Troppi focolai in Italia. È tempo di un altro virus?

A cura di Andrea Pilati

Sulla base di un articolo inoltrato da un lettore, ritengo opportuno avvisare di tenersi pronti per un eventuale seconda ondata di un altro virus, forse il fratello o un parente prossimo e comunque un congiunto. Per cui la logica fila, ci sta. E Conte sarà contento.

Dopo questo incipit, un po’ funesto, da “non se ne esce più” (e non mi riferisco dalle nostre abitazioni), sentiamo le voci dall’estero, riportate sulle casse di risonanza dei nostri rotocalchi in versione web:

Una parte di questo articolo dice:

Emoticon perplessa

Intanto, la paura per il virus è riaffiorata in un ospedale della capitale, il Peking University International Hospital, sottoposto a misure di isolamento dopo che un’infermiera è risultata positiva al Covid-19 nella giornata di ieri.

Come sarebbe? Di nuovo ‘sto virus? Ma non lo hanno ancora debellato? Ma non avevano trovato al cura? Ma non è che ci sia una volontà di mantenere la tensione e l’allerta attive? Penso male?

Poi l’AGI prosegue descrivendoci meglio il problema, dandoci un indizio in più, perché loro lo sanno come vanno le cose e ci aiutano a comprendere meglio in mezzo a tutta questa confusione:

Primo indiziato del contagio era stato il salmone importato, sparito dai banchi frigo delle grandi catene di supermercati della capitale cinese e di cui la Cina aveva fermato le importazioni dalla Norvegia, pur senza bandirle formalmente.

Funzionari della capitale avevano però avvertito che non c’erano prove che il salmone potesse essere l’organismo ospite del virus. Ieri, invece, la Cina ha vietato le importazioni di carne suina da un produttore tedesco, Toennies, dopo un’ondata di contagi di Covid-19 tra i dipendenti del gruppo.

Lo sapevo, lo sapevo, è tutta colpa dei norvegesi… No, anzi, dei tedeschi! Mapporcaccialamiseria! Ops, scusate… Mi è scappata…

Intanto qui in Italia il fermento popolare ha raggiunto livelli insopportabili per il Sistema, anche se lo sapeva benissimo che una reazione popolare ci doveva essere; ma dobbiamo pensare che non c’è solo il Male ma ci sono anche le forze del Bene che, però, agiscono solo, e solo se, noi chiediamo il loro aiuto. E lo possiamo comprendere per il fatto che una forza malefica non si limita a creare in laboratorio un virus letale per ottenere “solo” poco meno di mezzo milione di morti nel mondo. Fatica sprecata.

roberto-speranza
No, non assomiglia a Burioni, dai…

E allora ecco che ci riprova, questa volta con la cura, il famoso vaccino.

Già, perché, se così non fosse, non si spiegherebbe quello che fanno i vari ministri preposti ad agire su ordinazione. Uno tra questi è il ministro Speranza (nomen omen), figura che, a solo guardarla, si evince il suo potente carisma, trasmesso dal suo sguardo penetrante, della sua dialettica sicura, e dalle belle e poetiche parole espresse dal suo messaggio, il famoso “messaggio di Speranza”, che dice così:

E intanto che avanza inascoltata la macchina schiacciasassi del Governo mondiale, e i suoi tirapiedi che coprono cariche istituzionali, come senatori, ministri, deputati, portaborse e saltimbanchi, dal mondo scientifico e sanitario arriva un altro messaggio, al quale un qualsiasi ministro intelligente, e ribadisco intelligente, avrebbe dovuto per lo meno rispondere. Un messaggio che arriva dal medico che, più di tutti, ha contribuito a salvare vite umane con una tecnica vecchia di almeno un centinaio di anni. Parliamo del Dott. De Donno che, in un messaggio diretto al ministro Speranza, scrive così:

Gentilissimo Ministro,
finalmente la risento. Per annunciarci del “vaccino contro Covid19”.
Il vaccino aiuterà a produrre anticorpi neutralizzanti, che bloccheranno la possibilità del virus di infettarci. Lo stesso meccanismo che il plasma convalescente ha determinato in larga parte dei nostri pazienti.
Sono stati stanziati miliardi di euro per il vaccino. Sarei curioso di sapere i criteri di attribuzione economica, perché avendo poco tempo a disposizione, non sono riuscito ad informarmi. Sarebbe necessario, poi, che la popolazione conoscesse i tempi certi per la sintesi di questo vaccino. Il suo profilo di sicurezza.
Infine, come tratteremo quelle poche persone che questo vaccino non vogliono o non possono farlo? Io sono scientificamente a sua disposizione. Con il Prof. Franchini. Gratuitamente, ovvio.

