Il Green Pass non è obbligatorio ma una sfida di civiltà e libertà

A cura di Giuliano

Il Green Pass, dopo la mascherina, è una cartina di tornasole per testare il livello di asservimento sociale cui è giunta la popolazione telerimbambita.

Come ho già scritto diverse volte se si leggono bene i decretini e tutta la cartaccia che sta producendo il governo In quest’ultimo anno e mezzo, sono sempre scritti in modo tale da potersi parare il cosiddetto deretano da eventuali ricorsi ed illegittimità, grazie a tecnicismi giuridici che spesso passano inosservati o vengono deliberatamente ignorati.

A partire dal “consiglio” a non effettuare autopsie sui deceduti “covid” fino ad arrivare all’ultima imbarazzante pagliacciata del Green Pass che dovrebbe farci ridere ma purtroppo rischia di trasformarsi in una bomba sociale che soltanto la maturità e la dignità del popolo italiano riuscirà a disinnescare.

Ed ho ancora fiducia che questo accadrà almeno fino a quando le persone smetteranno di essere tali e si trasformeranno in individui pensanti con la loro testa e non per frasi fatte sentite alla radio o alla tv.

Ecco come smontare i fanatici del green pass ad ogni costo, in ogni dove e per qualunque cosa, in poco meno 90 secondi:

l’imposizione obbligatoria INESISTENTE del green pass smontata in meno di 90 secondi
Comune di Chiaramonte Gulfi (Ragusa)
DL sul GP sono inapplicabili nell’uso comune che se ne fa. La consuetudine scorretta con cui si pretende usare il GP sarebbe come tirarsi la zappa sui piedi – La legge non ammette ignoranza

Penso a tutti quei negozianti, palestre, bar, ristoranti e addirittura qualche comune che interdicono l’ingresso a chi non ha il green pass facendo un atto di discriminazione sociale in nome di una falso obbligo che esiste solo nella testa di chi vorrebbe vedere applicata una norma di chiaro stampo nazista.

Qualche sindaco creativo ha perfino pensato bene di interdire l’ingresso al centro storico, trasformandolo di fatto in un ghetto per soli vaccinati. Il razzismo al contrario! Se ne vedono davvero di tutti i colori in questo periodo storico!

Se credete che il video sia artefatto o la costruzione di un mitomane no-vax o quel che volete voi qui di seguito vi indico tutte le fonti giuridiche:

DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n. 105 Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l’esercizio in sicurezza di attivita’ sociali ed economiche.

L’ART.4 riporta tutte le modifiche apportate al decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 il di cui articolo 9 viene così, al comma 9, modificato:

DL 105/2021 art.4 p.to 2

Questo perché nel frattempo la Commissine Europea s’era così pronunciata:

REGOLAMENTO (UE) 2021/953 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 14 giugno 2021

su un quadro per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati interoperabili di vaccinazione, di test e di guarigione in relazione alla COVID-19 (certificato COVID digitale dell’UE) per agevolare la libera circolazione delle persone durante la pandemia di COVID-19

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Tuttavia la traduzione in italiano aveva molto curiosamente tralasciato proprio quella parolina che sta tanto sul … ai nostrani politici zerbinati, ovvero “choose”, che hanno SCELTO.

Lo “strano” errore.
La logica suggerisce che o non hanno usato il traduttore automatico (che non si dimenticherebbe di tradurre una parola) o che l’abbiano usato e che una “manina” truffaldina abbia intenzionalmente modificato la traduzione italiana.

Fortunatamente “l’errore” non è passato inosservato e così il 5 luglio 2021 viene ripristinata la traduzione corretta che contiene il pesantissimo e determinate passaggio ove si esplicita in modo inequivocabile la LIBERTA’ DI SCELTA di ogni cittadino in conformità con quanto già stabilito ed universalmente riconosciuto dal CDFUE (Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea).

L’errore corretto

Questo è quanto.

Alla luce di questi fatti il Green Pass è facile prevedere che lo userà solo chi ignora e fa prevalere la sua parte passivamente servile, o la sua parte nazista o quella opportunista a seconda dei casi. Penso a quei direttori museali che hanno preferito le dimissioni piuttosto che prestarsi all’infame gioco della discriminazione sociale.

Il governo sta volontariamente e coscientemente prendendovi per il covid, lo so che non è bello da sentirselo dire ma è così, e sa perfettamente dell’incostituzionalità di questi atti pseudonormativi e con la criminale complicità dei mass-media sta subdolamente scaricando sulla popolazione, ormai devo dire colpevolmente ignorante, tutta la responsabilità dell’applicazione o meno di queste norme illegittime.

Usare le forze dell’ordine per controllare l’applicazione delle “norme anticovid” su tutto il territorio nazionale, a parte qualche controllo a campione e di facciata esaltato da tv e giornali, è tecnicamente impossibile e pertanto si sono inventati queste figure grottesche che vanno dall'”addetto covid” nelle scuole all'”Addetto al controllo” del green pass nei locali come bar e ristoranti.

