Prova di coraggio di un quindicenne

A cura di Andrea Pilati

No, tranquilli, non sto parlando di adolescenti italiani. I nostri “bambini” sono troppo impegnati a chattare, a farsi scarrozzare da mamma e papà per le vie della città, incapaci di muovere gambe e pedali per pochi chilometri, di trovare soluzioni a problemi, già preventivamente dissolti dagli zelanti genitori o dai premurosi nonni. Per atti di coraggio oltre queste misure occorre andare nei Paesi dell’Est Europa, in Polonia per esempio.

Anche qui è giunta la piaga dell’omosessualità LGBT che vuole un mondo di asessuati estremi, nel senso che il sesso è l’accessorio delle loro perversioni contro natura, adattato secondo circostanza, secondo il gusto del momento, come un gelato piace crema oggi e stracciatella domani.

Un mondo dove i valori non sono più riconosciuti tali, dove essere pedofili è un onore perché onorevole la trasgressione. Bene dice Marco Saba, nel video qui sotto, dove afferma che le banche, depositarie dei nostri “valori”, da una certa cifra in su accettano correntisti di ogni tipo, a prescindere dalla loro onorabilità (ma cos’è a questo punto?). E così che ci siamo trovati un Epstein, pedofilo seriale pluricondannato e ora dinanzi ad un giudizio più serio ed equo, cliente di una banca che, senza scrupoli, afferma che “ci portava clienti”. Una banca delle tante “too big to fail”. E curioso invece, come fa notare Saba, che se un dipendente d’azienda chiede un prestito o vuole fare un investimento, gli viene fatta la radiografia, gli si fanno firmare carte per l’anti mafia, l’anti riciclaggio, l’anti polio (tra poco, non mi stupirei… N.d.r.).

Ma i nostri quindicenni queste cose le by-passano, loro sono oltre, forse già nel baratro. Di molti ne sono certo, posso dirlo con quasi totale certezza ed un labile beneficio del dubbio, a vedere i loro occhi, ascoltare la loro musica, a sentire i loro discorsi, a vedere chi attirano, come e con chi si aggregano. A vedere i loro sguardi persi, vuoti, perennemente stanchi, poco colti, senza sprone interno a migliorarsi. Ma magari mi sbaglio e sarei felice di essere in fallo.

Ma di certo sarebbe molto difficile vederli di fronte ad un cordone di polizia, crocifisso alzato, ad affrontare, da soli l’avanzata eterofoba del gay pride polacco. Per poi essere allontanati, nientemeno che dalle forze ordine, che dell’ordine nemmeno hanno più il concetto, essendo l’omofilia sessuale un concetto di disordine. In un mondo equilibrato sarebbe dovuto accadere il contrario…

Loro, adolescenti, al massimo, si ergono a paladini in difesa del clima, emuli di una bambina semi autistica (ha la sindrome di Asperger ndr) da lei impietositi, ma comunque dai media supportati. I media sono oggi i loro genitori, a loro ed ai loro strumenti social si affidano e si fidano. Come burattini…

Vi consiglio di guardare invece le gesta di un ragazzino, vostro coetaneo, da emulare veramente. Ha quindici anni come voi. E chiedetevi: “sarei in grado di agire come lui?” La mia speranza è che la risposta sia “Sì”

NOTE:

vedi anche https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/polonia-15enne-sfida-gay-pride-con-un-crocifisso-ma-la-polizia-lo-allontana-video-127249/

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