Influenza da coronavirus

Corsi e ricorsi influenzali

A cura di Giuliano C.,

Correva l’anno 1968…
Ecco come i telegiornali dell’epoca presentavano l’influenza di Hong Kong:

Prevenire, non soltanto reprimere!

“La letalità di questo virus era moderata anche se con delle differenze importanti: in Europa meno intensa che negli Stati Uniti. Si calcola che in Italia, nel 1968-1969 abbia causato circa 20 mila decessi e 1 milione in tutto il mondo”
“Sebbene sia stato sviluppato un vaccino contro il virus, esso fu disponibile solo dopo che la pandemia aveva raggiunto il picco in molti Paesi.”

fonte

Sembra incredibile a credersi ma pare che una volta i nostri genitori affrontassero queste cose con meno allarmismo e più buon senso. Non a caso e a più riprese i giornali e le TV hanno bacchettato i nostri nonni perché rei di non rispettare “le regole” che sono state imposte proprio per difendere loro che sono i più soggetti al virus killer.
Sarà che forse loro nel 68′ avevano ancora vivo il ricordo della II guerra mondiale e avevano un altro metro di giudizio rispetto a noi.

Senato, Conte omaggia gli anziani: “Permisero il miracolo economico”

“Tra le fasce più vulnerabili il Governo considera anche gli anziani. Sono i nostri cari, che hanno ricostruito il Paese dalle rovine del secondo conflitto mondiale, sono i nostri genitori, i nostri nonni. Sono coloro che con laboriosità e spirito di iniziativa hanno permesso al paese di vivere il Miracolo Economico”, queste le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in aula al Senato. Subito dopo i presenti hanno salutato l’omaggio con un applauso. [fonte]

L’avvocato del popolo…

E’ così che muore la Libertà, sotto scroscianti applausi…

E oggi continuiamo a leggere notizie come questa:

ROMA – Ospedali a numero chiuso, ambulanze introvabili, esperti interpellati da giorni, storici scomodati. E tutto per l’influenza. Il virus attraversa l’Italia costringendo a letto da Milano a Roma a Napoli. E contemporaneamente un altro virus, più sottile e altrettanto pericoloso paralizza i servizi di soccorso. E’ la fobia della malattia, l’effetto cassa di risonanza che convince molte persone ad andare in ospedale anche se potrebbero curarsi a casa.

Emergenza Milano. “Siamo al collasso: a Milano non c’è più un ambulanza libera e per i soccorsi siamo costretti ad allertare le autolettighe dall’hinterland”. L’allarme parte nel tardo pomeriggio dalla Centrale Operativa del 118 dove le chiamate per i casi di influenza e delle sue complicazioni si sono susseguite a ritmi da cardiopalma. “I pronto soccorso – hanno proseguito gli operatori – sono intasati e non c’è più un lettino libero dove far sdraiare i malati e quindi si è dovuto utilizzare le barelle delle ambulanze”. Il risultato è stato il ‘sequestro’ da parte degli ospedali di molte autolettighe che, bloccate anche per più di quattro ore, non hanno potuto eseguire gli altri interventi: dopo le 18 in città non ce ne era una disponibile. Da qui la necessità di rivolgersi alle croci dei centri della provincia (“i tempi per arrivare sul luogo dell’incidente sono molto più lunghi”) e l’appello lanciato dal 118 ai responsabili dei pronto soccorso milanesi. “Pur sapendo che hanno problemi, li abbiamo chiamati uno per uno – continuano dal 118 – scongiurandoli di non trattenere a lungo le autolettighe”. Ma a complicare l’emergenza arriva la totale mancanza di letti e l’organico ridotto perché anche tra i medici l’ influenza ha già fatto le sue vittime. A Milano sono strapieni quelli di Niguarda, Policlinico, San Carlo, Fatebenefratelli e San Giuseppe, mentre in provincia non si ricovera negli ospedali di Abbiategrasso, Bollate, Cuggiono, Magenta, Melzo e Saronno.

Ma è cronaca di tutti giorni, vero? Peccato che le righe appena riportate fanno riferimento ad un articolo apparso su La Repubblica nel, udite udite 8 Gennaio 2000! Eh si vent’anni fa.
Ma allora non bloccavamo intere Nazioni, non puntavamo il dito sulla moneta cartacea, non ci hanno obbligato ad indossare una maschera che ti toglie il respiro. L’articolo di vent’anni fa continua con un’interessante considerazione, che oggi la stessa La Repubblica non esiterebbe ad etichettarla come quella di un negazionista:

Migliaia di morti. Ogni anno l’influenza costa alla collettività circa duemila decessi in più (per il novanta per cento persone anziane) provocati dalle conseguenze cardiache e respiratorie. I costi economici tra diretti e indiretti superano i 1.800 miliardi di lire. Per limitare ancora questo fenomeno, forse sarebbe necessario rendere obbligatoria la vaccinazione influenzale, quanto meno per le sole categorie a rischio. Sono le riflessioni del professor Aldo Pagni, presidente della Federazione nazionale dei medici di famiglia (Fimmg) il quale ritiene che l’andamento delle febbri influenzali sia assolutamente nella norma e che tutte le preoccupazioni eccessive siano completamente destituite di fondamento.
fonte

Capite a cosa anche servono i vaccini? Meglio se obbligatori? Il compianto Professor Pagni era conosciuto come “il medico umanista”, una bestemmia di questi tempi.
Ma poiché abbiamo la memoria corta riportiamo qui una serie di articoli di giornale che ci ricordano come l’influenza reclami il suo tributo in vite umane praticamente ogni anno e a migliaia…

Nel febbraio 2016 ilSole24ore riportava appunto la seguente notizia: In Italia nel 2015 sono morte 54mila persone in più (+9%). e si chiedeva:
“Con un tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, che è risultato il più alto dal secondo dopoguerra in poi. L’aumento di mortalità è concentrato tra gli anziani (75-95 anni). Come è stato possibile?”
Eh già… com’è possibile!?

