Confusione e selezione umana

A cura di Andrea Pilati

Se sei arrivato fino a qui attratto dal titolo molto probabilmente qualche sospetto in merito lo hai recentemente avuto.

Più volte in questo sito abbiamo menzionato la metamorfosi della millenaria tecnica del “Divide et impera” trasformata in “Confunde et impera” e questo, oggi, è più che mai evidente e comprovato da fatti e avvenimenti.

A ragione di ciò propongo la lettura dell’articolo presente nel sito http://www.disinformazione.it che ha come argomento la manipolazione dei video tramite tecnologia basata sulla intelligenza artificiale e dal quale estrapolo quanto serve per proseguire sul filo del titolo.

Oggi vero e falso sono la stessa cosa,

talmente identici da non essere più distinguibili,

e anzi hanno finito per farsi intercambiabili.

Il tormentone estivo quest’anno non è una canzone di Mahamood, ma un’applicazione per il cellulare.
L’app che sta facendo letteralmente impazzire il cyberspazio, vip compresi, si chiama «FaceApp».
Una applicazione prodotta nel 2017 dalla società «Wireless Lab OOO» con sede a San Pietroburgo, fondata da un certo Yaroslav Goncharov.
Nel mondo sempre più persone la stanno usando e i numeri parlano da soli: «oltre 80 milioni di utenti attivi». Così almeno è quanto scritto nel sito ufficiale.
…il cuore e il cervello di «FaceApp»: potenti algoritmi di Intelligenza Artificiale! Avete letto bene, questa non è una normale applicazione, perché qui viaggiamo nel mondo dell’AI.
…Quello che differenzia la sua applicazione da tutte le altre è il fotorealismo!
In pochissimi secondi, con un clic è possibile modificare il volto: dall’acconciatura, al sesso, fino all’età, dove per quest’ultima (il filtro che ha spopolato sul web) è presente sia la funzione che invecchia che quella che ringiovanisce! Esistono ben 21 filtri diversi in grado di modificare le immagini, di cui alcuni solo nella versione a pagamento (3,99 euro per l’abbonamento mensile; 19,99 euro per quello annuale, 43,99 euro per sempre).
Fonte: https://disinformazione.it/2019/07/20/da-faceapp-a-deepfake/

E qui mi fermo per fare una considerazione: ma ha realmente necessità di vendere i propri filtri una società che, a sua volta, vende i dati dei suoi utenti senza poter essere interdetta? Basta leggere le clausole contrattuali per comprendere in quali mani andiamo a metterci.

FaceApp: termini e condizioni di uso. Praticamente possono fare di questi dati ed immagini quello che vogliono

Ricordiamoci che quando entriamo nel Web, nella Rete, diventiamo numeri, codici. A che pro, allora, mettere a pagamento un servizio che è a sua volta a servizio di altri acquirenti? Sarà forse per legittimarne l’esistenza? Nessuno mette in dubbio che una qualsiasi ditta viva di profitti, ma qui la questione è ben diversa. Sarà per caso uno specchietto per le allodole, lo stesso che gli istituti di credito usano quando dichiarano di essere in crisi mentre sono loro stessi ad avere la piena libertà di emettere tanto denaro quanto vogliono?

Sempre dal sito https://disinformazione.it/2019/07/20/da-faceapp-a-deepfake/ leggiamo un’altra considerazione, decisamente più inquietante

le immagini saranno utilizzate dalle reti neurali come addestramento dell’intelligenza artificiale al riconoscimento facciale, a fini commerciali o anche per altri scopi molto meno positivi. Vediamo quali…
Il sistema che sfrutta la tecnologia alla base delle reti neurali, migliora man mano che analizza volti, sicché più ne finiscono nel loro database e più il sistema diventerà bravo e perfetto nel creare volti «sintetici», volti finti che non esistono, ma così reali da non saperli distinguere.
Il riferimento va alle cosiddette «identità fasulle» che poi possono essere associate a profili social veri e propri!
Oggi è possibile creare un numero impensabile di utenti (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.), inventati ma assolutamente credibili e realistici, che possono poi influenzare l’opinione pubblica e pesare anche sulla politica…

Ricordiamo il caso di Cambridge analytica? Ricordo che siamo numeri e da tali siamo trattati, specialmente da Internet.

