La pattuglia

A cura di Giuliano Caropreso

Leggendo le notizie locali in merito al mondo della scuola mi soffermo su un titolo:

Niente di strano si penserebbe. Un normale titolo “ad effetto” acchiappa lettori si direbbe. Va bene… no, no non va bene secondo me. Non va bene per niente ed espongo qui le mie perplessità perché leggendo tutto l’articolo ho notato alcune cose che credo siano sintomatiche ormai del mondo malato in cui viviamo.

Cominciando dal titolo noto subito due termini: “Pattuglia” e “Boom”. Mi chiedo cosa possano centrare con il mondo della scuola due termini che evocano palesemente alla guerra, alla battaglia. Le due parole richiamano per forza a sentimenti belligeranti, ad uno stato emotivo conflittuale che predispone subito alla contrapposizione nei confronti di questi nove presidi che arriveranno per portare cosa? un nuovo ordine? e magari in assetto antisommossa? Per fortuna no, arriveranno piuttosto per alleggerire il carico di lavoro dei presidi preesistenti.

Perché usare questi termini allora? Una notizia del genere non poteva essere offerta diversamente? Quando ho letto pattuglia ho pensato: “Wao! e chi sono i Navy-seals?”

A quanto pare non sono stato l’unico a notare questa inopportuna dissonanza semantica perché nei commenti all’articolo leggo:

E qui non ho potuto fare a meno di notare che l’utente C (il “fan più attivo”) con fare garbato e pro-attivo al confronto civile risponde da vero “leone da tastiera” invitando (?) ad usare il dizionario d’italiano.

L’utente B: sembra aver “raccolto la sfida” (uso la frase intenzionalmente ndr) verificando su un dizionario d’italiano il significato della parola pattuglia che riporto di seguito:

pattùglia s. f. [dal fr. patrouille, der. di patrouiller (da un più ant. patouiller, der. di patte«zampa») «sguazzare nel fango; andare di pattuglia»]. – 1. Piccolo nucleo di militari o di forze dell’ordine incaricato di andare in giro per sorvegliare e mantenere l’ordine, o inviato in perlustrazione con il compito di osservare e di riferire:

definizione completa qui

Quindi un termine non solo derivato dai nostri simpatici vicini colonialisti ma che chiaramente allude ad un significato militaresco.

L’utente C ritiene, sempre nell’ambito del web-civil confronto, di esporre giustamente anche un’altra valenza del termine pattuglia che è esposto dall’autorevolissimo dizionario di lingua italiana del Corriere che in un estensione di significato può significare:

pattuglia [pat-tù-glia] s.f. (pl. -glie)
[…]
2 estens. Gruppetto di persone che hanno interessi comuni: p. di tifosi

definizione completa qui

Beh, siccome sono un pistino (che riconduce “allo stato primitivo un quadro“) non ho potuto fare a meno di notare che il Corriere (ma non solo vedi anche la Repubblica, Internazionale) ricorrono a dizionari che artatamente si confanno al significato giornalistico più idoneo da attribuire.

Ma allora comincio ad essere un po confuso. Chi è deputato a delineare il significato delle parole? chi ne segue e ne traccia l’etimologia? Mi sono riferito a tre pilastri della nostra amata lingua italiana:

  • L’Accademia della Crusca: Definiz: Guardia di soldati, che scorre per la città. Lat. cohors. Gr. σπεῖρα.
  • la Grazanti: 2. (non com.) piccolo gruppo di persone legate da un interesse comune: una pattuglia di tifosi scalmanati. (si evidenzia l’uso non comune, ndr)
  • L’UTET: su 144 risultati non sono riuscito a trovare l’identificazione di pattuglia in un “piccolo gruppo di persone” (ma potrebbe anche essermi sfuggito… se qualche volenteroso lettore trovasse il significato lo segnalasse nei commenti!). In ogni caso qui la pagina del VOL. XII Pag.860 – Da PATTOVITO a PATTUIRE  in pdf.

