Italia 2020 in un esplicito fascismo

A cura di Andrea Pilati

No, non è sbagliato l’anno. Questo fatto è accaduto proprio nel 2020.

Tutto nasce da una domanda che mi sono fatto:

“Ma cosa viene impedito durante i regimi dittatoriali?”

“Di esprimere liberamente un opinione” mi sono risposto.

Eppure la Costituzione italiana all’articolo 21 parla chiaro:

tutti hanno diritto di manifestare il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta a autorizzazioni o censure.

“Certo” si potrà dire “il diritto a parlare implica anche l’accettazione delle sue conseguenze”. Vero, non fa una piega…

Ma ci sono pesi e misure da rispettare ed una persona non può rischiare di perdere il posto di lavoro solo per avere espresso una sua libera opinione, altrimenti avremmo licenziamenti, vessazioni e persecuzioni come al tempo dell’Inquisizione ad ogni opinione contrastante e fuori dagli schemi. In tutto questo discorso si dipana la tanto acclamata “libertà d’espressione” come traguardo raggiunto dopo anni di lotte e sangue versato. Inutilmente, a quanto pare. Ma, arriviamo al dunque:

Professoressa di inglese commenta la Segre.png
Fonte: https://firenze.repubblica.it/cronaca/2020/01/31/news/_liliana_segre_-247232121/

A scuola si devono dare stimoli per commentare i fatti, e gli insegnanti dovrebbero, a loro volta, stimolare gli allievi a confrontarsi. Solo dopo un dialogo tra tesi e antitesi si può arrivare alla sintesi. Ma occorre avere informazioni per dibattere mentre qui si capisce benissimo che il dialogo è invece un monologo dove, a toccare Santa Segre, si rischia la gogna, se non peggio. Il tutto senza la benché minima informazione a corredo, riguardo la Shoah. Nessun dubbio, nessuno che dica “Aspetta che verifico se tutto torna…”

Invece no. Il preside minaccia la professoressa di sospensione, gruppi di professori prendono le distanze dalla collega, i social si indignano, la CGIL è sgomenta, il governo è affranto, deputati e senatori contriti per empatia verso la senatrice a vita, i pesci parlanti saranno in lacrime e squame stracciate…

E come non menzionare le toccanti parole della neo ministro Azzolina:

Sul caso è intervenuta anche la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha definito le parole della docente “gravi e ingiustificabili”. “A maggior ragione in questa fase, in cui si moltiplicano gli episodi di intolleranza, la scuola deve farsi portatrice di messaggi di pace e di inclusione”, ha ribadito Azzolina.

Fonte: https://firenze.repubblica.it/

Vorrei rimarcare le parole della stessa Azzolina: “…in questa fase, in cui si moltiplicano gli episodi di intolleranza, la scuola deve farsi portatrice di messaggi di pace e di inclusione”

Ribadisco che la scuola deve farsi portatrice di messaggi di pace; come darle torto. Ma come fare coesistere questa frase con la sospensione dall’attività scolastica per espressa opinione? Non è essere intolleranti quando ci si scaglia contro chi non la pensa come il gregge? E poi a scuola si parla sempre e solo del periodo nazista e degli ebrei, come se altri crimini in giro per il mondo non fossero successi, e ben più gravi, per giunta. Come se altre etnie non fossero state decimate e lo sono tutt’ora. Parliamo un po’ della Palestina e del suo popolo, per esempio? Così, senza andare tanto distante nel tempo…

Oppure vogliamo parlare dei crimini perpetrati in tutto il globo dall’apparato militare americano?

Lasciamolo dire a chi ha titolo (video ripreso dal post https://traterraecielo.live/2020/01/23/nato/):

Invece no, si inaspriscono le punizioni per chi osa alzare il ditino e dire “Scusate, ma siamo sicuri che sia tutto come ci raccontate?”

Già, si rischia anche il carcere:

Negare l'olocausto è reato
Fonte: https://www.ilgiornale.it/news/politica/negare-lolocausto-ora-reato-si-rischiano-fino-6-anni-carcere-1269288.html

Devo ammettere che ero tentato di inserire foto di guerra ma ho pensato che i nostri lettori non meritano impressioni così violente. Non posso però non menzionare l’orrore causato dagli americani, anzi, dalla NATO tutta, a Falluja, cittadina iraqena presa di mira dagli attacchi militari del 2004 a base di fosforo bianco.

Queste sono invece le ricadute, previste, dopo gli attacchi. Non paghi dei morti per le azioni dirette le bombe sono state studiate in modo da ottenere vittime anche con gli effetti collaterali. Esse si possono quindi considerare a tutti gli effetti “armi chimiche”. Ma non le avevano gli iraqeni?

Uno studio rivela infatti che a Falluja, in Iraq – teatro, nel 2004, di due offensive dei marines americani – la percentuale di tumori è cresciuta di 4 volte, quella di cancro nei bambini di 12 volte, quella di leucemia di 38 volte, la mortalità infantile è di 80 bambini su 1.000 nascite (contro i 17 nella confinante Giordania e 9,7 in Kuwait), le malformazioni infantili sono in costante aumento (una bimba è nata con due teste, altri con gli arti malformati o paralizzati).

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/24/il-massacro-di-falluja-ha-avuto-conseguenza-peggiori-anche-di-hiroshima/43745/

Poi venitemi a dire che i morti per la Shoah sono di serie A

 

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