Come si nutre il DRAGO

A cura di Armando Raccone

Come ho già avuto modo di scrivere in altri miei interventi l’ipocrisia, che impera e domina in quest’epoca, sta ormai raggiungendo livelli da psicosi collettiva. A tal punto da domandarsi se ancora valga la pena lottare contro quelli che ormai non sono nemmeno più mulini a vento, ma veri e propri miraggi, dettati da menti quasi incapaci del più elementare ragionamento logico.

Il potere dominante – religiosamente ben raffigurato dal Drago combattuto da San Giorgio o, per chi meglio creda, dalla luce e dalle tenebre, dal bene e dal male, ed infine, pur con implicazioni differenti, dallo Yin e dallo Yang di orientale memoria – gongola e si nutre di questa nostra ipocrisia, crescendo sempre più ed acquisendone sempre più forza. Ogni volta che operiamo nelle nostre azioni, alimentiamo questo Drago, questo potere dominante, materialmente rappresentato (alcuni dicono) da quella percentuale del 1% della popolazione mondiale che domina sul restante 99.

Il Mondo si surriscalda? Tutti a manifestare con due smartphone in tasca, un tablet sotto l’ascella ed il SUV di mamma che ci aspetta dietro l’angolo per portarci, poco dopo, in palestra o sulle piste da sci.

I negozi chiudono? E tutti a comprare on line, pensando di fare i furbi, di risparmiare e di essere moderni.

Arriva il 5G? Certo, prima c’era il due, poi il tre, poi il quattro e, per conseguenza, ora arriverà il 5 (mentre le aziende del settore stanno già sperimentando il 6G). Normale evoluzione della specie, dettata dalle nostre richieste di comunicare sempre meglio, sempre di più e più velocemente.

Le Banche ci stanno uccidendo, togliendoci libertà e diritti? E tutti a pagare con la carta, il bancomat o l’applicazione fighissima del telefonino (leggi qui).

Perché è a causa della nostra pigrizia, ignoranza o paura, che estraiamo un bancomat per pagare anche un importo ridicolo, impoverendo l’esercente costretto, suo malgrado, ad usare quello strumento, ed arricchendo, viceversa, l’istituto di credito in questione. Lo stesso istituto che poi magari ti nega un prestito, oppure ti “offre” un mutuo quasi fuorilegge, degno del peggiore degli strozzini (vedi anatocismo bancario – leggi qui – ndr).

Perché è a causa della nostra pigrizia, ignoranza o paura  che ci affidiamo a cure mediche spesso inutili o che, talvolta, ci creano più danni che benefici.

Perché è a causa della nostra pigrizia, ignoranza o paura, che continuiamo imperterriti a sorbirci tutto ciò che viene generato dalla TV, osannata come il Verbo e mai criticata o, meglio ancora, evitata quanto la peste.

Se io uso l’auto alimento quell’industria, che produrrà modelli sempre nuovi, obbligandoti poi ad acquistarli per poter circolare. (Caro signore, lei con l’euro 2 inquina! Passi al nuovo modello super figo euro 6.3! Le basterebbero poche centinaia di comode rate mensili!)

Se uso indiscriminatamente internet, i cellulari o quanto di simile, la tecnologia, arricchitasi nel frattempo a mie spese, per forza di cose andrà avanti e si inventerà tecnologie sempre più nuove, impattanti, pericolose e divoratrici di risorse. Al solo scopo di farti acquistare strumenti nuovi, sempre, a loro dire, migliori ma che in realtà ti renderanno sempre più schiavo di te stesso e loro.

Se le persone affollano i discount, fra l’altro nutrendosi di un cibo artefatto che li farà con certezza ammalare, è chiaro che il negozio di paese, con buon cibo di qualità, magari proveniente dai contadini locali, chiuderà i battenti.

Come posso manifestare in favore dell’ambiente, indignandomi ed imprecando contro la multinazionale di turno, quando ho un bidone della spazzatura pieno di plastica? O quando ogni giorno la mia tavola è ben imbandita di carne, pesce e formaggi vari,  ben sapendo che la loro produzione, raccolta, trasformazione, conservazione e trasporto, da soli, sono responsabili di almeno un terzo delle emissioni dei cosiddetti gas serra del Mondo? (Nota a fondo pagina)

Se addento un frutto esotico o anche semplicemente un frutto fuori stagione che arriva dall’altra parte del mondo, di cosa sono complice io? Se (ultimo esempio poi mi fermo, giuro) arricchisco la mia tavola con un avocado peruviano, sfruttando quelle popolazioni che vedono espropriate a forza le loro terre, prosciugata la loro acqua e resi schiavi i loro figli e non solo; se lo carico poi acerbo su di una nave mercantile che inquina come 5.000.000 (si, avete letto bene, cinque milioni) di auto, di cosa poi posso lamentarmi, io? Dell’inquinamento? Del riscaldamento globale? Del fatto di star male perché ho ingurgitato un prodotto non della  mia terra, pieno di pesticidi e magari mezzo marcio perché maturato a stento in una buia cella frigorifera? O magari mi lamento per l’imbelle ignorante che sono?

