IA = Nuovo Ordine Tecnocratico

A cura di Guliano Caropreso

Cogliamo l’occasione della lettera inviataci da un nostro lettore per fare alcune considerazioni riguardo lo sviluppo di intelligenze artificiali.

Molte persone purtroppo hanno difficoltà a cogliere il fatto che intelligenza non è associabile a qualcosa di artificiale per quanto complesso possa essere. Uno degli inganni è rappresentato dal riconoscere come intelligente un sistema in grado di prendere decisioni autonome. Se questo può essere applicato all’essere umano, purché non troppo programmato, non è tuttavia applicabile a nessun sistema creato dall’uomo. Infatti, la risposta di un sistema di elaborazione, solo apparentemente imparziale o autonoma, è comunque originata da variazioni causali avvenute nella mappa oggetto di elaborazione. La scelta dei dati di input che vanno a comporre e rimodulare la mappa, è e sarà sempre opera dell’uomo, così come i vari operatori (algoritmi) che attuano le scelte, siano essi tra loro sincroni o asincroni. Si comprende così che il processo risulta invariabilmente automatico, per quanto complesso negli algoritmi e nella quantità di dati e opzioni prese in esame.

Possiamo immaginare che tutta questa rincorsa verso l’IA, con investimenti apocalittici, è spinta dall’apparato di potere e controllo con un fine ultimo ben definito: quello di portare gradualmente a cedere i poteri decisionali e discrezionali di ogni individuo a delle sovrastrutture software appositamente dedicate. Si tratta del libero arbitrio, relativo a ogni ambito della vita dell’uomo, dalla quotidianità all’ordinamento sociale, dalla salute fisica e mentale alla moneta, giustizia, settore militare, forze dell’ordine, sicurezza, istruzione, privacy.

È la glorificazione della burocrazia, tanto amata dall’apparato di controllo.
Stanno implementando gli strumenti definitivi di sottomissione e asservimento delle coscienze, che intanto a forza di inquinanti e interferenti elettrochimici (ed endocrini n.d.r.) saranno sempre più destrutturate, ossia predisposte ad accogliere questo nuovo stato di esistenza, di esperienza di vita, senza opporre particolari resistenze.

Algoritmi e sistemi di IA dedicati saranno impiegati per riconoscere, marcare, analizzare, mappare, catalogare, posizionare, stimare, prevedere, prevenire, condizionare, programmare, controllare e giudicare. Ogni aspetto della società e della individualità non godrà più di reale autonomia funzionale. Tutto ciò, nell’epoca del «diritto alla privacy» e delle severe normative internazionali, come il GDPR: ironia della sorte.

Si tratta di strumenti di mutazione antropologica, che agiranno in profondità. Se non avverrà uno scatto di coscienza in tempi umanamente brevi, allora lo scenario distopico, nella peggiore delle ipotesi, sarà libero di concretizzarsi nell’arco di poco tempo, forse anche entro un decennio, in una progressiva degenerazione fuori controllo. Giunti a questo nuovo ordine tecnocratico, tornare indietro non sarà più possibile, poiché intere popolazioni, senza rendersene conto, saranno tramutate da esseri umani a subumani in balia del flusso informativo e discrezionale imposto per legge dall’apparato di controllo e gestione alle masse.

In altri termini, l’insieme spirituale dell’uomo sarà definitivamente disattivato.

di Gianluca {gri}

Consideriamo comunque che termine “intelligenza” si riferisce alla “capacità di leggersi dentro” ovvero a quella qualità che è riferita proprio alla parte più umana del nostro intelletto. Sarà mai in grado l’uomo di insegnare a una macchina cosa significhi amare o odiare? o cosa sono le emozioni?

Quando parliamo di intelligenza emotiva facciamo sostanzialmente riferimento alla capacità di:

– tenere a freno un impulso;

– avere consapevolezza delle proprie emozioni;

– leggere gli stati d’animo altrui;

– gestire le emozioni implicate nella relazione con gli altri.

L’intelligenza emotiva riflette dunque un’altra accezione del concetto di cosa significhi “essere intelligente”, relativo alla capacità di essere in contatto con il proprio mondo interno (leggi di più qui).

Se ci pensate un’attimo queste sono tutte qualità che vanno contro quel progetto di massificazione dell’appiattimento sociale, relativo allo sviluppo delle individualità che da sempre danno tanto fastidio al sistema di controllo, tanto che ad oltre 600 anni dal suo assassinio ad opera della Chiesa Cristiana è ancora attualissimo il pensiero di Giordano Bruno.

