Il futuro che è giunto (?) a noi

A cura di Giuliano Caropreso

I meno giovani forse non sapranno neanche cosa voglia significare musica elettronica, ma tra prima metà degli anni 70′ e la seconda degli anni 80′ era molto in voga tra i giovani di allora e le tastiere di “nuova” generazione consentivano di sperimentare sonorità mai udite prima di allora che aiutavano ad immaginare un futuro che oggi sembra essere giunto ma che tuttavia resta ancora ben lungi dall’essere traguardato… sotto tutti i punti di vista.

Per la rubrica “Arte per evolverci” Riceviamo e pubblichiamo.

Kraftwerk

Ho una certa qual forma di resistenza ad immaginare un futuro automatizzato.
Ricordo i primi lavori dei Kraftwerk (Gruppo musicale elettro-pop tedesco, ndr) La loro meravigliosa ricerca musicale intrisa di sintetico. Erano allievi K.E.Stockausen. oscillometri e frequenziometri che producevano suoni non naturali, nuovi e inauditi.
Con questi suoni asettici sono riusciti a creare melodie di struggente bellezza.
Mi sono chiesto come fosse possibile, rispondendomi che qualunque strumento si utilizzi e’ solo l’anima che puo’ dargli un senso.
In questo caso l’allargamento dei confini fisici, e dello strumento stesso non ha che potuto permettere una certa evoluzione della crearivita’ umana.
Anche le loro pose da automi in un certo senso rappresentavano questa pulsione, eppure, in quei corpi quasi immobili pulsava la grande incognita del chaos-ordine umano.
Ma se questo era cio’ che prometteva la tecnologia, migliorando la vita alle persone, ha anche portato all’eccesso del transumanesimo (che personalmente vedo come la fine del Sapiens-Sapiens).
Per come la penso non voglio diventare né immortale né telecomandare la lavatrice col pensiero. Voglio trovare il mio eden qui ed ora ed essere certo che terminerà in questa vita.
Per cui resisterò e cercherò di potenziare l’Amore in me stesso e in chi amo.
Una società dovrebbe pernettere ogni forma di realizzazione e percorso personale, anche la scelta allo scollegamento dalla rete.
A questo proposito ho riflettuto sulla mia presenza in rete.
La sto diradando pian piano dai siti, forum, chat ecc..
Voglio diventare uno spettro..
Rivoglio la mia intimità…

Gilbert

O forse rivogliamo solo la nostra umanità che con questa odierna deriva transumanista non ha null’altro a che vedere con chi si identifica con un futuro fatto di macchine diversamente intelligenti connesse tra loro “nell’internet delle cose”.

Forse non tutti realizzano che siamo già noi ad essere eternamente connessi… siamo già noi quelle “cose”.

Kraftwerk Kometenmelodie 2. Live at Amsterdam Paradiso 2015

Qui la versione studio originale:

Kraftwerk – Kometenmelodie 2

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