Unicredit & company; prevediamo tempesta!

A cura di Andrea Pilati

Questa estate una “soffiata” mi ha comunicato che verso la fine dell’anno in Italia si ballerà; salterà Unicredit!

++ Unicredit: sprint in apertura Borsa (+3,8%) ++

Come sempre faccio non ci ho dato peso più di tanto ma ho lasciato la cosa nel decantatore mentale, in attesa che tale visione si facesse più chiara e la cosa più evidente. Nei giorni successivi non ho voluto divulgare l’indiscrezione per evitare di cadere nell’ingenuità di chi crede senza avere prove certe. Ma le cose dovevano avere un altra evoluzione. E in questi giorni la lieta novella è apparsa sul sito di maurizioblondet.it dal quale riporto uno stralcio:

Ricordiamo la verità fondamentale: “: il 98 per cento del ‘denaro’ è creato dalle banche. (E questo lo avevamo già ribadito più volte n.d.r.) Le quali  creano denaro  dal nulla indebitando il prossimo.  Se il prossimo non s’indebita più, scompare denaro. Se il  prossimo diventa insolvente,  è  ancora denaro che scompare.

fonte: http://www.maurizioblondet.it/porteranno-via-la-vostra-ricchezza/

E fino a qui tutto “normale”; le banche creano denaro come i falsari e li pretendono indietro, veri, come sacrosanto diritto. Ma chi ci segue da tempo avrà compreso come la vedo sul denaro e sul suo reale uso da parte di chi ne detiene la proprietà (sempre le banche naturalmente). Per cui esso altro non è che uno strumento per il condizionamento psicologico di una intera nazione e oltre; quando una popolazione inizia a dare segni di consapevolezza ecco intervenire “la crisi”, efficace strumento terrorizzante dove saltano posti di lavoro, si pignorano case e stabilimenti, si suicidano un po’ di persone… E su tutto questo ci giocano pure questi sadici aguzzini scommettendo ingenti somme, come a tavolo da gioco, addirittura sul numero di vittime o sul fallimento di una intera nazione. Questi ultimi si chiamano “Credit Default Swap”, non è uno scherzo. Guardate qui cosa dice Rodolfo Fracassi:

E visto che in Italia c’è fermento coscientivo ecco pronti i pacchetti per la sedazione; prima la legge 119 sui vaccini, poi il clima con la siccità indotta e il caldo estivo a ottobre per il Nord Italia, dopo di ché preparatevi: il probabile ed auspicabile crollo delle maggiori banche italiane e delle s.p.a. energetiche come Eni ed Enel. Parola di Bridgewater, il più grande fondo di investimento mondiale. Sì, di quelli che non gli importa nulla se crolla l’economia di un Paese, l’importante non è guadagnare ma vincere la scommessa. Per Loro siamo un semplice gioco.

Obbiettivi in Italia di Bridgewater.jpg
Milioni di dollari investiti in Italia con scommesse al ribasso delle azioni

Ma visto che a questo gioco perdiamo sempre noi consiglio vivamente di tenere sott’occhio Unicredit e banche consociate (praticamente tutte) e stare pronti al prelievo tempestivo prima che lo facciano loro forzatamente grazie al bail-in. E non crediate che i vertici bancari non siano al corrente di tutto questo, anzi, ne sono collusi.

Per gli increduli riporto di seguito un altro stralcio dal sito di riferimento:

E’ in questo momento  delicato e fragile, in cui la BCE spende le sue ultime cartucce, che  Bridgewater Associates, il più colossale fondo d’investimento del mondo, ha scelto di “shortare”, ossia scommettere sul prossimo ribasso azionario di Eni S.p.A., il nostro gigante energetico. Sul ribasso di Eni ha scommesso  300 milioni. Ma non basta: ha scommesso altri 310 milioni di dollari sul ribasso di Enel SpA, altri centinaia di milioni per scommettere sul  crollo di Unicredit, Intesa San Paolo, Assicurazioni Generali… Insomma ha puntato 1,3 -1,4 miliardi di dollari sul collasso  dell’intera economia italiana, sui nostri fragili “gioielli”, alcuni dei quali (ENI) posseduti a maggioranza da Cassa Depositi e Prestiti, il  gran prestatore pubblico, ma anch’essa SpA, dunque scalabile.

continua sul sito della fonte

Di solito questi crack li fanno accadere di venerdì…

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