La moneta degli Angeli

A cura di Andrea Pilati

Mi occupo di denaro da alcuni anni. Ultimamente mi sono chiesto come sarebbe possibile remunerare tutte quelle persone che stanno lavorando per l’evoluzione delle nostre coscienze; sarebbe giusto, “dare per avere”. Con il tempo ne ho conosciute molte; sono lige al loro sentire interno, ci mettono anima e corpo, si rovinano gli occhi a forza di scrivere, ci mettono la faccia, a volte si infervorano tanto sono passionali, pubblicano articoli e libri, partecipano a dibattiti, preparano meticolosamente presentazioni, si organizzano per divulgare in ogni modo, spendono il loro tempo a riunirsi per promuovere manifestazioni di ogni genere, dove per “manifestazioni” non si intende scendere in piazza ma rendere manifesto ciò che è utile per scuotere le menti e rivitalizzare spiriti sopiti.

Rischiano di loro, a volte perdono perché amano calcare nuove strade, e capita di cadere; ma il più delle volte si rialzano, anche più forti di prima, forti di una esperienza che permetterà loro di non cadere nuovamente per via dello stesso sasso, passando ad altri la loro esperienza.

Spesso questi intraprendenti divulgatori non hanno festività, anzi, le sfuttano come “tempo libero” per occuparlo in modo da non perderlo. Sono venuto in contatto con associazioni varie che, per pagarsi le spese, chiedono ai loro aderenti una piccola quota di partecipazione. Ma spesso e volentieri questa quota è di poco sufficiente a coprire i costi mentre, per i loro meriti, dovrebbero avere molto ma molto di più. Stiamo parlando comunque di individui di valore che meriterebbero un giusto e lauto compenso, tanto da renderli veramente benestanti in funzione a quanto offrono di sè ai loro simili. Essendo, questi, individui di valore, comprenderebbero quanto il valore stesso della ricchezza si misuri in proporzione a quanto essa circoli.

E allora sarebbe giusto e sacrosanto pagarli, perché stanno dando a chi li segue e all’umanità stessa il cibo che serve per evolvere, ed è insetimabile il suo valore, niente è più appagante della libertà e della conoscenza, aria la prima e pane la seconda. Ci vorrebbe una moneta, pensavo, fatta apposta per chi dedica di sè il meglio che è, per darlo ai propri simili. Non sarebbe una cattiva idea… già. Poi ho pensato che, in fondo, questa paga già esiste, solo che è diversa da quella che normalmente intendiamo. Non che denigri il denaro moneta perché è essenziale a comprendere tante cose come la misura, l’equilibrio, l’equità, il valore di un uomo (non la sua mercificazione, sia chiaro), la sua potenzialità, l’affidabilità, la credibilità… È che siamo abituati a vedere solo la parte materiale, come sempre, da secoli, e non consideriamo che anche, o forse soprattutto, in questo contesto, il denaro viene elargito sotto tutt’altra forma e arriva dall’alto, da altre sfere, da gerarchie celesti ed energeticamente molto più elevate di noi, povera densificazione intrappolata nella terza dimensione e in una mente abituale che gira in se stessa come un criceto nela ruota. Queste gerarchie lavorano con la risonanza e danno ai meritevoli il giusto al momento giusto. Normalmente siamo abituati a pesare che prima di fare, occorre avere; ecco, Loro agiscono al contrario, come il datore di lavoro paga l’operaio solo a lavoro ultimato.

Loro non pagano in denaro ma in opportunità, in treni da prendere, onde da cavalcare, tutte verso una unica direzione: quella che abbiamo deciso di prendere con il libero arbitrio.

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