La saluto caramente
Giuseppe De Donno

Fonte: https://mantovauno.it

Ma, naturalmente, il ministro, estremamente impegnato a seguire personalmente la produzione di 400milioni di dosi del san vaccino (con quello che costa si vorrà sincerare di persona che le cose siano fatte bene), non ha avuto ancora tempo di rispondere al povero De Donno reo, probabilmente, di avergli rotto le… uova nel paniere, e quindi degno di oblio.

Beh, però, caro ministro, se lei è così insensibile e sordo sarebbe meglio facesse un altro mestiere e si facesse sostituire da altro più capace. Ecco cose le dice Massimo Mazzucco, affermazioni che sottoscrivo in pieno:

Ma, come abbiamo potuto leggere dal titolo, troppo fervore uguale troppa libertà, troppi senza mascherina, troppo troppo vicini, troppo di troppo, insomma. E poi a Roma, il 30 giugno e il primo luglio ci sarà l’evento R2020 (noi ci saremo a monitorare l’aria che tira  a riportarvi notizie) e questo potrebbe essere uno dei focolai che Sara Cunial, riprendendo le parole di Giulietto Chiesa (ciao Giulietto!), vuole spargere per la nazione in modo che sia impossibile spegnerci tutti. A meno che intervenga un altro virus ancora peggiore del primo…

Roma come Pechino, altr attacco virale?

Saremo pronti ora? Io sono mesi che vado in giro a percepire e sentire l’energia che traspare nell’etere e non sono convinto che la anime italiane siano ancora abbastanza sveglie per comprendere e reagire con più intelligenza e meno paura. Ancora non sembra ci sia sufficiente convinzione nel comprendere che serve un radicale cambiamento interiore e, ripeto, INTERIORE. Ancora troppi attaccamenti alle cose materiali e troppa lentezza a cambiare atteggiamenti, intenzioni, pensieri… Per il pericolo circa i vostri beni materiali ricordo che dal primo luglio ci sarà un ulteriore taglio al prelievo dei soldi che credete vostri e a gennaio un altro taglio.

Questi stanno andando avanti con una agenda fitta di impegni, decisioni prese decenni fa. Ecco perché sono così avanti, ecco perché ci troviamo sempre impreparati. Anche se la storia si ripete sempre alla stessa maniera, noi non abbiamo memoria di come vanno le cose. Dovremmo sforzarci ancora di più per ricordare quali leve usano per soggiogarci, dobbiamo affinare i nostri sensi latenti, sopiti da anni di privazione dalla cura dell’anima.

Per chi ancora non crede che le cose siano nate decenni fa, leggete cosa ha scritto colui che è stato il consigliere per la sicurezza nazionale sotto il governo Carter, Zbigniew Brzezinski, in un suo libro del 1971 intitolato “Tra due età, il ruolo dell’America nell’era tecnotronica” (Between two ages: America’s rôle in the technotronic era):

Zbignew Brzezinsky

“Allo stesso tempo, la capacità di affermare il controllo sociale e politico sulla volontà individuale sarà intensificato. Presto sarà possibile stabilire il dominio quasi continuo su ogni cittadino e tenere aggiornati i files che contengono anche i dettagli più personali sulla salute e sul comportamento di ogni persona, oltre alle informazioni più usuali”.

“Questi files saranno oggetto di tracciatura istantanea per opera delle autorità. Il potere è in mano a coloro che controllano le informazioni. Le nostre attuali istituzioni saranno sostituite da organi preposti alla gestione delle crisi, il cui compito sarà quello di individuare, in anticipo, probabili questioni sociali e di sviluppare programmi per affrontarle”.

“Questo incoraggerà le tendenze nel corso dei decenni successivi verso un’era tecnotronica, una dittatura, lasciando ancora meno spazio alle istituzioni politiche nel modo in cui le conosciamo. Infine, in vista della fine del secolo, la possibilità del controllo biochimico della mente, della manipolazione genetica dell’uomo, compresi gli esseri bionici che funzioneranno e ragioneranno come uomini, potrebbe dar luogo ad alcune difficili questioni”.

“Ciò che rende gli Stati Uniti d’America unici è la loro volontà di sperimentare il futuro, che si tratti di pop art o di LSD. Oggi, gli U.S.A. sono la società creativa; gli altri, più o meno consapevolmente, sono al rimorchio”.

(avete letto bene, lo ha scritto negli anni ’70 del secolo scorso)

Ci dicono le cose, siamo noi che siamo sordi… Fino a quando? Le sofferenze che essi ci vorrebbero infliggere, in fondo, le stiamo accettando noi stessi; se non iniziamo a prendere altre direzioni finiremo dove il pifferaio magico ci vuole portare. Lo vogliamo seguire? Io no…


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5 pensieri riguardo “Troppi focolai in Italia. È tempo di un altro virus?