Ma attenzione a cantare vittoria!

Poiché chi sta al governo esegue ordini precisi, dovreste ormai aver imparato e capito che se qualcosa va storto nei piani degli oscuri questi hanno già la soluzione al problema. Ricordiamoci sempre che lorsignori sono maestri nell’applicare la tecnica del Problema reazione soluzione.

Se gli italiani reagiranno a questo atto eversivo con intelligenza e dignità lorsignori useranno ancora una volta l’arma, ormai del tutto scarica, dei numeri falsati dei contagi1 e delle curve allarmistiche.

Diranno che la colpa è degli esercenti che non hanno fatto il loro dovere verso la comunità; dei giovani che hanno preferito la vita nelle aggregazioni sociali e naturalmente dei maledetti no-vax (leggi → https://traterraecielo.live/2019/06/23/non-parlare-mai-dei-no-vax/) che ovviamente “hanno rifiutato” di vaccinarsi e non “hanno scelto” di non vaccinarsi.

Ed è facile prevedere che ripartiranno con il terrorismo dei campi di concentramento per i non vaccinati, i ricatti ( già previsti ) sulle limitazioni delle libertà di movimento sui trasporti e nelle scuole/università fino allo spauracchio delle le zone gialle, verdi, rosse e tutti i colori dell’arcobleno che così è più politicamente corretto nei confronti delle minoranze LGBTQRSTUVZ… come se prima non lo fossero mai state e soltato ora all’alba del 2022 ce ne fossimo accorti.

Con questo ennesimo atto eversivo che è il DL 105/2021, la parte oscura ha alzato l’asticella per verificare ancora una volta e si spera sia davvero l’ultima, a che punto di cottura sono arrivate le rane bollite del pentolone italiota.

La questione ormai non è più “dove loro vogliono arrivare”, tanto ormai solo i ciechi e i sordi non lo vedono e non lo sentono, ma piuttosto è dove siamo NOI disposti ad arrivare?

Come usare la paura e il panico per instaurare un governo totalitario

Note:
1 vedi qui → https://traterraecielo.live/?s=tamponi

6 pensieri riguardo “Il Green Pass non è obbligatorio ma una sfida di civiltà e libertà

  1. taaaac
    Green Pass, Lamorgese: “I titolari dei locali non possono chiedere i documenti”
    SALUTE E BENESSERE
    09 ago 2021 – 15:27

    Parlando con i giornalisti, Luciana Lamorgese, la ministra dell’Interno, ha dichiarato che “il rispetto delle regole è importante” e non ha escluso “controlli a campione nei locali insieme alla polizia amministrativa”. Tuttavia ha anche ribadito che saranno i titolari a dover provvedere, anche se “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti”. “Non si può pensare che l’attività di controllo venga svolta dalle forze di polizia. Significherebbe distoglierle dal loro compito prioritario, che è garantire la sicurezza. Al riguardo è in via di preparazione una circolare”

    La notizia riportata nella categoria salure e benessere…

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  2. PROF SCRIVE AL RETTORE E SI DIMETTE: “ILLUSO CHE L’UNIVERSITÀ AVESSE APPRESO I PRINCIPI DI LIBERTÀ E DEMOCRAZIA, COSÌ NON È”

    “Sono fiero pronipote del prof. Costanzo Zenoni, che rinunciò alla cattedra di anatomia all’Universita’ di Milano per non aderire al partito fascista. Antenati patrioti, eroi e pensatori, mi avevano illuso che l’Università avesse appreso principi di libertà e democrazia, vedo che così non è e me ne assumo le responsabilità”. Ecco la lettera del professore ordinario Andrea Camperio Ciani al rettore dell’Università di Padova che chiede per il rientro in aula il green pass.

    continua su https://go.byoblu.com/LetteraRettore

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  3. LETTERA APERTA AI MIEI STUDENTI

    Cari ragazzi,

    a giugno ci eravamo salutati con un “arrivederci”, invece oggi devo dirvi che forse a settembre a scuola non ci vedremo.

    Se le disposizioni attuali non saranno modificate, io sarò sospeso dall’insegnamento perché non avrò presentato il green pass.

    Forse, anche se non vi ho mai nascosto le mie idee riguardo alla gestione dell’epidemia, può sembrarvi strano o esagerato che non mi voglia munire del passaporto verde. Se però pensate a quante cose il vostro professore di italiano e storia vi ha raccontato su tessere di partito senza le quali non si poteva lavorare, o sui tanti marchi di infamia che dispotismi di tutti i tempi facevano cucire sugli abiti di chi era discriminato, o ancora su una ragazzina nascosta in un retro-casa che ha riempito un suo quaderno con la sua fitta calligrafia, allora potrete capire la mia scelta.

    Sento già levarsi gli scudi di alcuni di voi: “Ma prof.! Non è la stessa cosa!”. Lo so bene. Non è mai la stessa cosa.

    continua su “la Scuola che accoglie

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  4. STUDENTESSA RISPONDE ALLA LETTERA DEL RETTORE CHE INVITA ALLA VACCINAZIONE GLI STUDENTI: È SICURO DI ASSUMERSI QUESTA RESPONSABILITÀ?

