L’autismo di Wakefield (parte 2)

A cura di Giuliano Caropreso

Se ancora non hai avuto modo di leggere la prima parte di questa storiella, invito caldamente a farlo. Infatti proseguendo la nostra ricerca su questo strano personaggio che è il Dott. Andrew Jeremy Wakefield, che un bel giorno si svegliò e decise di orchestrare la truffa del secolo, abbiamo trovato un po di interessanti informazioni da considerare. Queste, se prese singolarmente, sembrano notizie curiose e vagamente speranzose sul fatto che la ricerca scientifica si stia muovendo in una certa direzione, ma che purtroppo la strada verso la luce è ancora lunga e tortuosa, o almeno questo è il leitmotiv che ci viene propinato in tutte le salse.

Ed è così che mi passa “per caso” (?) tra le mani una copia de la rivista L’internazionale e sfogliandola mi imbatto in questo articolo:

Internazionale n°1310 del 7 giugno 2019

Ciò che subito mi salta all’occhio è proprio il titolo, perché ripensando alla vicenda del nostro strano dottore, fu proprio lui per primo a rilevare un probabile nesso di causalità tra autismo e vaccinazione, in virtù della correlazione tra squilibrio della flora batterica intestinale e segnali riconducibili nello spettro dell’autismo. Il Dottore invitò quindi la comunità scientifica tutta ad approfondire tali studi proprio perché, da medico e scienziato di lunga tradizione familiare qual’è, sa benissimo che certe deduzioni per essere verificate, validate e consolidate devono avere più riscontri e meglio se da fonti diverse ed indipendenti. Invece s’è beccato una denuncia per truffa.

La storia ci insegna che quasi tutti i precursori di talune scoperte, sono stati inizialmente osteggiati con veemenza, vuoi per malafede o per ignoranza (si veda la deputata m5s Elena Fattori che all’invito di un maggior approfondimento della vicenda Wakefield ha risposto che “io non guardo i video no-vax”), financo ad arrivare all’incarcerazione per silenziare le loro scoperte.

Autismo – Superquark 07/08/2019

Oppure nel video qui al lato, Il dottore dichiara apertamente che “molti studi ci raccontano che non esiste il nesso tra vaccini e autismo” e anzi il condurre studi in tal senso “è controproducente e nocivo! perché si leva tempo e spazio ad inquinanti che possono essere dei fattori di rischio per tale disturbo e che in futuro potrebbero riservarci delle sorprese.” …si toglie tempo e spazio ad un inquinante… sarò grato a chi mi aiuta a capire, ma forse è solo un “racconto” dopotutto.

Nel frattempo sono andato a cercare un po di “molti studi (che) ci raccontano che non esiste il nesso tra vaccini e autismo”. Tra i diversi racconti che si possono trovare in rete, al seguente link troviamo un lungo elenco di studi in merito:

con interessanti implicazioni anche di carattere etico. Di seguito invece:

troviamo un esauriente rassegna di studi di cui uno risalente a quasi 20 anni fa, che mostra una probabile correlazione tra anticorpi di origine vaccinica (non naturali) e l’autismo in cui leggiamo:

L’autoimmunità verso il sistema nervoso centrale (SNC), in particolare per la proteina basica della mielina (MBP), può giocare un ruolo causale nell’autismo, un disturbo dello sviluppo neurologico. Considerato che molti bambini autistici sono portatori di elevati livelli di anticorpi contro il morbillo, abbiamo condotto uno studio sierologico per il morbillo-parotite-rosolia (MMR) e gli autoanticorpi MBP (proteina-reattiva della mielina basica). L’analisi immunoblotting ha rivelato la presenza di un anticorpo MMR insolito in 75 dei 125 (60%) sieri dei soggetti autistici ma non nei sieri di controllo. Questo anticorpo specifico ha rilevato una proteina di 73-75 kD (kiloDalton) tipica della triade morbillo parotite rosolia.

e ancora:

Basta che si digiti su un motore di ricerca le parole chiavi: “Autismo intestino” e non avrete che l’imbarazzo della scelta su cosa leggere.

Poi però di questi studi non se ne sa più, praticamente nulla. Ma forse solo perché sono controproducenti e nocivi. Insabbiamento? Non so, ma ritengo che non sia un azzardo considerare anche questo aspetto della vicenda. Insabbiare non implica necessariamente un “gomblotto”, l’intervento di 007 o chissà chi o cosa che nascondono e/o distruggono prove. Basta semplicemente non parlarne più! L’argomento viene precluso al main-stream e la gente comune se ne dimentica o non ne viene mai a conoscenza, quindi non si fa domande (scomode in questi casi). E quei pochi testardi di ricercatori idealisti vengono silenziati e, ahimè, talvolta anche in modo brutale (leggi qui).

