Cibo fasullo alla LIDL; grande distribuzione e mafia – Le minacce al piccolo imprenditore

Per tutti quelli che amano passare le giornate nei vari centri commerciali, per quelli che, ahimè, ci lavorano, e per quelli, ancora peggio, che ci fanno la spesa abituale, una notizia che, nel caso si accendessero i neuroni e si svegliassero le sopite coscienze, porterebbe automaticamente a cambiare rotta riguardo gli acquisti abituali dirottandoli verso più genuine e sane bancarelle di produttori locali senza OGM, pesticidi e fitofarmaci.

Ricordiamo che il cibarsi è identico all’assunzione di qualsiasi medicina: “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo” – Ippocrate. Quindi ogni alimento agisce nel corpo in funzione della cura che abbiamo nel sceglierlo.

E adesso passiamo all’articolo


 

Fonte: coscienzeinrete.net

 

CIaculli.png
Maurizio Ciaculli, l’imprenditore costretto a chiudere

Cibo straniero e non certificato spacciato per italiano, un imprenditore costretto a chiudere, probabile collusione fra mafia ed esponenti della grande distribuzione organizzata. Una brutta storia dalla Sicilia. 

La decisione ha fatto arrabbiare molto l’avvocato Antonio Ingroia. Al processo alla Lidl e al Gruppo Napoleon che si è aperto nei giorni scorsi a Ragusa il giudice Vincenzo sito ha respinto tutte le richieste di costituzione di parte civile.
Una decisione fortemente criticata ma che non sposta di nulla il valore di questo processo sia perché sono alla sbarra dirigenti di gruppi importanti della Grande distribuzione organizzata (Bartolomeo Fiorilla e Michele Leonardi, il rappresentante del gruppo Napoleon Piergiorgio Samburgaro e quello di Lidl Massimo Casilini) sia per gli intrecci con la criminalità organizzata che potrebbe portare alla luce. Perché risulta veramente inquietante il racconto fatto da Maurizio Ciaculli, l’imprenditore agricolo vittoriese che ha fatto scoppiare il caso portando la Lidl in Tribunale. Ci si aspetta molto, per capire la situazione in provincia di Ragusa e comprendere i rapporti tra mafia e Gdo, da un altro processo parallelo che comincerà il 17 febbraio. Procedimento scaturito dalle minacce fatte a a Ciaculli. «Alla sbarra – racconta l’avvocato di Ciaculli Giuseppe Nicosia – andrà Giacomo Iannello, esponente della criminalità locale, accusato di minacce, fatte anche per conto di clan della criminalità catanese, per indurre Ciaculli a ritirare le denunce così da non andare a processo». Iannello, oggi in carcere per l’omicidio Nicosia, è stato denunciato dall’imprenditore nel 2014, che aveva consegnato alle forze dell’ordine delle registrazioni vocali.

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2 pensieri riguardo “Cibo fasullo alla LIDL; grande distribuzione e mafia – Le minacce al piccolo imprenditore

  1. Visto che l’estensore (intollerante e , quindi, molto probabilmente comunista e/o fascista, offende chi non la pensa come lui ( …….si accendessero i neuroni e si svegliassero le sopite coscienze ….) mi limiterò a delle semplici osservazioni . Innanzi tutto lo invito a scrivere usando termini che conosce ( non moltissimi pare di capire) in quanto le coscienze , se sopite, possono risvegliarsi ( verbo ad hoc) e non svegliarsi, poi gli ricordo una citazione di F. M. Arouet ( la troverà facilmente nel web) : ” Aborro le tue idee ma sarei disposto a morire perché tu possa professarle ” e questo è valido in qualsiasi campo, quindi, rispetti chi non la pensa (fortunatamente ) come lei e continui liberamente a manifestare le sue idee SENZA OFFENDERE chi non accetta le sue. Saluti. Lucio Alberghina

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    1. Salve Sig. Lucio
      Francamente non comprendo il suo commento. La ringrazio dell’appunto che mi ha rivolto nel correggere il termine ma la stesura del suo scritto lascia perplessi; ma almeno lo ha letto l’articolo? Perché, vede, non ci servono correttori di bozze ma apprezziamo coloro che guardano la Luna invece che il dito.
      Cordialmente

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