No mask, no money

A cura di Andrea Pilati

Mi sembra superfluo ribadire che il piano scritto in agenda venga portato avanti con tutta la sfacciataggine e la chiarezza possibile. La maggioranza pare non accorgersi dell’elefante che ha in casa ma, al contrario, lo giustifica e lo protegge.

È da alcuni mesi che mi reco alle Poste centrali per riscuotere lo stipendio, prelevando quasi tutto. Un modo come un altro per rimanere coerenti con le proprie visioni e con il modo di intendere l’economia. “Il messaggio più efficace lo trasmettiamo con le nostre azioni” è il motto che mi ripeto sempre come un mantra.

Mercoledì scorso dovevo richiedere un servizio e mi sono recato al solito ufficio postale facendo attenzione che non fosse troppo affollato; si sà, gli assembramenti sono da evitare. Nell’ampio spazio ci saranno state una decina di persone, distanziate in modo ragguardevole, come vuole il governo. Ho aspettato qualche secondo poi toccava a me. Allo sportello, diviso dalla ormai tradizionale separazione in plexiglass, la cassiera, con DUE mascherine sul viso, mi dice che l’avrei dovuta indossare pure io, rafforzata dalla collega allo sportello a fianco. Orrore! Un’essere umano a volto scoperto un ufficio postale! Non potrà che avere cattive intenzioni… Ho voluto vedere la loro reazione e lo scaldacollo che avevo non l’ho voluto alzare… Risultato? Non mi stavano servendo… “Scusate, ma se io dovessi prelevare il MIO denaro voi non me lo date perché non indosso la mascherina?

La risposta è stata NO, anzi, se avessi reiterato il gesto di non indossare il coprivolto avrebbero chiamato le forze dell’ordine. Cioè, fatemi capire… Praticamente da solo di fronte a una cassiera avvolta nelle mascherine, separata da un pannello di plastica, a una distanza dal prossimo cliente di almeno tre metri, non mi avrebbero considerato e avrebbero allertato carabinieri o polizia?

Non so se la notizia desta scalpore negli animi di chi legge e si immagina la scena; mi auguro di sì, come mi auguro che il dipendente postale, mosso da timorose pulsioni, legga questo scritto (nutro forti dubbi ma alla Provvidenza non manca la fantasia).

Un altro ribaltamento, anzi due. Volto coperto a prelevare il proprio denaro, gesto vietato se il volto si scopre e chiamata delle forze dell’ordine. Dunque, se tanto mi da tanto, la prossima volta potrei entrare con mascherina, occhiali da sole e cappello, imbracciando un fucile e intimando “svuotate le casse in questa borsa!”. Lo zelante impiegato potrebbe chiedermi se però ho rilevato la temperatura e igienizzato le mani prima di imbracciare l’arma…

Ma dai, non scherziamo… Comunque me ne sono andato, sicuro che l’epilogo avrebbe lasciato almeno un po’ di sconcerto nelle menti di quei poveretti oltre le barriere trasparenti. Ma io credevo fosse l’epilogo… Perché il giorno seguente un amico mi gira questo:

Notiziona! Il quotidiano locale probabilmente non aveva altro gossip al quale dedicare un articolo. Carino poi l’accostamento della foto d’antan con i toni dell’articolo. Ricordi, ormai vaghi, di un uffcio postale libero da barriere, senza mani luride di gel, dove si entrava anche bollenti di febbre e ai Carabinieri non importava un fico secco se ti colava il naso.

Ma adesso è tutto diverso, così, di colpo. Come all’improvviso ti rendi conto che i soldi non sono più tuoi e non te li danno se non fai come dicono Loro. Ma questo lo dicevano un po’ tutti quelli che due domande se l’erano fatte negli anni passati e avevano avvertito quante più persone possibile, e anche il sottoscritto ha dato del suo quando c’era da parlare in pubblico. E adesso che avviene realmente quanto pronosticato?

Per esempio, è di questi giorni la notizia che una banca ha deciso di chiudere i suoi sportelli bancomat. Niente più prelievi di contante dei NOSTRI soldi.

È il caso di ING direct ma a breve anche altre seguiranno. Lo faranno giustificando il fatto che devono tagliare le spese. che se no vanno in sofferenza, loro…

Fonte: https://quifinanza.it

Ma ancora una volta la reticenza e il continuo “speriamo non sia così” e i “vedrai che alla fine non lo faranno” avranno la meglio sulle menti deboli che ancora faticano a staccarsi dal vecchio paradigma che il denaro va tenuto, conservato, fatto rendere non importa in che modo. La cupidigia è sempre lì che rode le menti e avvizzisce i cuori, sterilizza gli animi. E gli stessi che vivono così, dando da mangiare a questo tenebroso difetto, sono quelli che pretendono la Luce. Ma la Luce non può andare d’accordo con le Tenebre perché essa le dissolve e chiarisce ovunque essa si manifesti.

Non si può più vivere di attaccamenti al vecchio Mondo ma per accedere al Nuovo bisogna che ce lo dobbiamo meritare. Il lavoro non è ancora finito; diciamo che siamo a buon punto e và ora rifinito. Adesso arriva la resa dei conti ma anche il momento dei miracoli dove ogni cosa che percepiamo di portare alla luce magicamente trova porte aperte affinché si manifesti; e accadono i miracoli. Dobbiamo solo smettere di avere paura, imparare a cononoscerla, affrontarla e poi imparare a dominarla. Ha tanto da insegnarci…

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