Autostrade, per l’Italia?

Redigo questo articolo dopo un viaggio sulla A4 in direzione Brescia costatomi la cifra di circa 16 euro solo andata per percorrere 200 km! Praticamente come il costo del carburante necessario alla tratta.

Allora mi è balzata l’idea, paventata da un amico, di non pagare il casello esigendo il “mancato pagamento”. Per chi non paga, Autostrade s.p.a. richiede il saldo entro 15 giorni dopo di che viene addebitato un costo aggiuntivo di circa 2,60 euro, a detta del casellante al quale ho posto il quesito. Fino all’anno scorso almeno…

L’anno scorso infatti è stato siglato un’accordo tra Autostrade s.p.a. e Polizia Stradale con il quale la stessa entra nel merito aggiungendo altro al compito di sorveglianza sugli eccessi (velocità, guida in stato di ebbrezza, uso del cellulare…) anche per il mancato pagamento del pedaggio.

Ora, per dovere giornalistico occorre precisare la genesi del servizio autostradale italiano:

L’elaborazione del progetto di strade riservate al traffico veloce delle auto, con il pagamento di un pedaggio per coprire le spese di costruzione e di gestione, fu nel 1922 dell’ingegnere italiano Piero Puricelli.[3]

Il 21 settembre del 1924 viene inaugurato a Lainate il primo tratto, da Milano a Varese, di quella che diverrà l’autostrada dei Laghi (attuali A8 e A9), prima autostrada realizzata in Italia. La nuova strada era ad una sola corsia per senso di marcia, più che sufficienti per ospitare il passaggio delle poche decine di auto che vi circolavano ogni giorno. Non c’era un vero e proprio casello, ma il pagamento del pedaggio avveniva nell’area di servizio e sosta, che era obbligatoria.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_autostradale_italiana

Una normativa del governo “dona” poi ai privati, come Benetton, la concessione del servizio autostradale per un periodo limitato nel tempo oltre il quale la proprietà dell’infrastruttura ritorna di proprietà dello Stato (cioè nostra). Ci vuole approfondire “l’affare concessionarie” può cliccare QUIQUI.

Ma continuando nell’analisi viene da ragionare sul fatto che i pedaggi furono introdotti per finanziare il costo delle nuove autostrade. Logica vorrebbe dunque che, terminato l’ammortamento e la concessione, com’è nel caso dell’Autobrennero, i pedaggi vengano eliminati o quanto meno riportati a quanto necessario per coprire i soli costi di manutenzione.

La concessione di ogni autostrada prevede che, alla scadenza, l’infrastruttura venga devoluta gratuitamente al concedente, cioè allo Stato. Perché questa norma, così chiara, non viene applicata alle varie concessioni già scadute?

Fonte: www.lavoce.info

Concessioni scadute autostrade.pngQuesto l’elenco delle concessioni scadute relative alle Autostrade che potrebbero essere gratuite con il relativo aumento tariffario a gennaio 2014. E visto che a ogni Capodanno ci troviamo la tradizionale notizia dell’aumento autostradale va da sé che un piccolo sospetto dovrebbe aleggiare nelle menti di tutti.

Com’è possibile in un periodo di deflazione, ossia di penuria di moneta, assistere all’aumento dei prezzi in modo così sfacciato e fuori controllo?

E quale sarebbe la reazione di un utente che si vede a dover pagare un pedaggio pari al costo del carburante? Chiaramente quella di non pagare.

Così infatti è stato per molti utenti che, opportunisti a parte, hanno optato per una ribellione di questo tipo essendo poi l’unica.

Ragionando però sul fatto che in questi tempi i veri governanti faranno di tutto, anche l’illegale ed il paradossale, per ottenere come pagamento la nostra rabbia scaturita dalla nostra sofferenza, ecco allora che salta fuori l’accordo poco prima menzionato con la Polizia Stradale di cui riportiamo qui uno stralcio:

La misura anti-evasione dell’Aiscat

Per contrastare questi continui crediti insoluti l’Aiscat, ovvero l’Associazione italiana delle società concessionarie di autostrade e di trafori, ha siglato insieme alla Polizia Stradale un protocollo anti-evasione: il pacchetto comprende così una multa da 85 euro per gli automobilisti restii a saldare il debito, il costo del casello e la decurtazione di due punti dalla patente. Come si può vedere, dunque, pagare il servizio della rete autostradale non è più unicamente un fatto di civiltà e buon senso. Non farlo, infatti, potrebbe costare molto caro.

Fonte: www.insurvisor.com

Va detto che questa procedura è in fase sperimentale nelle regioni Piemonte e Liguria mentre verrà successivamente estesa a tutta Italia a breve.

Non ci saranno altre possibilità poiché, se prima di quest’anno, anno di entrata in vigore dell’accordo, si poteva richiedere un mancato pagamento senza incorrere in sanzioni o recuperi da parte del gestore, ora la cosa ricade nel articolo 176/11 bis del Codice della Strada.

Cosa fare? Beh, evitare le autostrade è la risposta più logica. Ma provate a farlo specialmente transitando per Milano; sarete costretti a scegliere tra il subire il pedaggio oppure sopportare le interminabili code semaforiche dei paesi limitrofi da percorrere per evitare l’autostrada.

Oppure coltivare la Pazienza ;^)

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