto dal Dr. Massimo Citro? Avrebbe usato le medesime parole di stima verso di lui, e di incoraggiamento verso un governo affinché ne promuovesse il metodo?

Probabilmente sì. Perché ne avrebbe compreso l’enorme importanza ed i molteplici benefici per il mondo intero.

Il Trasferimento Farmacologico Frequenziale (abbreviato in TFF) è una tecnica che, attraverso un circuito elettronico, consente di trasmettere alle cellule le proprietà medicinali di un farmaco, senza doverlo somministrare, le quali reagiscono a tali frequenze come in presenza del farmaco. In questo modo si può curare senza dover assumere il medicinale evitando così ogni effetto tossico dovuto alle molecole.

Dott. Massimo Citro

Il 4 maggio 1990, per la prima volta al mondo, il Dr. Citro, riusciva a trasferire elettronicamente, le proprietà terapeutiche di un medicinale a un essere vivente: un TFF di tetraciclina a un gatto affetto da emobartonellosi ormai in punto di morte. Dopo pochi giorni di terapia con le frequenze dell’antibiotico invece dell’antibiotico molecolare, il gatto cominciava a riprendersi e la guarigione clinica era confermata dalla scomparsa dell’emobartonella dal sangue, anche a distanza di molti anni.

Dopo altri due casi di tale parassitosi felina trattati con successo nello stesso modo (TFF di tetraciclina e di tioacetarsamide) iniziava la sperimentazione sugli esseri umani.

Dal lontano 4 maggio del 1990, sono centinaia i casi clinici trattati con successo con TFF di diversi antibiotici, FANS, steroidi, antistaminici, benzodiazepine, tiroxina, nicotina, dopamina, estrogeni, progestinici, eroina (sei casi di tossicodipendenza in corso di disassuefazione: 100% di risposta con cessazione dei sintomi da carenza con una fl IV di fisiologica di TFF di eroina) e altri.

Nel giugno 1996 si era costituito un gruppo di ricerca internazionale, subito interrotto nel 1997 in seguito a un attentato intimidatorio nel laboratorio dell’IDRAS che ha bloccato la ricerca per qualche anno. Dal 2005 la ricerca si è quasi fermata per mancanza di fondi.

Nel giugno 2010 una delegazione dell’IDRAS è stata ricevuta all’UNESCO di Parigi dal Premio Nobel Luc Montagnier, già a conoscenza della scoperta del TFF che ha molto lodato, chiedendo all’IDRAS di riprodurre in laboratorio a Torino il suo esperimento, pubblicato nel 2009 sulle frequenze emesse da sequenze di DNA. Esperimento riprodotto poi nel 2011.

Nel luglio 2013 Roberto Giacobbo ha mandato in onda in prima serata su RAI 2 un servizio sul TFF:

Ebbene, a questo punto, alcune domande sono d’obbligo: che fine ha fatto lo straordinario lavoro del Dr. Citro e della sua equipe? Il governo, le istituzioni, il Ministero della Sanità, si sono affrettati a “promuoverne” il metodo, come avrebbe suggerito Gandhi?

Ne dubitiamo, perché se lo avessero fatto, ce ne saremmo accorti.

In compenso, il 2 giugno del 2021, la RAI, tramite Tgr Leonardo, esordisce così: “Acqua di rubinetto che, esposta a campi magnetici, si comporta come se contenesse rame, anche se il rame non c’è”.


Non sembra di aver già sentito parole simili? Non sembra un déja vu?

Strani scherzi fa la mente umana. A volte basta una parola, una particolare intonazione della voce, un banale rumore (come il gorgoglio di una fontanella) a farci ricordare ciò che altri vorrebbero dimenticare, e che dimenticassimo.

Nei pochi minuti della trasmissione, il Dr. Citro non è stato menzionato, ma la mente di chi “sa”, lo ha “captato” ugualmente, dandogli la paternità dell’esperimento.

Date a Cesare, quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Altrimenti lo fara Lui, e non sarà cosa piacevole per alcuni.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...