Forze avverse

A cura di Giuliano

La conoscenza è un cammino interiore, una continua ricerca della verità. La tua verità che quando sarà raggiunta saprai dentro di te essere l’unica in quel preciso momento della tua vita, perché essa arriva direttamente dalla fonte cui tutti tendiamo e apparteniamo naturalmente ma siamo continuamente ostacolati e distratti da mille forze avverse.

“Forze molto coscienti, che sembrano avere come solo fine quello di scoraggiare il ricercatore (tutti noi siamo ricercatori in qualche modo n.d.r.) o di farlo deviare dal cammino intrapreso. Il primo sintomo della loro comparsa è subito percepibile: la gioia si vela, si vela la coscienza e tutto viene avvolto in un’atmosfera di dramma.
Quando c’è una sofferenza possiamo stare certi che li si nasconde il nemico.”

Sri Aourubindo1

Ma dove c’è sofferenza c’è anche opportunità di riscatto. Per chi ha voglia e la forza ed è ancora curioso di scoprire cosa c’è oltre. Per chi ancora non ha scelto e sente che non è tutto qui, che non è questa la realtà che vuol lasciare in eredità a i suoi cari, ai propri figli e nipoti.

“Lʼuomo non sa nulla, vive sotto comando, accetta tutte le influenze e vi crede. Crediamo a qualunque cosa senza discernimento. Abbiamo forse venti o trenta idee che abbiamo raccolto qua e là. Ci siamo dimenticati dove le abbiamo prese ma quando ci si presenta qualcosa che vagamente ce le ricorda, crediamo di capire. 

Ma non è che uno stampo nel cervello. 

Non abbiamo nulla di nostro: tutto ciò che ci infiliamo in tasca non ci appartiene e dentro di noi non cʼè niente. 

Siamo davvero degli schiavi, e ai nostri pregiudizi facciamo fronte con altri pregiudizi. Tutte le solite conversazioni della vita ordinaria consistono semplicemente nel versare il nulla nel vuoto.

Le masse non si preoccupano della vera conoscenza, non vogliono saperne, e i loro capi politici, nel proprio interesse, non lavorano che a rafforzarne lʼavversione, la paura del nuovo e dellʼignoto. 

La schiavitù nella quale vive lʼumanità è basata su questa paura. 

È persino difficile immaginarne tutto lʼorrore. La gente non comprende il valore di ciò che perde. Ma per capire la causa di tale schiavitù basta osservare come vivono le persone, ciò che costituisce lo scopo della loro esistenza, lʼoggetto dei loro desideri, delle loro passioni e aspirazioni, a che pensano, di cosa parlano, cosa servono e adorano. 
Se si riflette un momento intorno a questi fatti, diventa chiaro che lʼumanità, così comʼè ora, con gli interessi di cui vive, non può aspettarsi niente di diverso da ciò che ha.

La conoscenza non può venire agli uomini senza che essi facciano degli sforzi. L'acquisizione e la trasmissione della vera conoscenza esige fatica e grandi sforzi, sia da parte di chi riceve che da parte di chi dà. Coloro che la possiedono fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarla al più gran numero possibile di uomini, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di prepararsi a ricevere la verità. 

Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono. Colui che la desidera deve fare egli stesso gli sforzi iniziali per trovarne la sorgente, per avvicinarla, servendosi delle indicazioni date a tutti, ma che generalmente la gente non desidera vedere, né riconoscere.”


Gurdjieff/Ouspensky2, 
Frammenti di un Insegnamento Sconosciuto
credits: giorgiodmb.eu

Note:
1Sri Aurobindo è stato un filosofo e mistico indiano.
2Pëtr Dem’janovič Uspenskij è stato un filosofo russo che ebbe rapporti con il mistico greco armeno Georges Ivanovič Gurdjieff.

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