Profezie, messaggi in codice, confessioni di personaggi dei servizi segreti… A volte ritornano…

A cura di Andrea Pilati

Correva l’anno 2012

Chi non conosce la profezia dei Maya? La fatidica data del 21/12/2012 echeggiava nelle menti dei “risvegliati”, coloro che avevano conoscenze storiche e deduzioni intellettive circa l’andamento degli eventi che, da lì a poco, si sarebbero avverati. Si parlava di tre giorni di assenza di telecomunicazioni, mancanza di corrente, freddo polare e progressivo spegnimento della luce solare. Venti gelidi avrebbero sferzato il pianeta e una cappa di angoscia avrebbe pervaso gli animi e fatto impazzire la maggior parte delle persone non preparate. Dal quarto giorno in poi si sarebbero visti i primi bagliori di luce che sarebbe andata via via ad aumentare. Si richiedevano scorte di cibo, vita in clausura per giorni e giorni, case rinforzate contro attacchi esterni e contro gli eventi atmosferici avversi. Io sono stato uno di quelli che ha creduto in tutto ciò e si è attrezzato. Abbiamo ospitato in casa tre amici, attrezzata per l’evento e per la convivenza. Il primo giorno, infatti, la corrente venne meno e dovemmo accendere il gruppo elettrogeno già predisposto, per fortuna. Per accorgerci, poi, che aspirapolvere, forno elettrico e ferro da stiro accesi avevano fatto scattare l’interruttore magneto-termico del contatore. Quindi attenti se ospitate in case tre donne…

La vita fuori intanto continuava tranquilla, sotto un cielo sereno e un anomalo, caldo dicembre, alla faccia del vento polare.

Forse la data era sbagliata, forse i Maya, che avevano passato l’esistenza a redigere un minuzioso calendario, frutto di complicati calcoli, avevano commesso un errore così macroscopico? Oppure è stato fatto un errore di interpretazione? Personalmente credo alla profezia dei Maya ma ho tutt’altra interpretazione. Ma questa è un’altra storia e andrà raccontata un’altra volta…

Fatto sta che la situazione odierna riprende le stesse caratteristiche di allora, e oggi come allora, tornano a farsi sentire gli stessi messaggi, pregni di catastrofi, che inneggiano a stare in casa, ad attendere che tutto si concluda e i salvati possano infine godere della nuova era terrestre. E intanto, fuori, uccellini cantanti e alberi fioriti si godono la primavera, incuranti degli avvenimenti futuri. Loro sì, che vivono il presente.

Con queste premesse non vorrei che passasse il messaggio di abbassare la guardia e vivere tranquillamente in attesa del tempo del poi, ma di prendere sempre tutti i messaggi e vagliarli alla luce del proprio intuito. Per mio conto non esistono comunicazioni certe e dettagliate su cosa e come accadranno le cose, e quando sento alcuni affermare che bisogna fare scorte di cibo per due o tre settimane, rimanere in casa (ma a quello ci pensano i governi dittatoriali), non uscire dalle abitazioni altrimenti si verrà uccisi da forze aliene, grazie a messaggi arrivati da fonti “certe” o di canalizzazioni (se è vero, chi parla a loro?), o di ex agenti “dichessàcosa”, allora mi pare di tornare indietro di otto anni e mi sento un tantino preso in giro.

Quando poi sento parlare nuovamente di Gesara/Nesara, (il sistema di elargizione monetaria che rende tutti ricchi, onesti e farabutti a quanto pare, ma eliminando il famigerato contante, toh, guarda…), che andava tanto di moda negli anni della imminente catastrofe del 2012, allora davvero mi metto le mani nei capelli.

E Nibiru? È ancora in giro?

Una cosa è certa; l’immane mole di notizie di ogni genere, spesso contrastanti, porta ad una interpretazione della realtà e a dipingere un futuro molto fantasioso, spesso frutto di un adattamento degli eventi in sintonia con le proprie aspettative. La mia opinione? Non mi importa come e cosa avverrà, in fondo. Per non incorrere in una destabilizzazione ritengo saggio mantenere un decoroso distacco da certe notizie mantenendo viva la voce interiore e le orecchie spirituali ben aperte per ascoltare cosa essa ha da dirci e dirigerci dove essa consiglia. Non è chiudendosi in casa che ci si salva e non saranno le scorte di cibo che ci terranno distanti dalla morte che tanto temiamo perché, preso o tardi, la dovremo sperimentare, nuovamente. È la condizione spirituale nella quale ci troveremo di là ciò che conta, non se avremo cibo per sfamarci o se i nostri occhi corporali vedranno un nuovo Sole. Sono solo effetti coreografici di scarsa entità in confronto a quello che i mistici descrivono per il mondo al di là.

Di sicuro i giorni a venire non saranno facili e, per quanto mi riguarda, utilizzerò questo periodo di pressione psicologica per allenare il coraggio, il distacco emotivo e la selezione delle persone.

In ogni caso teniamo gli occhi aperti…

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