Nel 2015, se vi ricordate, eravamo ancora nel bel mezzo della strategia della tensione basata sulla paura degli “attentati islamici” per cui l’influenza non faceva notizia.

Anzi, nel 2015 l’invito era ad assembrarsi, a fare la movida, a essere tutti “Generazione Erasmus”. Nel 2015, se stavi in casa o non facevi le vacanze all’estero eri un cretino. Vi ricordate? Non è passato un secolo… Nel 2015 l’invito era a creare dei gruppi di persone consistenti, in strada (movida), pronti per essere falciati con camion e raffiche di mitra da terroristi “islamici” che, guarda caso, dopo l’ecatombe “dimenticavano” immancabilmente la carta di identità in bella vista sul luogo del delitto. Dal 2016, dopo Nizza, Brexit e Trump, il turning point. La musica è cambiata. Ma fino ad allora, l’influenza rimaneva un qualcosa di cui sorridere e fregarsene (la “banale influenza”). La pressione mediatica e sociale verteva su altre priorità strategiche…

Paolo Borgognone

Tutto questo per evidenziare cosa? Che molto probabilmente aveva ragione il nostro Ami français Attali quando con estrema lucidità e tranquillità affermava che:

Una piccola pandemia permetterà di instaurare un Governo Mondiale!

Le influenze sono sempre esistite, solo che qualcuno ha deciso che questo Sars-Cov-2 doveva essere il virus del secolo, portatore di una nuova normalità che piace solo alle élite global-capitaliste e agli ipocondriaci.
Non mi si fraintenda, mi rendo perfettamente conto che non si può intavolare nessun dialogo circa la strumentalizzazione di questo nuovo coronavirus (che tanto nuovo non è), quantomeno è estremamente difficile, con persone a cui sono morti entrambi i genitori o un coniuge o un parente stretto, ma da che mondo è mondo le persone anziane muoiono di vecchiaia anche e soprattutto a causa dalle complicazioni portate dall’influenza poiché la popolazione s’infetta, si ammala e dopo tutte le eventualità del caso, anche e purtroppo tragiche in alcuni casi di comorbilità, guarisce relegando il virus ad una condizione di endemicità con la quale convivere, come accade appunto con tutti i coronavirus fin da quando l’uomo ha memoria.
Mi si obietterà che un tale ragionamento (in realtà è una constatazione di fatto) è cinico ed egoistico e che un nonno ha tutti i diritti di poter vivere ancora un pò più a lungo e se ciò può avvenire tramite un vaccino perché mai dovrebbe privarsene?
Non dovrebbe infatti. Tutti dovremmo essere liberi di scegliere di che morte morire, o no? Di come portare avanti la propria vita, se cibarsi di cibo sano (sempre più difficile trovarlo a buon mercato), condurre una vita felice. Oppure attaccarsi ai farmaci per ogni malanno e, non contenti, prenderne ancora per sentirci protetti e al sicuro dall’ipotetica malattia che verrà.
La società ha prodotto degli ipocondriaci cronici perché siamo tutti diventati dipendenti da qualcosa di materiale che reputiamo fondamentale per le nostre vite e questa è la nostra più grande debolezza, terreno fertilissimo per ogni tipo di paura, la più grande delle quali è quella di morire.

Fonti:
https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-02-24/perche-2015-italia-sono-morte-54mila-persone-piu-9percento-173100.shtml?uuid=ACB9EFbC&refresh_ce=1
https://www.lastampa.it/asti/2020/05/07/news/canelli-l-ira-del-sindaco-sul-mercato-gli-anziani-non-rispettano-le-regole-1.38812076
https://www.agi.it/salute/news/2020-03-03/influenza-spaziale-1968-italia-morti-7302702/
https://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/flu/napoli/napoli.html
https://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/flu/ragazza/ragazza.html

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Un pensiero riguardo “Influenza da coronavirus

  1. SCENARI POSSIBILI ALLE PORTE DELL’INVERNO – Silver Nervuti

    Silver Nervuti che in questi mesi ha visto tante cose che non gli tornano e ha immaginato alcuni scenari possibili, ma tutti si scontrano con la logica. Tutti o quasi. Nervuti ad esempio si chiede come sia possibile che migliaia di immigrati sbarchino ogni giorno sulle nostre coste e nessuno faccia niente, anzi, magari ai migranti viene dato un foglio di via, che non serve a nulla, visto che molti ne collezionano più di uno e rimangono dove sono approdati. “In un paese con il 31% di disoccupazione giovanile – si chiede Nervuti – questi giovani migranti cosa fanno?”. “Se gli danno da mangiare, da vestire e due lire – continua – come fanno a vivere? Il resto come se lo procurano?”. Facile immaginarlo. [fonte: Byoblu]

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