Ricercatori, medici e scienziati che hanno condotto studi e rivelato verità scomode sui vaccini e che sono deceduti in circostante “misteriose”

La storia ci insegna anche che la verità prima o poi si palesa in tutta la sua limpida evidenza e qualche raggio di luce, ormai, spunta sempre più spesso, basta saperne cogliere il filtrare attraverso la selva oscura in cui passeggiamo allegramente:

Il Fatto quotidiano 25/11/2014

Per di più, sul sito della “BANCA DATI EUROPEA DELLE SEGNALAZIONI DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI” possiamo verificare i casi ufficialmente conteggiati nell’ultimo anno, per ogni tipo di vaccino (trivalente MMR, quadrivalente MMRV, monovalente Morbillo, Infanrix Hexa, M-M-R-vaxpro, etc). Leggiamo i dati aggiornati al 28/9/2019:

  • MMR (il nostrano MPR, ndr) – possiamo subito notare che quasi il 60% delle reazioni avverse segnalate, ops… scusate! sospette reazioni avverse, avviene tra i 2 mesi e i 2 anni di età, ovvero quando cominciano le vaccinazioni obbligatorie per legge a cui ci si sottopone volontariamente firmando un consenso informato… scusate non ce la faccio ma ormai lo sapete!
più di 18 mila casi di reazione avverse al MPR su 30 mila segnalazioni!

e che la maggior parte di questi “disordini” si presentano con una maggiore gravità nel sistema nervoso, l’intestino e con le dermatiti:

N° di casi per gravità

Ah, l’Italia, capofila della strategia vaccinale decisa negli USA nel 2014 e inaugurata nel 2017 col decreto Lorenzin, conquista la vetta della classifica con ben 9230 casi su 30.301 (dato al 28/9/2019), grosso modo un terzo di... sfortunate contingenze, tra il 41% ed il 60%. Ricordiamo sempre che il 60% interessa neonati e bambini tra i 2 mesi e i 2 anni di età.

I trend si ripetono nella sostanza per tutti i tipi di vaccino:

MEASLES, MUMPS AND RUBELLA VACCINE (LIVE)
MEASLES, MUMPS, RUBELLA AND VARICELLA VACCINE (LIVE)
MENINGOCOCCAL GROUP A, C, W135 AND Y CONJUGATE VACCINE
MENINGOCOCCAL GROUP B VACCINE

E purtroppo sono tutti in aumento e non lo deduco io per dare enfasi, ma lo si può verificare dai grafici, ce ne sono tanti e molto interessanti, presenti nel sito.

Autismo e intestino
Le strane le conclusioni dei medici del Gaslini che coincidono con le deduzioni di Wakefield.

Quindi tornando al nostro strano Dottore, pare che in un numero rilevante di casi si verifichino dei disordini gastrointestinali che si presentano contestualmente a disturbi psichici ed al sistema nervoso.

A questo punto mi si chiederà “Ma allora dove si evince questa correlazione tra Autismo e Vaccinazione?”. Qui le cose si fanno davvero interessanti perché pare che qualche altro “invasato” come me abbia monitorato quest’aspetto e da questa sua “fissazione” è saltato fuori che nel 2015 e 2016, nella banca dati europea di cui sopra, si monitoravano i casi di “Autismo” a seguito delle vaccinazioni sotto la classe “disordini del sistema nervoso”. Poi dal 2017 si monitorano i “disturbi dello spettro autistico” nella classe “disordini psichiatrici”. Di cosa stiamo parlando? Di semantica. Ovvero della differenza che passa tra la definizione che diede, all’inizio degli anni 40′, il Dott. Leo Kanner (1943) e gli studi più recenti, che hanno meglio definito e chiarito le caratteristiche e le problematiche legate all’autismo (più avanti vedremo un esempio pratico), di cui possiamo leggere un’interessantissimo contributo al seguente link:

Autismo o Encefalopatia Neurotossica Autoimmune?

dove, tra le altre cose, possiamo leggere:

“…Oltre ai frequenti sintomi gastrointestinali, i bambini con autismo spesso manifestano complesse anomalie biochimiche, metaboliche e immunologiche che una causa genetica primaria non può facilmente spiegare. L’asse intestino-cervello è centrale per alcune encefalopatie di origine extracranica, essendo l’encefalopatia epatica la migliore caratterizzata. Alcuni elementi comuni tra le caratteristiche cliniche dell’encefalopatia epatica e un fenotipo autistico sempre più comune (regressione dello sviluppo in un bambino precedentemente normale accompagnato da patologia gastrointestinale immuno-mediata) hanno portato all’ipotesi che possa esistere un analogo meccanismo di encefalopatia tossica in pazienti con insufficienza epatica e alcuni bambini con autismo. Le aberrazioni nella biochimica degli oppioidi sono comuni a queste due condizioni e l’evidenza suggerisce che i peptidi oppioidi possono essere tra i mediatori centrali delle rispettive sindromi…”