  1. Sempre grata di poter leggere disamine della situazione attuale così limpide.
    La domanda che sorge spontanea è :”grazie a quale intuizione le persone possono comprendere velocemente che sono decenni che vengono spinte verso un baratro?”. Noi siamo tanti ma dobbiamo accendere il cervello.

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  2. sempre grata anch’io per tutti gli articoli. Quanto alla domanda: forse può essere utile ricordare l’associazione fra guerre e pandemie. Epidemie-pandemie, da quelle antiche a quelle del secolo scorso, sono sempre iniziate nei periodi di invasioni, guerre, carestie. Anziché ricercare però le vere cause si è preferito scegliere la via per alcuni meno scomoda ovvero attribuirle a pulci, topi, e, con i voli aerei della prima guerra mondiale e maggior igiene, attribuirle prevalentemente ai virus degli uccelli (con l’eccezione della suina), creando una confusione immane al punto che attualmente non si è in grado di sapere scientificamente che cosa sono i cosiddetti presunti virus naturali . Filosofi della scienza hanno scritto che ogni tentativo di ricondurre la causa dei problemi solo alla componente molecolare-genetica è destinata a fallire perchè non tiene conto della psiche, dello stile di vita e del benessere socio-economico. Pertanto mi sono stupita nel sentire le dichiarazioni del dr. Ernesto Burgio perchè in questa intervista, pur essendo egli anche esperto di psiconeuroendrocrinoimmunologia, non ne fa alcun cenno https://archive.org/details/intervista_burgio : – a 8’ e a 19’: “Il timore vero è che avvenisse una modalità simile a quella di cent’anni fa, simile a quella della spagnola, per cui si avesse una prima fase magari legata a dei cluster parziali in alcune aree del mondo, ed è quello che sicuramente sta succedendo , poi invece in forma pandemica vera qualche mese dopo: fu quello che successe nel 1918-19. Nel 1918 partì il virus e fu subito chiaro che era un virus pericoloso, parliamo dell’H1N1 della spagnola,, morirono un numero significativo anche se era difficile stabilirlo perché stava terminando la grande guerra, si pensò che era legato ovviamente, e in parte lo era alle situazioni socio-sanitarie precarie ma cominciarono a morire molti giovani ed ecco il secondo punto: in estate del 18 riparte la pandemia in forma veramente drammatica a quel punto nel giro di pochi mesi muoiono milioni di persone e soprattutto non più gli anziani ma i giovani. “

    . Come ho scritto in questo mio post
    https://retedellereti.blogspot.com/2020/04/superare-il-contagio-con-una-sintesi-di.html il dr. Burgio, avrebbe dovuto precisare che la paura della morte, che sicuramente ha investito molte vite di giovani in guerra, crea problemi polmonari e che I polmoni risentono anche della paura della morte altrui, come le scoperte del dr. Hamer hanno ben evidenziato.

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    1. Di Hamer si ricordano ancora in pochi. Credo che le sue scoperte siano ancora troppo pericolose perché legate ad una soluzione radicale che porta ad un confronto con se stessi decisamente scomodo. Un confronto con una parte di noi che preferiamo coprire sotto il manto della giustificazione, dando la colpa alla sfortuna, al destino avverso. Solo chi va un po’ più a fondo, dentro sé, comprende che lui stesso è l’artefice del proprio destino; ed è anche in grado di accompagnarlo con serenità e addirittura modificarlo attraverso i meriti del cuore.
      Grazie Paola del suo contributo

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  3. Per alcuni è certamente così ma per altri è dovuto a mancata conoscenza. Ricordo il caso di una signora che ad una conferenza, di oltre un decennio fa tenutasi a Biella, disse in pubblico che si stupì moltissimo quando comprese che il tumore al suo seno sinistro era stato causato dallo shock subito per la perdita del suo gatto o il caso del medico che mi telefonò per dirmi che un paziente in coma, considerato ormai incurabile per infarti recidivanti, era guarito a seguito di cortisone che gli aveva immesso in endovena allo scopo di drenare l’edema cerebrale, tra lo stupore del cardiologo che non conosceva la correlazione tra cuore e foglietto embrionale del cervello. Nel campo della virologia poi, argomento dell’articolo, la conoscenza drammaticamente latita. Che cos’è un virus? Sono ancora pochi gli scienziati e medici che sanno rispondere a questa domanda, domanda che già pose nel 1971 B. del Boca (Si pensava che la scienza nel 1952 avesse già risposto ma non è così) http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/categorie/aids-hiv/

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