Trovato morto Babbo Natale!

Siamo già alla metà di dicembre e sono già avvenuti due eventi luttuosi: Corinaldo, discoteca “Lanterna azzurra”, in attesa dalla star del momento, tale “Sfera Ebbasta” e Strasburgo, con il solito grido di “Allah akbar!” e con il solito militante ISIS, come solito ucciso; e quando si tratta di ISIS non può mancare l’immancabile Rita Katz dell’immancabile SITE, il gruppo che monitora il radicalismo islamico sul web.

In particolare, a riguardo dell’Italia, http://www.ansamed.info riporta le parole di Rita Katz:

Rita Katz.png
Rita Katz

Non dimentichiamoci che le loro pubblicazioni e i loro messaggi parlano sempre dell’Italia sottolineando che ‘Roma è il nostro occhio’. In quasi in tutti i messaggi precedenti dei leader di Al Qaida e Isis

Fonte: www.ansamed.info

Non pare suonare come un avvertimento all’attuale governo italiano? Come un “…Se per caso vi viene in mente di fare di testa vostra, sappiate che è un attimo farvi ripiombare agli anni di piombo!”. Ma forse mi sbaglio, forse il Natale farà Luce e sbaraglierà le tenebre.

A dire il vero anche il sole ogni giorno illumina le strade, i viali, le case… Ma queste ultime hanno spesso le finestre chiuse dal nostro egoismo, dal nostro egocentrismo. Basterebbe aprire le imposte della nostra mente, per permettere alla Luce di entrare e fare in modo che ci porti chiarezza là, dove regna il buio, e ci sorprenda bambini rannicchiati all’angolo, le mani sugli occhi, tremanti, impauriti… Come sempre, da anni. Da quando ci è stata chiusa la facoltà di guardare con altri occhi, non fisici, percezioni sottili al di là dell’immagine, vediamo una realtà consigliata dai sensi degli altri che, credendosi adulti, hanno pensato di educarci come anche essi stessi sono stati a loro volta educati. Ma meglio dire “istruiti”, come dei computer.

E ci hanno riprogrammato anche per la organizzazione giornaliera, mensile, annuale. E tra poco arriverà l’immancabile “Natale”, sempre il solito, con le solite lucine, i soliti shopping, le solite frenesie, i soliti progetti, i soliti litigi per diventare poi più buoni il 24 a mezzanotte, le solite attese del San Silvestro, in attesa dei soliti aumenti di prezzi del solito Capodanno, per iniziare l’anno con i soliti discorsi e la solita, immancabile, bassa frequenza.

Ma non siamo ancora stanchi? Non siamo ancora stanchi di dover cambiare a forza di choc? Quanti attentati dovremmo ancora subire, quante vessazioni, quanti sfratti ed esecuzioni immobiliari, quante incomprensioni, quante azioni coercitive “per legge”…?

È quasi Natale; siamo pronti per l’ennesima menzogna da propinare ai nostri ignari pargoli, in attesa festosa sotto l’albero, di quei doni che altro non sono che i primi anelli di una lunga catena che ci terrà legati per tutta la vita ad oggetti che ci possederanno?

Ed i genitori diranno al bimbo di diciotto anni “…Tieni”. E lui terrà forte l’oggetto, e da qui in poi soffrirà per lasciarlo.

Le favole sono altro… e altro è il loro fine.

E quindi, cosa regalare a Natale? E perché poi regalare qualcosa proprio a Natale? Ma insomma, CHI È ‘sto “Babbo Natale”?
Santa Klaus altro non è che la trasposizione di “San Nicola”, un santo di origini turche, niente meno, nato intorno al 280 d.C. Le origini della leggenda che lo vuole come dispensatore di doni per bambini è incerta ma certo è l’uso che si è fatto di colui che vestiva le vesti di un santo.

Scrive Wikipedia:

Il primo personaggio è san Nicola di Myra, un vescovo cristiano del IV secolo. Myra era una città della Licia, una provincia dell’Impero bizantino che si trova nell’attuale Turchia.In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia ed in alcune parti d’Italia) viene ancora rappresentato con abiti vescovili. Le Reliquie di san Nicola furono in parte traslate a Bari, narra una leggenda da alcuni pescatori, ma in realtà furono dei mercanti a trafugarle da Myra nel 1087 e per ospitarle fu costruita una basilica, poggiando le fondamenta su una preesistente struttura, nell’anno stesso. Il luogo, la basilica di san Nicola di Bari, è da allora meta di pellegrinaggi fra i fedeli. Parte delle Sante Reliquie, rimaste a Myra, furono in seguito rinvenute dai veneziani e traslate nella chiesa ed abbazia di san Nicolò a Lido di Venezia, l’omero sinistro si trova tuttora quasi integro a Rimini ed altre ossa sono sparse per l’Europa.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale

Tralascio gli aspetti distorti del marketing spinto d’oltre oceano, che lo hanno dipinto come un vecchio bulimico trainato da esauste renne.

San Nicola al concilio di Nicea.jpg
San Nicola al Concilio di Nicea, Giovanni Gasparro (alcune delle opere di Gasparro alla pagina https://traterraecielo.live/arte/)

Per l’esattezza, il santo non era poi quello stinco di santo che alberga nel nostro immaginario, dipinto da anni di fuorviante catechismo. Il vescovo Nicola fu quello che colpì il collega vescovo Ario al concilio di Nicea del 325 d. C.

Secondo un racconto in odore di leggenda si dice:

Ancor più nota a livello popolare è la leggenda dello schiaffo ad Ario, legata all’usanza dei pittori di raffigurare agli angoli in alto il Cristo e la Vergine in atto di dare l’uno il vangelo l’altra la stola. Secondo questa leggenda Nicola, acceso di santo zelo, udendo le bestemmie di Ario che si ostinava a negare la divinità di Cristo, levò la destra e gli diede uno schiaffo.

Fonte: www.santiebeati.it

Altra fonte: it.aleteia.org

Bene, spero di avere fatto un po’ di chiarezza sulla figura di colui che andremo ad incontrare il 25 dicembre… Come? Gesù? Perché, anche lui si festeggia lo stesso giorno?

Ma i bimbi attendono festosi il più materiale Babbo Natale; lo preferiscono di certo all’ascetico Gesù Cristo, portatore di croci e sofferenze. Per lui ci sarà tempo, più avanti, quando la giocosità del bambino verrà spenta e sostituita dalla invecchiante seriosità della sofferente figura del Cristo, vittima di tradimenti e spine.

A meno di eventuali eventi straordinari dell’ultimo momento…

babbonatale catturato dall'ISIS.jpg

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