Il buon umore ci salverà

Per iniziare bene una giornata occorre necessariamente un sorriso, lo stesso che abbiamo lasciato la sera prima. Così è stato decretato ieri pomeriggio quando, per via dei campi morfici, ho dovuto incontrare un altro individuo fino a poco prima sconosciuto, in sincronica quanto quasi inconsapevole sintonia. Un’incontro che era una necessità di entrambi, in fondo, esattamente come il darsi verbalmente un’appuntamento. Ma in questi casi ha il sapore della magia.

E siccome ogni inizio, per avere un buon epilogo, deve iniziare con un sorriso, così è per ogni inizio, anche quello di un nuovo anno. Ai nostri lettori quindi regaliamo questo racconto fiabesco per rendere più leggeri gli atomi che compongono le nostre Coscienze e poter volare in alto come le lanterne di Capodanno che hanno innalzato lassù tutti i nostri migliori propositi ;^)

BUON 2017

Racconto tratto da ilboscodirovoracconta.wordpress.com


LE FAVOLE BALORDE

A cura di Maura Giuffrida Mazza

 

Ssss …..fate silenzio! Sono appostata dietro il cassettone per scovare i “vandali dei miei libri”.

Se volete farmi compagnia; togliete le scarpe ed entrate in punta di piedi .

Ho  una lente d’ingrandimento per analizzare ogni traccia che mi porti ai colpevoli ma al momento tutto tace.

Da tempo notavo un certo disordine tra i miei  libri di favole ma in  casa non ci sono  bambini  disordinati e quindi, chi rovista nei miei libri ?Risultati immagini per lente da ingrandimento buffe immagini

Attenzione, silenzio arrivano …..?

“Mia cara è ora di scovare qualche altra favola da raccontare a nostro figlio ma naturalmente adatta alla sua sensibilità. Niente lieti fini, niente principesse sdolcinate , niente maghi e maghesse smemorate.  Ah! Eccone qui una: Il Pifferaio magico.

Incredibile leggi un po’ qui.

Quei teneri e dolci topolini affogati in un fiume…. No, così non va. Dobbiamo salvarli!

Facciamo arrivare la banda dei toponi di fogna che catturino il Pifferaio con il suo piffero magico. Lo leghiamo come un salame e lo portiamo nel vicino Circo dove ogni giorno l’Uomo Palla viene sparato fuori dal cannone.

Spariamo anche Lui in cielo, ma molto, molto lontano sino in India dove potrà usare il suo piffero per incantare i serpenti.

Ecco fatto. Una favola corretta come piace al nostro bambino. E ora troviamone un’altra. “

Ma cosa stanno combinando quegli Esserini. Armati di forbici, computerino e stampante stanno creando il caos nelle mie care favole; non posso permetterlo, devo agire.

Il sole sta sorgendo e i primi raggi rischiarano la stanza. Vedo un po’ di agitazione e un veloce fuggi, fuggi. In un attimo scompare ogni traccia dei distruttori di favole. Viene abbandonato, per la fretta di fuggire, un libro per terra così ne approfitto per leggere cosa  è stato scritto e così stravolgere il mio mondo dei sogni bambini.

Ecco qui  la loro favola, leggiamola insieme e sorreggetemi, potrei sentirmi male da tanto scempio:

La Favola di Biancaneve

(In copertina c’è ancora la mia cara Principessa ma tra le pagine interne… orrore di ogni orrore…! No…  Vi prego salvatela! Teniamoci vicini e leggiamo cosa ne è stato di Lei. Forse c’è ancora una speranza di ritrovarla ! )

C’era una volta una giovinetta dalla pelle candita come la neve e morbida come la panna montata. (questo inizio non mi spiace )

Biancaneve abitava in un castello al margine del bosco in cui  vivevano  i suoi amici  i sette Nani.

Questi orribili nani erano brutti e cattivi e per anni avevano illuso Biancaneve con la loro finta bontà. Di fatto erano perfidi ed  attiravano i gitanti nel bosco per derubarli di tutto, ma soprattutto delle merende.Biancaneve da troppo tempo non era andata a trovarli e un bel giorno preparò un cesto di cose buone e si incamminò per il sentiero che menava alla loro dimora “nanesca”? (si dice così ?)

Appena arrivata, felice si fece loro incontro per abbracciarli, ma quei bricconi la catturarono e la chiusero in un baule in soffitta per poter in pace divorare le leccornie del cestino. Terminata la merenda buttarono tutti gli avanzi e le cartacce sparsi per il prato, incuranti della pulizia e dell’ordine che bisogna avere soprattutto per rispettare la bellezza della Natura. Andarono a schiacciare un pisolino dimentichi di Biancaneve, che era sola e disperata chiusa in un baule.

Il mattino seguente arrivò il carro delle Poste e Biancaneve fu spedita nella favola di Cappuccetto Rosso per interpretare la parte della vecchia e malandata Nonnina.

Invano fu cercata nel Regno: Biancaneve e la sua favola non esistevano più.

Vicino all’ex castello di Biancaneve c’era, dalla parte opposta della valle, il Castello di Cenerentola che, stufa di vivere sempre felice e contenta con il suo principe Azzurro, aveva chiamato a corte la Fata della Bella Addormentata.  Con la Magia di quella permalosa  Fata aveva addormentato Principe e Vassalli ed era fuggita in cerca di un altro Principe non azzurro ma di altro colore con il quale vivere avventure emozionanti  e multicolori senza le sdolcinature dei Principi Azzurri.