Queste ultime due di proprietà della De Agostini S.p.A. (sic!)

Non so voi ma dopo questa ricerca il significato di pattuglia come “piccolo gruppo di persone” etc… appare proprio come una forzatura ed in tal guisa lo si trova solo in ambito giornalistico.

Potrei concludere ponendovi un quesito:

Siamo portati a pensare che le guerre scaturiscano da una micidiale concatenazione di eventi politici unita all’indole bellicosa dell’essere umano? Se vi fa stare meglio continuate pure a crederlo, ma in tutta sincerità vi dico che le cose stanno diversamente.

La verità è che l’essere umano è bellicoso in quanto noialtri abbiamo deciso che debba esserlo…
La verità è che i padroni del mondo hanno statuito che una certa percentuale di esemplari umani debbano periodicamente sterminarsi a vicenda in combattimento. E’ bastato introdurre nella coscienza collettiva concetti astratti e divisivi quali patria, eroismo, valore, onore, nemico, straniero, confine, e via dicendo, il tutto connesso al mantenimento di uno stato di diffusa povertà, competitività e disoccupazione per garantire un costante livello di arruolamenti negli eserciti.

L’Allegra Compagnia degli Illuminati

Anche se il testo in citazione è ripreso da un programma satirico suona fin troppo bene in questa sinfonia di note stonate dove i termini perdono il loro significato originale per tramutarsi in strumenti di programmazione neurolinguistica tesi a farci vivere in un mondo che noi potremmo e siamo in grado di plasmare coi nostri pensieri, se solo fossero veramente i nostri, quelli dettati dal SE superiore e non dall’ego manipolabile e soggiogabile.

A riprova di ciò evidenzio sempre che nel suddetto articolo spicca e per due volte il termine “reggenza”. Al ché mi sono chiesto, ma questi presidi reggono? Nel senso di reggenza intendo… sono mica dei Re? E gli studenti sarebbero quindi i sudditi? Anche in questo caso, senza approfondirmi in ulteriori ricerche etimologiche, credo che il termine sia stato usato in modo strumentale ma non per esplicita volontà (almeno mi auguro) dalla giornalista che in questo sforzo letterario si prefigura come pedina del sistema che opera in modo automatico (come un automa ndr) in uno scenario che prevede solo conflitti e belligeranza tra gli individui prigionieri e schiavi inconsapevoli della loro individualità manipolata e circuita (voce 2). Se proprio non vogliamo usare il buon vecchio termine “Preside” preferiamo il più moderno (anche se subdolamente imposto ndr) “Dirigente scolastico”, sempre meglio di reggente!

Mi auguro ed invito a non usare nel nostro quotidiano terminologie inventate dai mass-media che altro non fanno che lobotomizzare il nostro pensiero. Non facciamoci fregare da questi subdoli tranelli semantici che poi finiamo col non pensare più autonomamente ma con un pensiero indotto da altri che crediamo genuinamente nostro.

Le parole sono importanti!

Palombella rossa – Le parole

Approfondimenti:

La puntata dal titolo: L’Allegra Compagnia degli Illuminati (link podcast qui), è incentrata sul tema dell’ironia intesa come strumento di resistenza e opposizione ai piani di chi ci vorrebbe tutti depressi, angosciati e incapaci di sviluppare un pensiero indipendente.

Un pensiero riguardo “La pattuglia

  1. Aggiungo anche che il termine “dirigente scolastico” è stato coniato ad hoc per fare cambiare, prima di tutto, la visione mentale di una scuola che si trasforma in azienda. Esattamente come la metamorfosi delle Unità Sanitarie Locali divenute Aziende Sanitarie Locali. “Profitto” al posto di “istruzione, cultura e salute”. E se la scuola o l’ospedale “non rende” allora è giusto chiuderlo. Così sarà l’opinione pubblica. Hegel non avrebbe potuto fare meglio

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