Ci siamo dimenticati della Siria

Fino a qualche mese fa la Siria era sulle prime pagine dei giornali; infervorati dalla bagarre elettorale negli Stati Uniti veniva usato il conflitto Siriano come leva psicologica per fomentare la onnipresente Paura incentrata sul rischio di un conflitto mondiale con armi atomiche.

Poi, puff… più niente.

E allora ri accendiamo i riflettori.

In questi giorni sono accaduti alcuni episodi che hanno fatto cambiare gli equilibri, ad iniziare dall’attacco di Israele effettuato con i suoi caccia; ma Damasco non ha atteso oltre ed ha contrattaccato abbattendo uno dei caccia Israeliani con i suoi missili S-200 di fabbricazione russa.

Fonte: www.maurizioblondet.it

Israeliani lo  negano. Damasco lo conferma: nella notte del 17, i suoi S-200 hanno abbattuto un caccia che aveva colpito “armamenti destinati a Hezbollah”.

Certo è che le sirene d’allarme, come per un attacco aereo imminente, hanno suonato alle 2  del mattino  in Israele,  o per meglio dire  nella colonia  giudaica Aqwar presso  il Giordano, mentre   le esplosioni di missili lanciati dalla anti-aerea siriana facevano tremare i cieli di Sion.  Il ministro giudaico della Difesa,  la bestia Avigror Lieberman, a caldo ha ringhiato: “La prossima volta che i siriani useranno  il loro sistema  a/a contro i nostri aerei,  glielo distruggiamo senza la minima esitazione”. Poi, Mosca “ha chiesto spiegazioni” all’ambasciatore di Israele,  convocandolo (‘s’era appena insediato) e da allora la stampa ebraica  ha cominciato a scrivere che lo Stato ebraico “non desidera altre tensioni”. Gli israeliani hanno dovuto lanciare missili Arrow,  del sistema antimissile che è concepito per parare missili balistici;   gli strateghi militari israeliani  ammettono a mezza bocca  che “i missili siriani sono efficienti”: e sono S-200. Figuratevi gli S-400. (continua sul sito della fonte)

E tutto questo mentre lì vicino un presidente “trottola”, prima alleato alla Russia, afferma che la Turchia condanna l’annessione russa della Crimea. Niente da dire sull’ennesimo voltafaccia di Erdogan. Con un personaggio come questo a capo di una nazione c’é poco da stare allegri.

Fonte: www.maurizioblondet.it

L’altra novità del giorno è l’ennesimo voltafaccia di Erdogan. Sabato ha fatto comunicare al suo ministero degli Esteri che “la  Turchia non riconosce l’adesione della Crimea alla Russia”, in “flagrante violazione del diritto internazionale”,  e “continua a sostenere l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”…

Il quale frattanto non solo ha insultato Berlino e  gli olandesi chiamandoli nazisti, ha incitato gli immigrati turchi in Europa a fare 5 figli per affogare demograficamente gli europei,  ma ha interrotto la collaborazione NATO  tra lui egli altri paesi UE. Per lui, adesso, la NATO consiste nella Turchia  e i paesi non-UE. (continua sul sito della fonte)

Due pesi, due misure

Se in Siria le cose non sono appetibili per i media, figuriamoci in Irak, dove a Mossul profughi affamati e senza generi di prima necessità rimangono dimenticati dagli aiuti umanitari che dovrebbero essere distribuiti dalle ONG. Ma, si sa, di questi tempi queste organizzazioni sono impegnate a traghettare migranti dalla Libia all’Italia, solo andata.

Fonte: www.maurizioblondet.it

“Non abbiamo né pane né acqua”, dice la donna: “Facciamo appello alle organizzazioni umanitarie,   che ci invino aiuti, soprattutto pane e acqua, e anche beni come gas, combustibile, generatori elettrici”.  E’ una delle forse  centomila persone fuggite da Mossul, sottoposta ai bombardamenti americani dall’ottobre scorso per “liberare Mossul da Daesh”. L’operazione  è stata chiamata “Inherent Resolve”, che sarebbe “determinazione innata”. Gli  americani però, agli sfollati non offrono alcun aiuto umanitario.   Migliaia  di sfollati si  affollano nel villaggio  di Hammam al-Alil, 30 chilometri a Sud di Mossul, dove non è nemmeno in allestimento un campo-profughi provvisorio:  mancano tende, tutti i generi di prima necessità;   i fuggitivi non hanno denaro – la donna che parla, insegnante, non riceveva lo stipendio da due anni nella città occupata dall’IS – né piccoli beni da scambiare per il cibo e l’acqua. Non c’è nemmeno un qualche serbatoio dove raccogliere  l’acqua.  “L’aiuto umanitario non arriva fino a noi.  I pacchi sono aperti, saccheggiati e poi richiusi”.   La situazione igienica è ovviamente   critica. La catastrofe umanitaria è imminente.

E la Russia non si fa attendere

Tornando all’abbattimento del caccia israeliano la Russia, al corrente dell’attacco di Israele anche verbale (la bestia Avigror Lieberman, a caldo ha ringhiato: “La prossima volta che i siriani useranno  il loro sistema  a/a contro i nostri aerei,  glielo distruggiamo senza la minima esitazione”), ha subito chiamato il console chiedendo spiegazioni. Ed Israele a quel punto ha ridimensionato i termini.

E visto che ci siamo anche l’ingerenza USA ha avuto il fatto suo dalla Russia:

Fonte: www.maurizioblondet.it

Gli Stati Uniti hanno dichiarato di “star riflettendo ad effettuare colpi contro l’armata siriana”. In risposta a tale riflessione, il ministero russo della  Difesa ha annunciato che la Russia abbatterà ogni mezzo volante non identificato in Siria, precisando che  “bisogna essere coscienti che i sistemi anti-aerei S-300 e S-400 non avranno il tempo di determinare in linea  diretta il tragitto preciso dei missili e la loro appartenenza. E chi pretende che esistano aerei invisibili si espongono a grandi sorprese”: così ha precisato  il generale Igor Konacenkov, portavoce  del ministero. “Oggi la maggior  parte dagli ufficiali del Centro russo per la riconciliazione delle parti in conflitto lavorano al suolo, portano aiuto umanitario, organizzano colloqui tra i governatori delle località e le unità armate in numerose provincie siriane. Grazie alla loro attività , 732 località e centinaia di migliaia di siriani hanno ritrovato una vita normale. Sicché ogni tiro di missile o attacco aereo contro il territorio controllato dal governo siriano presenterà una minaccia flagrante per i militari russi”.

L’aggiornamento sulle vicende in Siria riporta un’attacco “accidentale” delle forze della coalizione guidata dagli USA. Ma Trump, che fa? Forse non è realmente di sua competenza. In questo teatro non è altro che un burattino, altro non gli consentono di fare.

Fonte: www.controinformazione.info

Redazione –Una nuova strage causata dai bombardamenti della coalizione diretta dagli USA nel nord della Siria: centrata una scuola. Le prime informazioni parlano di almeno 30 vittime fra i bambini presenti nell’edificio scolastico ed un numero imprecisato di feriti.

Questo episodio avviene dopo soltanto tre giorni dall’ultima strage provocata dai bombardamenti USA, che avevano centrato una moschea con 200 fedeli in preghiera, nelle vicinanze della città di Idlib causando 45 vittime ed oltre 120 feriti. Episodio attentamente occultato dai media occidentali come tutti quelli che coinvolgono le vittime di bombardamenti della coalizione USA e Arabia Saudita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...