Prima che tutti si addormentassero, la Matrigna cattiva di Biancaneve, (che era stata assunta come sguattera  proprio nel Castello di Cenerentola) era andata ad attingere acqua nel ruscello che scorreva fuori le mura. Questa Matrigna era priva dei suoi poteri magici, perché lo specchio dal quale prendeva la sua magia si era  auto  distrutto dopo il matrimonio reale. La causa della distruzione fu la disoccupazione. In pratica non aveva più streghe da servire e quindi ormai disoccupato ed a pezzi vagò per sempre nel Regno della Magia senza più opportunità di lavoro.

La Matrigna riuscì anch’essa a fuggire e chiese asilo alla Principessa sul pisello.

Questa principessa non coltivava più piselli negli orti reali perché non voleva più ricordare la sua dolorosa esperienza di notte insonne per via di un pisello incuneato nella sua delicata pelle. Quindi aveva dato ordine di coltivare solo fagioli.

La Matrigna, che era pur sempre una ex Regina, venne fatta riposare nella stanza del “Pisello torturatore”, ma al posto di questo, tra i materassi fu messo un fagiolo.

Il fagiolo era magico e quando la matrigna si addormentò fu portata su e poi su da un fagiolo ascensore che cresceva a vista d’occhio. Su, nella casa dell’Orco che aveva come moglie la strega di Hansel e Gretel.

Quando la Matrigna si risvegliò dal  pesante sonno, si ritrovò legata come un involtino, con una mela in bocca, pronta per la cottura in forno.

Fu salvata dal furbo Pollicino che essendosi recato in casa dell’Orco e della strega per consegnare la  legna per cuocere il pranzo, decise di liberarla con l’aiuto dei suoi fratelli. Poteva inserire la Matrigna  nella sua favola e darla in sposa al Gigante degli stivali delle sette leghe. Da tempo costui  viveva solo e disperato dopo che gli avevano rubato gli stivali fatati. Una brutta moglie lo avrebbe fatto felice e la famiglia di Pollicino poteva godersi  un po’ di silenzio senza il rumore assordante dei singhiozzi del Gigante che facevano tremare la loro casa, rovinando tutto e tutti per terra.

Ma così non fu perché a piangere e disperarsi furono in due: Il Gigante, perché anche per lui la Matrigna era troppo brutta e cattiva e La Matrigna che trovava che il suo sposo avesse troppe pretese. Le toccava lavorare da mani a sera per accontentarlo in tutte le sue stravaganti richieste. Purtroppo non godeva dell’aiuto degli animali fatati di Cenerentola e non aveva imparato a cucinare neppure un uovo al tegamino. In nessun libro di cucina era spiegato come preparare lucertole in agrodolce con contorno di scarafaggi fritti. Il piatto preferito dal suo “dolce sposo”. Ogni giorno erano pianti e litigi.

La Matrigna abbandonò il Gigante ed entrò nel movimento delle “Vecchie Care Suffraggette”, rivendicò la libertà delle streghe e il voto alle elezioni nel Governo del Mondo Magico delle Favole. Naturalmente non fu eletta in alcuna circoscrizione in cui si  presentò come ex Matrigna di Biancaneve. Perché? Avete dimenticato che la favola non esiste più ? Sparita per sempre…sciò-sciò… pussa via !

Fine

“Non ho mai letto una favola più strampalata e balorda. Ma chi sono gli autori di tanto misfatto ? Li ho intravisti al chiarore dei primi raggi del sole.

Voi no?  Hanno code gonfie e occhi a palla, lunghi artigli e passetti silenziosi e veloci.

Se non l’avete capito vi presto la mia lente d’ingrandimento per cercarli tra le vostre favole. Sono sicura che anche voi li avrete presto o tardi  come ospiti lettori  dispettosi e disordinati..

Attenzione siate vigili perché non vogliamo che altre favole siano tagliate e ricucite in modo così….. incredibilmente balorde.

A me le favole piacciono  come sono state scritte dai magici autori  e a voi  piacciono questa o quelle?

Ho sentito una risposta. Qui nel mio orecchio captatore dei pensieri infantili .

No, mio caro piccolo amico….. non è mio marito l’autore di questa favola. Lui è grande e grosso e non ha la coda, ma un barbone che incornicia un faccione bonaccione.

Forse, però, in qualche modo ci siete vicini, in un certo senso naturalmente.

Mio marito è un pasticcione soprannominato “Il Signor No, ma , Però”.

Un giorno vi dirò il perché di questi soprannomi .

Lui non ricorda una sola favola così com’è,  mescola le une con le altre “sfornandone” di nuove “patacche, bislacche, fantacche, vermacche”. (Così le definisco io quando sono costretta mio malgrado ad ascoltarle)Risultati immagini per favole balorde immagini

Ma…. ora che rifletto meglio…. Potrebbe essere Lui il consigliere occulto delle  :

Favole Balorde  !!!!!!

Aiutatemi è arrivato ….si salvi chi può …… Favola balorda in arrivo e i miei piccoli vandali intrusi nella mia libreria, avete capito chi sono?

Se si, scrivetemi. Vi risponderò con infinito piacere di conoscerVi miei piccoli e grandi lettori.

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