Sul caso “Cambridge Analytica leggiamo su Wired.it

L’azienda Cambridge Analytica avrebbe sfruttato i dati personali di oltre 50 milioni di utenti di Facebook al fine di targetizzare e ottimizzare al massimo la portata della propaganda politica di diverse campagne elettorali, compresa quella per l’elezione di Trump.
Fonte: https://www.wired.it/topic/cambridge-analytica/

E, sempre in materia di realtà modificata, un altro software riesce a cambiare i connotati di un soggetto presente in un video, quindi in animazione. Il progresso raggiunto è impressionante e fa pensare. Tanta mirabile tecnologia avanzata e ci muoviamo ancora a bielle e pistoni del 1860. Mah…

Ma guardiamo cosa è in grado di fare la tecnologia informatica basata sulla intelligenza artificiale:

In merito a questa tecnologia ecco cos’è accaduto al patron di FB…

A metà giugno 2019 Mark Zuckerberg è apparso in un breve video nel quale ha dichiarato: «Immaginatevi per un istante un uomo, con il controllo totale sui dati rubati a milioni di persone. Su tutti i loro segreti, le loro vite e il loro futuro.
Si deve tutto a Spectre.
Spectre mi ha fatto capire che, chi controlla i dati controlla il futuro».
Per il video cliccare sull’immagine, oppure seguire la url : https://www.instagram.com/p/ByaVigGFP2U/?utm_source=ig_embed
Parole simili, messe in bocca a chi detiene realmente i dati di miliardi di persone, sono agghiaccianti!
La smentita ufficiale è uscita subito dopo, perché Zuckerberg non ha mai pronunciato quel discorso: era un Deepfake ben fatto e indistinguibile.
Fonte: https://disinformazione.it/2019/07/20/da-faceapp-a-deepfake/

Ma il web non è solo questo, è molto di più. Questo è quello che ci è permesso di vedere. Il resto è molto, molto di più più profondo, come profondo è l’abisso infernale che porta Dante nella piena oscurità ma che, se ci si addentra senza guida interna, senza addestramento, si viene coinvolti e la propria vita rischia di essere distrutta.

Queste sono le proporzioni del Web che non conosciamo. Riflette esattamente quanto poco conosciamo dei nostri abissi interni, dove agisce la nostra parte oscura, foriera di malanni, disagi, malattie e sofferenze.

Ma tutto ciò ha un risvolto positivo, come sempre. La mia speranza è che tutto ciò acceleri in modo esponenziale, che questa confusione sia sempre più esplicita, che non si riesca più a distinguere il reale dal falso e che si entri sempre più in un mondo “di plastica” al punto che per riconoscersi per strada sia necessario un esame biometrico in tempo reale. Come previsto dai creatori di “Gattaca, la porta dell’Universo”. (Vedi anche questo articolo https://traterraecielo.live/2018/07/18/oro-tra-i-capelli/)

In un tale contesto solo coloro che saranno riusciti a mantenersi svegli e con gli occhi aperti, e non solo quelli fisici, saranno in grado di sapere dove andare, chi frequentare e, soprattutto, chi evitare. E l’umanità, a quel punto, si troverò divisa in chi potrà scegliere con Coscienza e coloro i quali vagheranno come ciechi accompagnati da automi, non più in grado di vivere una vita degna di essere vissuta. E se, a quel punto, passasse un’arca di salvataggio essa raccoglierà solo coloro in grado di vederla. Lavoriamo per i nostri occhi, responsabili delle nostre scelte; lavoriamo per purificare le nostre intenzioni e nulla di male ci potrà accadere. E arriveremo a Casa puliti…

2 pensieri riguardo “Confusione e selezione umana

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