Post-elezioni; cosa è cambiato dentro di noi?

In questi giorni e per qualche giorno successivo ci sarà aria calda in Italia che spazzerà le nubi dell’incertezza creandone però altrettanta di altra qualità e, come sempre, su altri versanti. Si prevede tempesta anche perché, nonostante le trombe levate dei media dipingano i risultati elettorali come un successo, omettono il fatto che il 25% degli aventi diritto al voto non sono andati a votare. E sono tanti…

Ora ci fanno godere i volti sorridenti dei probabili premier, ci comunicano che il precedente premier ha deciso di dare le dimissioni dal partito (ma è uomo di vane promesse per cui uscirà dalla porta per entrare dalla finestra) e che presto o tardi l’Italia avrà un governo. Ma non ci dicono che lo ha già dal 1945…

Intanto anche Putin è stato visto alle urne del 4 di marzo e sicuramente ci saranno stati brogli, da qualche parte… e se non si troveranno, all’occorrenza si creeranno.

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“Putin ha appena vinto le elezioni italiane”

In ogni caso sappiate che la cosa più importante è il mantenimento della pressione economica prodotta dalla imposizione fiscale, dalla contrazione dei salari e dal mantenimento di una certa percentuale di disoccupati per mantenere a sua volta la deflazione salariale. La quest’ultimo parametro ce lo chiede la BCE ed è essenziale per contenere lo sforamento dei prezzi. Pensate, su cento persone 10/12 devono rimanere a casa perché altrimenti si alzano i prezzi! Ma ci rendiamo conto? Ci trattano come valvole… poi se uno si suicida meglio, altrimenti si rischia che questo un domani trovi lavoro e falsi così la percentuale di disoccupazione strutturale (Draghi la chiama così, che fa più figo).

Ma se qualcuno crede che ci siamo inventati tutto allora sentiamo cosa dice il deputato D’Attorre in questo intervento:

La dittatura BCE si fa sentire in tutto il suo splendore in quell’avvolgente cappa nera che tiene le menti dei popoli europei, ma specialmente italiani, greci e portoghesi, sotto la palpabile sensazione del lamento senza via d’uscita; come si fa sentire la funzione di quella leva psicologica che Essi chiamano “debito”, e che noi identifichiamo con “prestito”, mentre andrebbe letto come ricatto morale basato sulla stimolazione di sensi di colpa.

Lo stesso senso di colpa che ci fanno sentire per essere, noi consumatori, gli artefici dell’inquinamento dovuto al fatto che non cambiamo l’auto, ed ora ci appioppano il famigerato bollino alla stregua della stellina posta agli ebrei durante il nazismo.

E siccome questa storia del debito morale collegato al denaro funziona alla grande con i debiti pubblici delle nazioni, perché non adottarlo anche a tutti i debiti? Esattamente come funziona il debito pubblico così funziona il mutuo. La tua casa non è tua ma della banca fino a riscatto; lei che non ha speso un euro per darti i soldi, che te li ha creati nel momento della richiesta mentre tu sei costretto a straordinari per dare soldi veri alla banca, più gli interessi. E se non paghi (sia mai; sai che sensi di colpa?) la casa va alla banca, bell’e pronta, senza sforzi. Così come se ne sono andati Fincantieri, Alitalia, Telecom, Trenitalia, Poste italiane… Perfetta analogia.

I sensi di colpa… Si muovono sotto il cappello della paura, il sentimento di bassa frequenza che induce all’inamovibilità. Sono frutto di nostra lacuna meditativa per via di una pigrizia che ci tiene legati al minor sforzo, al lasciar correre tanto “tutti fanno così”. Mal comune mezzo gaudio.

Per salvarsi ed alzare la testa è imperativo riconquistare la dignità attraverso l’analisi onesta, veramente onesta e non accomodante, sui propri limiti auto imposti, sulle proprie giustificazioni, le scusanti sempre pronte per le quali usiamo anche la fantasia più raffinata pur di non confrontarci con noi stessi, sebbene ci specchiamo nella realtà in cui viviamo ogni giorno e con la quale vediamo plasmato il nostro destino, felice o infelice che sia. Sia fatta la nostra volontà.

Che lo vogliamo o no ogni persona ha il governo che si merita e non si sta parlando del governo esterno; esso è l’emanazione di ciò che portiamo dentro. Tutti noi abbiamo l’onere e l’onore di essere i premier di noi stessi; basta meritarselo licenziando i parlamentari mentali del rancore, del lassismo, dell’opportunismo, dell’egoismo, del ricatto, dell’invidia, dell’orgoglio, forse quest’ultimo il peggiore di tutti poiché il padre di tutti. Bene, in Italia il 4 marzo è passato ma per chi anela liberarsi dalle proprie catene ci sono elezioni tutti i giorni. Buona votazione.

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