Cominciamo a zittire il cuore. Il prossimo passo?

iWatch contro il cuore.png

Questo il titolo di apertura dell’articolo apparso su Repubblica.it che sponsorizza i prossimi dispositivi indossabili (prodromi di quelli iniettabili), parto della nuova tecnologia fatta “per il nostro bene”. Come per il nostro bene saranno le sementi OGM contenenti già i vaccini adatti per noi, e solo per noi; ma per Loro? Mah, non ci è dato sapere…

La notizia, appena entrata dalla finestra di Overton e passata sotto il profilo sanitario, preannuncia una abitudine, che diverrà consuetudine; il sentire ridondante questi proclami porta, le menti abituate al nulla, all’assuefazione ed alla successiva accettazione, di qualsiasi cosa venga proposta loro, anche se paradossale oltre che dannosa. Paradossale perché il doversi dotare di cardiofrequenzimetro da polso per controllare qualcosa che è dentro noi dalla nascita ha essenzialmente dell’assurdo. Significa bypassare le percezioni basilari del nostro sistema nervoso che diverrà sempre più atrofizzato ed ipodotato. Un po’ come il fumatore dipendente dalla sigaretta, incapace ormai di sentire i suoi bronchi bruciare e, piano, piano, spegnersi.

Altra interessante caratteristica di questi dispositivi non è solo il rilevamento del battito ma la spiegazione medico-scientifica dell’anomalia riscontrata. In questo caso, se vedessimo apparire sul display una frase del genere, come mostrato in figura, non saremmo per caso “un pochino” intimoriti? Cos’altro può fare la Paura se non aprire le porte alla malattia? Sì signori, avete capito bene; siamo di fronte ad un dispositivo pre-diagnostico molto più efficace ed efficiente di una struttura ospedaliera. Con il vantaggio che il peso economico delle strutture, fisse o mobili di diagnosi precoce, verrebbero ridotte e, nel futuro, azzerate. E, così, i costi non ricadrebbero più sulla sanità statale ma se ne farebbe carico direttamente il cliente… ops, volevo dire “paziente”. E che costi.

Geniale, veramente geniale questo inutile giocattolo; ovvero utile solo a ciò che realmente serve: un dispositivo crea-malati.

Questa è la strada tracciata, questo il prodotto del nostro accettare. E ci fanno credere che sia “progresso”. Ma siamo ancora in grado di sentire? Non di udire, di sentire, percepire? Siamo in grado di utilizzare le nostre capacità mnemoniche, intellettive, intuitive, sensoriali, sentimentali? Siamo ancora in grado di definirci “Esseri umani”?

Se pensiamo troppo e sentiamo poco allora significa che stiamo perdendo l’Anima.

Nel 1940, circa, un individuo ci mostrava quello che stavamo perdendo ed insegnava quello che  dovremmo diventare, quello che siamo dimenticati di essere. E non indossava di certo un iWatch:

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