Fratellanza Bianca Universale. Un pensiero sul concetto di “famiglia”

Pensiero di lunedì 18 marzo 2019

I genitori devono prendere coscienza delle proprie responsabilità. Non hanno il diritto di invitare un’anima a incarnarsi nella propria famiglia se non sono in grado di mostrarsi all’altezza del loro compito. Mettere al mondo dei figli non è unicamente una questione personale, privata, poiché da quell’atto dipende ogni volta l’avvenire dell’umanità.

Ecco perché non è l’educazione dei figli che innanzi tutto mi preoccupa, bensì quella dei genitori. Vorrei far comprendere loro che mettere al mondo dei figli non deve limitarsi a dare sfogo a un atavico istinto di procreazione. Questo istinto esiste in ognuno, certo, e non può essere estirpato, ma deve essere compreso in modo più consapevole e più spirituale. A differenza dell’animale, il quale non fa altro che riprodursi, l’uomo ha la possibilità di realizzare un vero atto di creazione, ma a condizione di farvi partecipare il proprio pensiero, la propria anima e il proprio spirito. Essendo ogni creazione il prodotto del suo creatore, i creatori possono e devono migliorarsi, affinché le loro creazioni li superino.


Pensiero di domenica 17 febbraio 2019

Per giustificarsi di non poter resistere alle tentazioni, gli esseri umani ripetono che “la carne è debole”. No, in realtà la carne, ossia il corpo, è neutro; esso non è che l’intermediario attraverso il quale realizziamo i nostri pensieri, i nostri sentimenti e i nostri desideri. Non solo non ci obbliga a commettere errori o eccessi, ma grazie a esso noi possiamo intraprendere opere magnifiche; il corpo fisico è anche il migliore strumento per la nostra evoluzione. L’Intelligenza cosmica ha posto in esso tutti gli strumenti di cui noi abbiamo bisogno per vibrare all’unisono con l’ordine e con l’armonia celesti.

Esistono templi, chiese, cattedrali, e sono tutti luoghi consacrati per farne dimore della Divinità. Tuttavia, nessun edificio sacro può paragonarsi a un corpo umano purificato, illuminato, santificato. È il corpo che deve diventare un tempio; ma quanto tempo occorrerà ancora prima che gli esseri umani ne accettino almeno l’idea? Mettendo continuamente il loro corpo al servizio delle proprie bramosie, essi ne fanno un covo di animali, e chi verrà ad abitare lì non sarà certo il Signore, ma delle entità inferiori, degli indesiderabili che apprezzano molto quella compagnia.

Tratto dagli scritti di Omraam Mikhaël Aïvanhov

Tratto dal libro “Il mondo dentro – Per cambiare il mondo fuori”

Scrive Carl Gustav Jung:

“Non c’è presa di Coscienza senza sofferenza. La gente arriva a fare cose assurde piuttosto che confrontarsi con la propria Coscienza.Per arrivare all’illuminazione non occorre immaginare figure di Luce ma portare alla Coscienza le oscurità interiori. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

La famiglia.

Dobbiamo fare un distinguo: di quale famiglia vogliamo parlare? Di quel crogiolo di altri esseri umani destinati a diventare persone, o maschere, che trasmettono a loro volta i caratteri ereditari dei padri (e dalle madri) perpetuandone gli errori ereditati, con le loro predisposizioni a malattie di un certo tipo, i loro atteggiamenti e modi di porsi nel bene (poco) e nel male (tanto)? Oppure vogliamo parlare di quella famiglia che porta avanti le “tradizioni” come fossero eredità inscindibili da trasmettere ai nipoti? Un esempio tra tutti le famiglie di Case Reali o quelle di dinastie di particolari élite con i loro protocolli e le loro etichette che nulla hanno a che vedere con lʼetica.

Non è monotono tutto ciò? Non porta forse ad un ridon- dante appiattimento? La molteplicità dei talenti, contenuti in ogni singolo indivi- duo, rende lo stesso unico nel suo genere, portatore di una caratteristica eccellente da mettere a frutto per il bene e lʼevoluzione di tutti gli individui. Ogni individuo serve al suo simile e viceversa.

La Creazione ci può apparire come lʼesplosione di un puzzle di miliardi di tessere, ognuna con le sue caratteristiche, ognuna che porta in sé un frammento del Tutto, e facente parte dello stesso quadro, che non può esistere senza lʼal- tra tessera con la quale si incastra perfettamente e che solo lʼunione di tutte ricompone il soggetto iniziale prima del Big Bang.

Ma bisogna che ogni tessera riconosca di essere tale e non fingere di essere altro rifiutando di incastrarsi nel di- segno Divino per i dogmi ed i falsi preconcetti dellʼEgo che ci vuole tenere stretti alla staticità delle sue catene ed alle sue noiose, monotone, tradizioni. Quindi, per evolvere, dobbiamo toglierci i lucchetti, non cʼè altra soluzione. E i primi lucchetti da aprire sono quelli tenuti insieme dalla efficace arma della Paura, arma che il nostro Ego utilizza per immobilizzarci.

E finiamo con La Grande Anima


gandhi1“La donna deve immedesimarsi sul fatto che il carattere del nascituro dipenderà interamente dalla sua condotta, dalla vita che farà durante questo sacro periodo. Se ella non accoglie in se che pensieri d’amore per tutto quanto v’è di nobile e di buono, il suo bambino manifesterà le stesse tendenze; se, invece, si lascia trascinare dalla collera e ad altre cattive passioni, il bimbo le erediterà inevitabilmente. Perciò durante i nove mesi di gravidanza, ella deve dedicarsi costantemente ad opere buone, liberarsi da ogni angustia e timore, non ammettere pensieri o sentimenti cattivi, togliere dalla sua vita tutto ciò che non è verità profonda e non perdere un momento solo in parole oziose o in opere vane. Come è possibile che il figlio nato da una tal madre non sia nobile e forte?

S’intende che la donna incinta deve mantenere il corpo puro come la mente, respirando aria fresca e libera in gran copia, mangiando cibi semplici e sani, e anche di questi solo quel tanto che può digerire con facilità. Se segue i consigli non avrà alcun bisogno di ricorrere ai medici”.

Mohandas Karamchand Gandhi (1869-1948)

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