Come ti spezzo le gambe ad uno Stato; il futuro della Sanità italiana

Riporto alcune parti di questa eloquente quanto profetica lettera inviata da Assomed, sindacato dei medici e dirigenti italiano, al quotidiano online “Quotidiano Sanità” . La versione integrale la trovate al link della rubrica  “lettere al direttore”. Alcune parti di questa lettera mi permetterò di commentarle alla luce di altre notizie e considerazioni, con l’intenzione di rendere chiari anche altri aspetti non considerati.


Nessun complotto, solo marketing: il Ssn sarà gestito dal privato

Già la frase del titolo in sé denota il taglio e la visione, per mio conto, palesemente distorta di ciò che significa il termine “curare”.

12 OTT – Gentile Direttore,
Esiste una strategia per portare la sanità dal pubblico al privato? Forse non esiste questo disegno cosciente, ma credo che il passaggio della gestione della salute dal pubblico al privato avverrà ed in parte stia già avvenendo. Analizziamo allora il calcolo che un buon investitore può fare vedendo il mondo della sanità.

“Investitore, calcolo, mondo della sanità…”

Libro "La mangiatoia".JPG
Libro su l’affare “Sanità italiana”

Ricordo le parole del primo premier non eletto al governo italiano, un tecnocrate venuto da Bruxelles con cattedra alla Bocconi di Milano, il sig. Mario Monti, che affermava come la sanità italiana fosse una florida industria dal punto di vista dei fatturati. Stride il rapporto tra la parola investitoresalute. Quale parametro potrebbe essere utilizzato per definire guadagno quello che si può ricavare dalla cura delle malattie?
 
1) La gente chiede più salute e più assistenza, anche quella non sempre necessaria, anche quella dovuta alle mode (vedi l’omeopatia)

L’omeopatia non è una moda, il servizio sanitario tedesco la rimborsa come qualsiasi altra cura allopatica (e non solo “L’omeopatia viene parzialmente rimborsata in Francia, è coperta dalle assicurazioni in Germania e Svizzera. In Gran Bretagna, solo in ospedale). Essendo nata in Germania forse un occhio di riguardo in più ed una visione più intelligente ce l’hanno.

2) La ricerca del benessere è un’ossessione non solo più nostra ma anche delle nuove società emergenti

Passare come “ossessione” il diritto a stare bene non suona forse come una pretesa, o peggio, come un capriccio?

In altre parole vi è un mercato florido ed in costante crescita su un tema, quello della salute, dove, stante il bisogno, il cittadino difficilmente può non pagare. 

E su questa considerazione possiamo porci l’opportuna domanda: ma perché le Case farmaceutiche non possono essere di Stato? Se per una Casa farmaceutica privata il paziente è sempre meglio ammalarlo un po’ perché sia un cliente fedele, per lo Stato il suo malessere diventa un peso per cui ci sarebbe tutta la convenienza a mantenere la popolazione il più possibile sana. Con i relativi, positivi, risvolti… E forse è questo a dare fastidio?
 
Studi internazionali dimostrano come il benessere di un popolo si misura dalla qualità ed universalità dell’accesso alle cure. Uno stato in crisi diminuisce questi diritti.

Basta anche vedere quello che accade in Grecia, “il miglior successo dell’Euro…” secondo il vate ispiratore, signor Mario Monti. Ma a vedere QUI non sembra proprio un successo.

Monti, Grecia successo dell'euro.jpg

 

Si apre il mercato delle assicurazioni anche se solo per alcuni.  
Sono comparse forme assicurative che per alcune prestazioni (diagnostica, visite, ortodonzia) si appoggiano alle strutture private per abbassare i costi, omettendo di comunicare agli assicurati che riceveranno cure sempre più scadenti o spesso inutili. 

E dove non arrivano gli speculatori arrivano gli avvoltoi…

“Si taglia, si deve tagliare”

Scuola senza insegnanti o carta igienica nei bagni, forze dell’ordine che chiudono postazioni comunali o non hanno la benzina per le auto, comuni che assoldano le pecore per tagliare l’erba dei parchi, ospedali vecchi e cadenti, senza medici e con apparecchiature obsolete. 

Nessun complottismo, figuriamoci. È la crisi…
 
Ma il domani può essere anche molto peggiore. Temo sarà molto peggiore.
Ma perché gli investitori privati stanno investendo milioni di euro per aprire strutture enormi, oggi non remunerative visto che i pazienti sono curati meglio e gratis nel pubblico? Perché chi ha investito deve essere pronto nel momento in cui (tra poco) ci sarà bisogno di lui. Ha fatto i calcoli, delle proiezioni e sa che investendo in sanità avrà maggiori guadagni che investendo in centri commerciali, anche perché, mi si permetta l’ironia, il centro commerciale chiuderà la domenica e l’ospedale no!

Scusi Signor Francesco ma non le viene in mente che se una multinazionale investe lo fa a ragion veduta? L’investimento di milioni riguarda un obbiettivo da raggiungere, a tutti i costi. A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, quindi nessuno mi vieta di pensare che per raggiungere quegli scopi sono stati previsti soprattuto gli acquisti delle “infrastrutture” ovvero i politici locali, i corsi di aggiornamento per i medici, i meeting aziendali con governanti nazionali (veda il recente incontro in Parlamento tra la GSK e gli esponenti del governo italiano), sono stati stipulati accordi con le assicurazioni, e via di seguito… Le multinazionali inoltre sovvenzionano o meno gli atenei a loro graditi, come in passato è accaduto oltre Oceano con l’istituzione dell’A.M.A. (American Medical Association) nel 1847 (dal libro “Vaccinazioni” di Marcello Pamio pag. 13, ed. UnoEditori)
 
Sono anni che denunciamo che il numero di specializzandi da formare è insufficiente, e già oggi non si trovano alcuni specialisti in sempre più ampie aree del paese. Con la gobba demografica al picco e la età pensionabile a 62 anni le corsie si vuoteranno ed oggi non abbiamo specialisti per riempirle.

È sempre “la crisi, sempre la crisi…”. Già…

C’è un disegno dietro tutto questo? Non credo.

cepus-dei-citro.jpgMacché, figuriamoci… Ma domandiamoci: chi sovvenziona le Università, chi sono i privati? Saranno per caso le industrie farmaceutiche? Quali Atenei beneficiano di maggiori sovvenzioni da parte dello Stato? Perché sempre dallo Stato quelli privati ne ricevono 10 volte di più quelle pubbliche (Consiglio la lettura del libro – inchiesta “CEPUS DEI” del Dott. Massimo Citro e l’avvocato Michele Bonetti)


 

Lettera firmata da Francesco Medici, Consiglio Nazionale Anaao Assomed, ed estrapolata dal sito https://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=66638

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