Incontro con individui straordinari

A cura di Andrea Pilati

Parafrasando Gurdjieff, prendendo a prestito il titolo di uno dei suoi libri “incontro in uomini straordinari”, ho piacere di condividere una esperienza che è, in fondo, un messaggio.

Un gruppo di individui è stato chiamato a prendere una decisione, a emanciparsi da una condizione nella quale l’alternativa sarebbe quella di vivere (vivere?) in costante oppressione, instabilità, ansietà, inquietudine.

La scelta dei governi, burattini di altri Poteri, coadiuvati dai soliti megafoni di carta stampata, ormai concorrenti delle più basse realtà del sesso a pagamento, è quella di mantenere questo stato psicologico delle masse in perenne stato patologico.

Chi si vuole tirare fuori da tutto ciò lo può fare, a patto di essere disposto a lasciare il vecchio abito per cucirsene addosso uno completamente nuovo. Una manifestazione di sé, onesta, in grado di sacrificarsi (“rendere sacro”, nulla di doloroso) per un fine elevato, di annichilirsi per fare emergere la missione da portare a termine e vivere in funzione di essa. Non significa perdersi ma trovarsi, ed è una felicità immensa ed indescrivibile perché sulla strada si incontrano altri esseri umani che portano avanti lo stesso obiettivo. Ed è meravigliosa la sensazione di fare aprte di un grande organismo nel quale ognuno è una singola cellula che vive in funzione del mantenimento in salute dell’intero macro organismo umano, in comunicazione eterica al di là di ogni distanza, in entanglement inarrestabile.

È come ritrovare la famiglia, una parentela che va oltre il legame karmico genitoriale, un legame che si percepisce e non è scritto in alcun documento d’identità o codice fiscale o atto di nascita.

Se un gruppo del genere ha queste basi lo si percepisce dal fatto che lo stupore regna sovrano, c’è un fervore nel condividere un progetto da portare avanti insieme, come la gravidanza per una donna incinta, e accadono cose che destano meraviglia come le stelle cadenti d’agosto, veri miracoli inaspettati.

Ma mi preme ricordare che più ci muove verso la Luce più le Tenebre reagiscono per non perdere il loro amato cibo, la nostra coscienza. E le Tenebre, lo ribadisco, non sono fuori, ma fuori si manifestano come riverbero di ciò che emaniamo da dentro. Perché esse sono dentro di noi, lì la loro casa e la loro genesi, a seconda se decidiamo o meno di nutrirle.

Come rendersi conto? Dagli effetti. Le divisioni, la rabbia, la comparazione, il risentimento… non nascono forse dall’importanza di sé? Dove il “sè” è il proprio Ego, figlio delle Tenebre, colui che serve invece che mettersi al servizio.

Questo scritto vuole essere il prologo di un fatto che porterà alla luce un progetto ambizioso, che l’Universo ha deciso debba essere manifestato per ricordare alle Tenebre che la Luce è più viva che mai; e più splendente grazie alle Tenebre stesse.

E di progetti ve ne sono tanti altri, e portati avanti con lo stesso spirito che anima gli individui che sentono dentro di sé il richiamo a portare a termine l’avventura terrestre con qualcosa di fatto e consolidato, con la stessa energia che sprigionano i monumenti del passato, testimoni delle antiche civiltà delle quali facevamo parte quando abbiamo visto le piramidi, i templi e scritto libri che parlano di macchine volanti e antiche ma avanzate tecnologie.

Una nuova epoca d’oro è in attesa che questa parte di umanità la manifesti con i suoi atti, portati avanti con la dedizione di chi non vuole perdere il tempo prezioso. Una nuova didattica, una nuova scuola, una nuova concezione di salute, benessere e alimentazione, una nuova moneta…

Una nuova umanità è in procinto di mostrarsi, con discrezione; e il mondo delle Tenebre non potrà che prenderne atto.

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