Perché l’uomo inquina

Scorrendo le notizie mi sono imbattuto sul video della conferenza che il ricercatore Stefano Montanari ha recentemente tenuto a Pomezia (Roma), il 19 maggio scorso, dal titolo: “NANOPARTICELLE, AMBIENTE E SALUTE: MORIRE DI POLVERI“.

Lo trovate qui:

Montanari accenna al fatto che l’unico animale sul pianeta che inquina è l’uomo e questo mi ha fatto nascere una riflessione che voglio condividere. Mi permetto quindi di aggiungere che l’uomo inquina perché è inquinante ciò che porta dentro.

Ora, con questa affermazione penso che chi abitualmente legge i miei interventi possa etichettarmi come monotono psicomane, ma alla luce dei fatti il movente è SEMPRE localizzato dentro di noi mentre l’esterno ne è l’estensione.

Montanari menziona che gli inquinanti prodotti da un inceneritore sono altamente tossici; lo stesso procedimento di incenerimento porta in sé l’effetto collaterale di liberare in aria elementi ben conosciuti da chi gli inceneritori li progetta. Eppure vengono continuamente caldeggiati come l’unica soluzione praticabile per risolvere l’annoso problema dei rifiuti. Mentre la soluzione sarebbe non produrli. Ma il non produrli porta con sé il fatto di non spendere enormi risorse economiche, a vantaggio dei soliti egoisti con l’hobby per il lucro. Cioè tutti noi.

Sì, perché fino a quando non si consapevolizza il fatto che tutto il fuori è come il dentro, così come in alto così in basso, procederemo sempre nella direzione del “mors tua vita mea”. In tutti i contesti, dal sociale fino al famigliare, in un gorgogliante mulinello che assorbe le energie umane di chi ci gravita intorno, alla stregua di un buco nero che ingloba stelle e pianeti con una forza attrattiva tale che nemmeno la luce riesce a sfuggirgli. E questo indica che la Luce in fondo è legata alla gravità ed al magnetismo essendo essa emanazione elettromagnetica. Con questa consapevolezza possiamo affermare che attraiamo quello che siamo e produciamo quello che siamo. La nostra realtà.

Non dobbiamo poi stupirci se anche tutti i prodotti scaturiti dalla nostre menti portano in sé un danno collaterale in misura più o meno importante.

Pensiamo per esempio allo sfruttamento dell’energia atomica tramite fissione nucleare, alla ampiamente dimostrata sconvenienza nel suo utilizzo visto che per produrre il plutonio necessario come combustibile occorre più energia di quella prodotta dal ciclo vitale del combustibile stesso. E allora perché le ricerche alternative vengono come sempre boicottate, come per esempio quella di Francesco Celani sulla fusione fredda o quella di Domenico Tanfoglio, inventore del “pirodistilgasogeno”, un macchinario in grado scomporre i rifiuti di qualsiasi tipo e produrre carburanti?

Oltre duemila persone hanno voluto toccare con mano il PDG (PiroDistilGasogeno) che contiene il cuore del brevetto internazionale ed unico al mondo per trasformare i rifiuti organici nei tre prodotti per produrre energia: carbone, petrolio e gas.
Ma non solo! Con piccoli accorgimenti può pulire l’ambiente, l’aria, e trasformare i rifiuti dei mari e degli oceani in acqua potabile. Pazzesco! E il suo inventore è un abitante di Montichiari, considerata la “Pattumiera d’Europa”!!!

citazione da: http://www.ilmioprimoministro.it/il-pirodistilgasogeno-mangia-rifiuti-e-fornisce-biocarburanti/

Questa l’intervista che ha presentato nel 2017 il macchinario bresciano:

Ora però torniamo dentro noi, ai nostri moventi.

sigaretta.jpgSi fa un gran parlare di inquinamento ma quello del quale ci accorgiamo è sempre quello su larga scala: le isole di plastica in mare, i spaventosi accumuli di rifiuti nelle zone degradate del pianeta, le emissioni di CO2 dagli impianti di riscaldamento e dalle autovetture… Ma anche buttare una sigaretta a terra ne è l’esatto equivalente in piccola scala poiché scaturisce dalla stessa genesi: la mancanza di rispetto verso di sé. Anche la maldicenza, il male-dire, inquina l’aria, la ammorba di energie dense.

Il mondo esterno è la copia di quello interno, ne è il suo parto, non mi stancherò di dirlo.

E a cosa porta l’inquinamento se non a generare a sua volta malattie?

Chi vive in siti contaminati si ammala e muore di più: studio conferma le ipotesi

La logica già portava in quella direzione da un pezzo; ma con il nuovo studio “Sentieri” è arrivata una ulteriore conferma. Chi abita in siti contaminati ha un rischio di morte più alto del 4-5% e un aumento di tumori maligni, con un eccesso di incidenza del 62% per i sarcomi dei tessuti molli e del 50% per i linfomi Non-Hodgkin.

continua su: coscienzeinrete.net

 

Non ci vuole molto a capire che ogni gesto irrispettoso, ogni parola volgare altro non è che il segno di un disprezzo che nasce da dentro, quasi uno sfogo rabbioso che manifesta una incapacità nel raffinarsi, a migliorarsi e divenire più preziosi, pregiati individui degni di mostrare, senza vanità, i propri valori affinché essi siano semi sparsi con l’esempio, senza protervia e arroganza per il bene di chi li riceve ed a sua volta risemina. Il bene genera abbondanza, il male degenera in aridità.

Prima di parlare di inquinamento quindi iniziamo a pulire casa nostra; il resto verrà da sé

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