E per amor di completezza, si consideri anche che non si tratta solo di intelligenza emotiva poiché l’essere umano è intelligente, nel suo vero senso letterale, se e solo se è consapevole di tutti i suoi piani di esistenza e li sa gestire consapevolmente. Ovvero sia quelli legati alla materia, sia quelli che fanno da tramite con l’Essenza o il Sé superiore che dir si voglia, il corpo fisico, il corpo eterico, quello astrale e quello spirituale. Potrà dunque una macchina possedere e gestire altri piani di esistenza, corpi non materiali? Ne potrà mai essere cosciente? E’ difficile ipotizzarlo perché

come mostrano molte ricerche, l’intelligenza degli esseri umani riflette il loro corpo. Invece i computer non hanno un corpo. Sono cervelli senza corpo.

continua qui

Ma a quanto pare questo è solo un dettaglio che potrà essere superato a tempo debito. In fondo per i fanatici del transumano è solo una questione di soldi e per loro questi non mancheranno mai. Per ora, e lo si sta già facendo da anni, si tratta solo di saper gestire le informazioni e acquisire quanti più dati e possibile, su cosa? Sbagliato, su chi! ovvero su di noi.

Ipotetico (?) discorso tra amici:

A: Su fb è scoppiato il boom per la ricerca di midollo per bambini, ragazzi, ragazze, adulti… C’è qualcosa che non mi quadra. Saranno aumentati i malati, purtroppo. Ok. Ma come mai non c’è compatibilità con i genitori o i fratelli? Nella mia ignoranza non capisco. So solo che mi stona. Appelli che “devono” girare per l’Italia.

B: stanno un creando un database, ovvio… un database biologico.

A: E tanti che corrono per tipizzarsi. Sembra sia partito tutto con quel bambino inglese. Sono malati veri secondo te? Nel senso: arrivano a creare una patologia grave per schedare?

B: posso avanzare l’ipotesi che serva per lo sviluppo delle IA attraverso i computer biologici… certe strade sono tracciate e già decise, non da noi comuni mortali ovviamente. I malati possono essere veri o presunti non fa differenza… come gli immunodepressi e le vaccinazioni.

A: Ho sempre il problema dell’etica. Per me la differenza è importante.

B: l’etica è vista come un inutile ostacolo per certe… stavo per dire persone ma ho sempre più dubbi che questi non siano umani.

 In questo modo le macchine potranno creare un vero è proprio mondo governato da protocolli e standard che in parte esistono già, e in base ai quali è già gestito e posto sotto controllo gran parte del nostro stato sociale, primo fra tutti il livello sanitario.

Forse non tutti sanno che il battito del cuore identifica univocamente una persona, Jetson è un laser che può rilevarlo a distanza

« Si chiama Jetson il rilevatore laser di battito cardiaco, capace di identificare univocamente una persona con una precisione del 95 percento. Secondo gli scienziati si può perfezionare ancora di più. Il problema è che oggi manca un database per fare i raffronti.»

Già, se solo avessimo tutti i dati possibili e immaginabili. Ma il bello però arriva quando le macchine cominciano a simulare fuori dagli schemi e s’innescano processi di calcolo, e Dio solo sà cos’altro, che quando accade nemmeno gli scienziati che hanno avviato il processo sono in grado di spiegare in che modo le IA lavorino in autonomia (leggi qui).  

Ma se non saremo in grado di controllorare le IA quali potranno mai essere gli scenari che si potranno profilare in futuro? Qui solo la fantascienza può darci un’idea. A questo punto possiamo solo “fare finta che”, per cui tutto quanto è scritto da questo punto in poi è fantasiosamente lecito:

A proposito di Jetson, Il II° episodio della Serie Almost Human si apre con l’omicidio di un uomo d’affari che produce prostitute robotiche. Il killer ferma il cuore del suo bersaglio a distanza, tramite un’impulso elettromagnetico laser-mirato.

L’esperimento della creazione di un’IA visto attraverso il film Ex Machina:

Quesa è la storia degli Dei!

Ma è solo fantascienza… e la fantascienza non ha mai predetto il futuro, e la nostra immaginazione non ha mai creato nulla.

Fonti:

https://www.etimoitaliano.it/2010/11/etimologia-della-parola-intelligenza.html

http://www.intelligenzaartificiale.it/

Clicca qui per l’articolo completo: Salvagente – Ottobre 2019

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