Quasi il 72% degli avocado sono coltivati nello Stato messicano di Michoacan. I Caballeros Templarios sono un cartello di droga locale che ha messo le mani sul redditizio mercato dell’esportazione di avocado. I contadini non sono in grado di protestare e devono pagare enormi somme di denaro ai signori della droga, una pratica che è riuscita a spazzare via completamente i loro profitti (FONTE)

Potrei andare avanti per pagine e pagine, portando centinaia di esempi come sopra, ma passiamo, come si suol dire, al dunque. Ed il dunque è sempre lo stesso, quello magari insegnatoci dai nostri genitori o dalle nostre sagge nonne, cioè che ogni azione che noi compiamo la facciamo per una causa e ne determiniamo un effetto. Di questo si nutre il sistema. E noi continuamente lo alimentiamo e lo facciamo crescere a dismisura, senza fine apparente se non quella consequenziale dell’estinzione dell’intera razza umana, destinata a perire assieme al Drago. Tutte le volte che usiamo un prodotto, qualunque esso sia, ne alimentiamo il mercato, facendolo crescere ed evolvere: e presto ci troveremo in mano un prodotto, od un servizio, obsoleto, vecchio, superato. Quindi, se vogliamo stare al passo coi tempi, dovremmo disfarci di quel “rifiuto” (ma poi dove?) e fiondarci a comprarne il sostituto, che nel frattempo si sarà “evoluto” e sarà più performante, più bello, più funzionale (sembra una filastrocca in rima, ma è la realtà, triste, dei fatti).

Le nostre scelte vanno ponderate, ogni qualvolta le compiamo. Ogni nostra azione va pensata in una ottica globale e sociale. Cosa serve manifestare come sardine, se questa politica e questo stato sociale lo abbiamo determinato noi? Cosa serve lamentarsi del diffondersi di virus o batteri strani, o semplicemente dell’invasione delle cimici asiatiche se siamo noi che abbiamo ricercato, voluto e creato tutto questo?

La verità, signore e signori, è che siamo ipocriti, che siamo opportunisti, che pensiamo solo e semplicemente al nostro orticello, che non ce ne frega niente degli altri, che siamo rozzi, bugiardi, scarsamente evoluti e degni solamente di lasciare in massa ed al più presto questo Pianeta che di noi, sinceramente, non vede l’ora di disfarsi.

E non saranno certo picchetti, manifestazioni, scioperi o scontri di piazza, per quanto attuati con impegno e buona fede, a dissipare o risolvere i problemi del mondo: serviranno solo, magari, a limitarli un po’, per giunta temporaneamente, o peggio a spostare il problema da un luogo all’altro, coinvolgendo quindi altre persone ed altre comunità. O peggio ancora si otterrà lo scopo inverso, generando stati di allarme, di leggi speciali, di restrizioni, che sfoceranno in ulteriori problemi, spesso più gravi dei precedenti.

Se l’essere umano non avrà la capacità ma soprattutto la forza di volontà di ergersi ad essere divino quale esso è, nessuna battaglia sarà mai vinta ed ogni guerra andrà irrimediabilmente persa.

E per chi invece crede in nulla (posto che pure il Nulla esiste), auspico di trovare in se stesso un’etica ed una morale superiore a quella del semplice animale, che di certo l’uomo non è.

Solo così potremo sconfiggere il sistema.

Solo così potremo togliere linfa al Drago.

Solo così potremo, definitivamente, riscattarci e vincere.

 


NOTA:

A riguardo delle emissioni di gas serra derivanti dagli allevamenti intensivi consiglio di leggere l’articolo correlato https://traterraecielo.live/2018/04/29/ora-vi-mostriamo-la-nostra-visione-del-quadro-generale-pronti-parte-prima/

2 pensieri riguardo “Come si nutre il DRAGO

    1. Grazie a te Anna per il tuo contributo.
      Se avremo fede nel potere che ci è concesso di cambiare le cose, in quanto siamo essere divini, il nostro animo sarà in pace, sicuro e determinato. Per forza di cose favoriremo pensieri positivi e non distruttivi che ci porteranno a fare scelte ed azioni che non potranno fare altro che portarci nella direzione del giusto e dell’Amore.

      "Mi piace"

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