Dr Andrew J. Wakefield 

Al lettore più attento non potrà sfuggire il fatto che  in questo lavoro del nostro dottor strange non viene ipotizzata alcuna correlazione tra i vaccini e l’insorgenza della sindrome dello spettro autistico ma bensì tra i disturbi gastrointestinali e disturbi neurologici che spesso si mostrano nei bambini con autismo diagnosticato. E’ quanto meno curioso, no? Se fossi nei panni di un qualsiasi dottore, coscienzioso, inviterei ad approfondire questa ipotesi! Ed invece lo strano dottore è stato accusato e vessato in ogni modo. A questo punto mi vien da pensare che fosse andato fin troppo vicino, se non alla causa primaria almeno ad una delle cause principali che portano all’Autismo, e questo non è tollerabile da quelli che proprio in quel momento si apprestavano a lanciare sul mercato il vax-cocktail da loro stessi brevettato e sul quale si sarebbe basata la loro strategia di marketing vaccinale da li a poco fino ai decenni successivi, ovvero i nostri.

Ma questa storia è solo una fake-news e non ci sono dati che confermano questa ipotesi strampalata.

Infatti al 5/10/2019 per l’INFANRIX HEXA, su 23.955 segnalazioni di reazione avversa, trasmesse all’EudraVigilance, 20.523 (l’85,7%) riguardano i bambini tra 2 mesi e 2 anni di età e di questi “solo” 39 presentano disordini che ricadono nello spettro dell’autismo:

Correlazione spettro autistico e INFANRIX HEXA  

Ovvero solo lo 0.19% dei casi, solo per l’INFANRIX HEXA e solo in tutta Europa! che fortuna no? Beh, se la matematica non è un opinione vuol dire che ogni mille segnalazioni di reazione avversa, ne ricadono almeno 2 nello spettro autistico. Due bambini, due famiglie rovinate, che si sono immolate per la salvaguardia della salute pubblica firmando un consenso informato, altrimenti pena l’esclusione dall’asilo del figlio, minacce di multe, emarginazione sociale e Dio solo sa cos’altro. Poi, ovviamente, i numeri li si può presentare come si vuole alla bisogna, ma questi, credo, sono dati scientifici ufficiali ed inopinabili. Ufficiali… cioè riguardano solo i dati relativi alle segnalazioni ufficialmente operate online da operatori sanitari, pazienti e ditte farmaceutiche nell’ultimo anno, partendo a ritroso dalla data di aggiornamento e solo per l’infanrix hexa. Ricordiamo infine che EudraVigilance è un sistema di vigilanza passiva.

come dargli torto? fonte: {Informazione Libera}

Ma quanti casi in più ci sono, di famiglie che ormai convinte della bontà della prassi vaccinale, mai vanno a pensare che forse quella perdita di equilibrio, quel vomito di troppo, quella cacca anormale, quello sguardo assente, quel comportamento strano possono essere ricondotti ad una reazione avversa al vaccino somministrato poche ore prima, o anche il giorno prima? Se però ne prendono coscienza, perché semplicemente realizzano che, nei giorni precedenti la vaccinazione e il tempo intercorso da questa alla manifestazione dei primi segni di “stranezze”, il bambino/a stava benissimo sotto tutti i punti di vista, e ne parlano col pediatra o anche ai medici del PS, vengono pure derisi e se non peggio trattati in malo modo! Una vicenda molto simile è capitata a me anche se in un contesto diverso.

Quindi anche se è legittimo ipotizzare che tali dati siano sottostimati rispetto alla realtà – a tal riguardo invito a leggere l’articolo di Michele Nardella -, comunque, a prescindere da come la si voglia interpretare, pare che l’Autismo continui a figurare ufficialmente tra le reazioni avverse alle varie tipologie di vaccinazione e continua a presentarsi con un trend, purtroppo e anche in questo caso, in crescita! Con buona pace dei buriones di turno che si affannano a dichiarare che non esiste alcuna correlazione tra vaccinazione e autismo, a meno ché per costoro tali numeri (non bambini) siano talmente piccoli da potersi intendere come nulli rispetto alla maggioranza delle vaccinazioni effettuate. Amen.

Vuol dire che, con questo andazzo, in futuro saremo tutti dei “Gretini”, affetti da un qualche disturbo autistico spacciato per super-potere, che guideranno movimenti globali per questo o quell’altro problema, che ci auto-infliggiamo al fine di auto-sterminarci senza nessuna cognizione di causa.