    Eccone uno stralcio:

    Nemmeno i medici vaccinatori, del resto, sembrano essere così sicuri di non poter nuocere al paziente con la somministrazione di questo farmaco sottoposto a monitoraggio addizionale, dal momento che sono protetti dallo scudo penale per lesioni colpose e per omicidio colposo.

    Ultimo aspetto, ma non in termini di importanza, di questa mia missiva è quello di evidenziare, con la mia più totale disistima, la folle e gravissima discriminazione che il Governo sta tentando di mettere in atto nei confronti delle persone non vaccinate (oppure che non vogliono o non possono farsi un tampone ogni due giorni) e che non mi sembra affatto in linea né con la nostra Costituzione, la quale ripudia ogni forma di discriminazione, né con le normative europee (per esempio il Reg CE 953/2021). Inoltre, anche il famoso dott. Andrea Crisanti non ha potuto nascondere come il Green Pass non sia uno strumento di sanità pubblica, bensì un incentivo alla vaccinazione (34).

    Auspico, pertanto, che l’Università italiana, e in particolar modo l’Università di Padova (il cui motto, ricordiamolo è “Universa Universis Patavina Libertas”), non accetti in alcun modo di discriminare una certa categoria di persone, vietando loro l’ingresso nelle sue strutture e la fruizione dei suoi servizi, e ritorni ad essere quel luogo in cui si formano le coscienze e lo spirito critico dei giovani.

    Standing ovation

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  5. Lettera Aperta di un Insegnante

    Cari ragazzi,
    a giugno ci eravamo salutati con un “arrivederci”, invece oggi devo dirvi che forse a settembre a scuola non ci vedremo.
    Se le disposizioni attuali non saranno modificate, io sarò sospeso dall’insegnamento perché non avrò presentato il green pass.
    Forse, anche se non vi ho mai nascosto le mie idee riguardo alla gestione dell’epidemia, può sembrarvi strano o esagerato che non mi voglia munire del passaporto verde. Se però pensate a quante cose il vostro professore di italiano e storia vi ha raccontato su tessere di partito senza le quali non si poteva lavorare, o sui tanti marchi di infamia che dispotismi di tutti i tempi facevano cucire sugli abiti di chi era discriminato, o ancora su una ragazzina nascosta in un retro-casa che ha riempito un suo quaderno con la sua fitta calligrafia, allora potrete capire la mia scelta.
    Sento già levarsi gli scudi di alcuni di voi: “Ma prof.! Non è la stessa cosa!”. Lo so bene. Non è mai la stessa cosa. Magari se le cose sbagliate si presentassero nella storia sempre nello stesso modo: le sapremmo riconoscere e ce ne sapremmo difendere! Invece spesso il male cerca di ingannarci travestendosi di colori cangianti.
    Il vero bene però, vi svelo un trucco, lo riconoscete subito per la sua semplicità, la sua apparente piccolezza, la sua umiltà.
    Eccolo quando vi ho lasciato respirare liberamente senza la mascherina e voi avete fatto altrettanto con me. Eccolo quando ci siamo rispettati nei nostri tempi e nei nostri spazi reciproci, quando io sono entrato con la DAD nelle vostre case solo dopo aver bussato e chiesto permesso, così come quando voi avete capito quando ero stanco ed avevo bisogno della vostra comprensione.
    Ora forse non potrò più esserci io a vegliare su di voi in questo difficile momento storico, ma, comprendetemi, non avrei più nulla da insegnarvi se diventassi corresponsabile, seppure passivo, di uno strumento di discriminazione come il green pass; una discriminazione che non si fonda sulla religione, l’etnia, il colore della pelle o gli orientamenti sessuali, bensì sulle scelte e sulle convinzioni individuali.
    Farò il vaccino quando e se sarò convinto che sia la cosa giusta da fare, non certo per andare al ristorante, ad un concerto o dove che sia. Nemmeno per conservare il posto di lavoro. Ricordiamoci che “non di solo pane vivrà l’uomo” (Mt. 4,4) e che ancora sta scritto: “Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro” (Mt. 6, 28). Il Signore, poi, “non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande” (I promessi sposi, cap. VIII). Inoltre, se anche un domani dovessi decidere di vaccinarmi, oppure se sentissi la necessità di sottopormi ad un tampone diagnostico, non scaricherei comunque il passaporto verde, affinché le mie scelte individuali, quali che siano, non diventino motivo di discriminazione per chi avesse fatto scelte differenti.
    Speriamo invece che vi sia un ravvedimento nelle coscienze e che si abbandoni la china pericolosa che è stata imboccata e che conduce a tristezze e infamità che credevamo superate.
    In tal caso ci abbracceremmo di nuovo, proseguiremmo insieme il nostro cammino, come svegliandoci da un brutto sogno, e potrei dirvi ancora: “Arrivederci, ragazzi!”.
    Il vostro prof. Alessandro La Fortezza

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