Uccidere aumenta il PIL

A cura di Andrea Pilati

Tra le belle notizie delle quali va orgoglioso il Sistema come non menzionare quella della produzione, commercializzazione ed utilizzo di armi. Per la pace si intende; sia mai che qualcuno pensi male e creda vengano usate per equipaggiare terroristi, jihadisti e mercenari vari.

Ed ecco che appare nella pagina “Economia&Finanza” della versione online del quotidiano La Repubblica il seguente articolo:

Asia e Medio Oriente hanno fame di armi: affari in crescita. Beretta si insedia in Qatar

(applauso n.d.r.)

I dati del Sipri di Stoccolma: anche l’Italia nella top ten dei Paesi esportatori, la quota di mercato sale al 2,5 per cento nell’ultimo quinquennio. L’azienda bresciana sigla una joint venture con la Difesa qatariota per fornire tecnologia e armamenti portatili leggeri

Fonte: www.repubblica.it

Notare come il redattore dell’articolo punti l’attenzione sulla Difesa. Lo stesso Ministero della Difesa italiano, a nome dell’allora Ministro Mario Mauro, che 5 anni fa ha approvato l’acquisto dei tanto decantati F-35 con lo slogan divenuto famoso “per amare la pace bisogna armare la pace”: prodotti a Cameri sono gli aerei più criticati, un mix di altissimi costi (quasi 200 milioni di euro l’uno) e malfunzionamenti di ogni tipo. Ma da qualche parte ‘sti soldi in più andavano spesi, no? O forse andavano spesi proprio perché soldi “in più”? 

Al pari dei medicinali anche le industrie delle armi stanno in piedi fino quando possono piazzare il loro sfacciato prodotto a chi fa loro richiesta, ma per farlo occorre creare un pretesto. Niente paura, per quello basta pagare le persone giuste, creare un presupposto perché venga accettato dall’opinione pubblica et voilà, il conflitto è servito. Visto che, come menzionato prima, in tutto questo contesto c’entrano i flussi di denaro, come non menzionare anche gli istituti finanziari adatti allo scopo? Ricordo che per fermare un qualsiasi conflitto basterebbe che si innescasse un boicottaggio. Per questo motivo le multinazionali spingono sul rendere operativi i robot in qualsiasi contesto produttivo.

EXPORT DEFINITIVO DI ARMI: LE OPERAZIONI BANCARIE 2016

GRUPPI BANCARI IMPORTI SEGNALATI 2016 IMPORTI ACCESSORI SEGNALATI 2016 TOTALE IMPORTI % SUL TOTALE DEGLI IMPORTI
Gruppo Unicredit
(Unicredit spa, Unicredit Bank Ag, Unicredit factoring spa)
1.298.330.709,55 866.897.980,06 2.165.228.689,61 30,02%
Deutsche Bank e Deutsche Bank Ag 797.616.232,92 376.409.706,98 1.174.025.939,90 16,28%
Barclays bank 242.222.394,29 529.570.778,65 771.793.172,94 10,70%
Gruppo Crédit Agricole
(Cariparma, Carispezia, Friuladria, Crédit agricole C&I bank)
171.805.721,70 497.976.972,27 669.782.693,97 9,28%
Gruppo Bnp Paribas (Banca Nazionale del Lavoro, Bnp Paribas) 277.039.727,17 385.049.229,86 662.088.957,03 9,28%
Banca Valsabbina scpa 262.020.210,90 107.125.423,51 369.145.634,41 5,12%
Intesa San Paolo 125.273.061,76 220.871.455,85 346.144.517,61 4,80%
Société Générale 40.362.500,00 206.852.231,15 247.214.731,15 3,43%
Banca Popolare di Sondrio 135.917.930,21 20.738.390,36 156.656.320,57 2,17%
Commerz Bank 89.008.062,09 41.504.622,67 130.512.684,76 1,81%
Banco Popolare 103.439.494,08 25.240.591,86 128.680.085,94 1,78%
Europe Arab Bank Plc 69.345.341,75 54.459.318,34 123.804.660,09 1,72%
Banca Popolare dell’Emilia Romagna 39.920.409,06 13.090.067,79 53.010.476,85 0,73%
Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio 26.161.869,67 5.534.988,59 31.696.858,26 0,44%
Banco Santander sa 0 26.910.706,12 26.910.706,12 0,37%
Ubi Banca (Banco di Brescia, Banca Popolare Commercio e
Industria, Banca regionale europea spa)
23.437.755,80 1.558.425,11 24.996.180,91 0,35%
Royal bank of Scotland 0 21.624.359,60 21.624.359,60 0,30%
Banco Bilbao Vizcaya 5.797.425,59 15.020.381,74 20.817.807,33 0,29%
Sace Fct spa 18.442.956,72 873.493,01 19.316.449,73 0,27%
ABC International Bank Plc 516.581,60 16.835.426,94 17.352.008,54 0,24%
The bank of Tokyo-Mitsubishi Ufj Ltd 0 10.752.848,95 10.752.848,95 0,15%
Sumitomo Mitsui banking corporation 0 9.996.650,00 9.996.650,00 0,14%
Banca Carige spa-Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 7.665.284,75 1.950.873,42 9.616.158,17 0,13%
Credicoop Cernusco sul Naviglio sc 5.252.473,21 2.924.189,55 8.176.662,76 0,11%
Altri 8.948.230,12 5.326.488,11 14.274.718,23 0,20%
TOTALE 3.748.524.372,94 3.465.095.600,49 7.213.619.973,43 100,00%

Bene, se fai investimenti con una di queste banche anche tu partecipi al business e ne sei complice.

Per arricchire l’argomento riporto un interessante commento di un lettore, estrapolato al sito in calce:

La questione è : chi sono i principali produttori di armamenti? di quali circuiti bancari si avvalgono? quali intermediari piazzano la loro mercanzia in giro per il mondo? Per ultimo: lo IOR e le banche legate alla santa chiesa cattolica che da sempre partecipa a questo business dove sta? Non sembra che Francesco sia stato in grado di disarcionare questa vecchia abitudine che va di pari con la presenza di cappellani militari in tutte le forze armate dei paesi che accettano il cattolicesimo o il cristianesimo (e l’Italia li ha restaurati anche nella Polizia di Stato!).

Turi Palidda

Ripreso da www.labottegadelbarbieri.org

Le industrie di armi producono grazie alla manodopera; se questi operai si rendessero conto di rendersi complici indiretti di questi crimini, si allontanerebbero dal posto di lavoro e cercherebbero un’attività più dignitosa. Ma siccome il lavoro come ce lo hanno insegnato serve perché “tengo famiglia” allora tutto è giustificabile. Ma è solo egoismo, ammettiamolo.

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Un pensiero riguardo “Uccidere aumenta il PIL

  1. “la pace si ottiene con una potenza di fuoco superiore” Citazione dal film Point Break del 1991 diretto da Kathryn Bigelow. (ironico n.d.r.)
    Bell’articolo Andrea, la cultura della guerra e degli armamenti seppur insite nel DNA della nostra storia è ormai obsoleta e involuzionistica.

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