E questa previsione non è così campata in aria come può sembrare. Nel 2050 un bimbo su due potrà essere autistico e non sono io a prevedere un tale scenario ma un certo Giulio Tarro, due volte candidato al Nobel per la Medicina e allievo di Albert Sabin, lo scienziato che scoprì il vaccino antipolio, il quale concorda nel dire che “Se non vengono presi drastici provvedimenti soprattutto sul fronte ambientale e alimentare, quindi se lo scenario non cambia, il trend è quello.

Ma la narrazione dominante è ancora questa: Vaccini, bambini e autismo: storia di una bufala. O questa:

Il vaccino mpr provoca l’autismo?

In cui tante persone, anche in buona fede, continuano a giustificare e sostenere un costrutto che si autoalimenta. Di cui tuttavia posso anche condividere certe argomentazioni, in quanto credo che i fattori che possano incidere in maniera più o meno indubitabile, come concausa nell’autismo vaccinale, sono di difficile comprovabilità. In fondo la famigerata “Biggefarma” è chiaro che nel produrre vaccini e i farmaci in generale faccia i propri interessi e in quanto tale debba anche curare la qualità del prodotto che vende, per cui sarebbe sciocco da un punto di vista di marketing immettere sul mercato un vaccino che non sia stato giudicato sufficientemente sicuro. In effetti i metodi per sperimentare l’efficacia e l’efficienza di un vaccino ci sono, però a volte sono impopolari e noialtri facciamo come gli struzzi. Vale la pena ricordare che prezzo ha il nostro cosiddetto stile di vita:

2017: Vaccinazioni sbagliate, strage di bimbi in Sud Sudan

i commenti dei buriones sui social

e porsi qualche domanda seria sul perché in Congo, paese con altissime coperture vaccinali per il morbillo, è in atto quella che i media riportano come la più grande epidemia al mondo di morbillo che purtroppo conta quattromila decessi di cui la maggior parte sono bambini… (probabilmente tra i due mesi e i due anni di età, ndr).

Il punto comunque è: quanto sicuro deve essere un vaccino per poter fare il suo ingresso sul mercato? …e ritorniamo di nuovo qui.

Concludendo, qualsiasi dubbio andrebbe fugato se non ci fosse la coercizione dell’obbligo vaccinale. Perché coloro che decidono di vaccinare lo fanno in piena libertà di scelta e consapevolezza o convinzione che sia, idem per chi non vaccina. Il timore che certe malattie ritornano, chissà da dove, per colpa dei non vaccinati è un falso problema, perché gli eventuali focolai sono facilmente controllabili (non come sta accadendo per il batterio killer New Delhi in Toscana e tralascio le sterili polemiche che si possono leggere in merito alla spesa pubblica “sprecata” per i non vaccinati per scelta, come asseriscono certi dubbi personaggi in rete) e i vaccinati in quanto tali non dovrebbero avere alcun timore.

È questa dunque la scienza?

Chi ha dubbi sulla pratica vaccinale così come oggi viene applicata per legge, chiede principio di precauzione su un farmaco biologico, che in diversi approfondimenti ha dimostrato avere dei profili di rischio concreti, e la “comunità scientifica” risponde con sdegno, scherno o peggio! Sinceramente, tutto questo ha molto a che vedere con l’oscurantismo, la superstizione e l’approccio fideistico. Molto, molto poco, anzi nulla a che vedere con l’approccio scientifico.

PS: Forse non tutti sanno che “ben il 90% della serotonina, l’ormone della felicità, viene prodotto dall’intestino!” ma sarà solo un caso il fatto che le vaccinazioni ci incasinano anche il sistema gastrointestinale fin dalla tenerà età, in fondo, a noi altri, a cosa serve la felicità?


Fonti:

BANCA DATI EUROPEA DELLE SEGNALAZIONI DI SOSPETTE REAZIONI AVVERSE AI FARMACI

VACCINI / IL MANUALE ANTI FAKE NEWS FIRMATO DAL VIROLOGO GIULIO TARRO

Big Pharma domina. Attenti ai metalli tossici

Istat, nel 2016 12mila nuovi nati in meno in Italia

Allarme demografia: nel 2016 rischiamo altri 20 mila nati in meno

Robert Kennedy jr.: il Governo (USA) nasconde le morti da vaccino

Le coperture vaccinali in Africa, paese per paese. In molti casi uguali a quelle italiane

Autismo, benefici da un nuovo mix di batteri intestinali

Un pensiero riguardo “L’autismo di Wakefield (parte 2)

  1. Accidenti, ben fatto. Inopinabile tesi quella che chiude l’articolo. Sbandierare questi dati dovrebbe indurre qualsiasi normodotato cerebrale a porsi qualche domanda. E, sicuramente, qualcuno in più c’è. Per gli altri, meglio non togliere loro la testa da sotto la sabbia.

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