La famosa, italica, agricoltura cinese

Quando acquistiamo prodotti agricoli dobbiamo pensare che presto o tardi entreranno nel nostro corpo con l’intenzione di nutrirlo. Giusta considerazione se non fosse che per nutrirlo come lo nutrivano i nostri nonni occorrerebbe mangiarne 7 volte in più per ottenere gli stessi benefici. Chiaramente senza esplodere :^)

Lo afferma una ricerca effettuata dal Dr. Donald R. Davis, un ricercatore in pensione del Texas che evidenzia l’estrema riduzione di nutrienti nella frutta e verdura dei giorni nostri.

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Per approfondimenti vedi www.corriere.it

Questa sistemica carenza di nutrienti provoca logicamente una debilitazione fisica fino all’insorgere di deficienze nel metabolismo e intolleranze come la celiachia e la fibromialgia. E alla fine tutti più deboli, con scarsa propensione alla reazione… Sembra una storia giù sentita.

pesticidi-battutaMa dal 2017 in poi in Italia avremo sulla tavola nientepopodimeno che frutta e verdura Made in China, grazie all’acquisto di Syngenta da parte di un compratore cinese, l’imprenditore Ren Jianxin. Lui non è mica il ciabattino sotto casa (con tutto il rispetto per i ciabattini), no, no. È il presidente della più importante azienda chimico-farmaceutica del pianeta, la ChemChi, che sta per China National Chemical Corporation la cui sede centrale si trova nel centro finanziario di Pechino.

Per l’acquisto di Syngenta, la più importante azienda europea produttrice di sementi e pesticidi, ha firmato un contratto di acquisizione considerato il più alto mai registrato in Cina in tutta la sua storia: 43 miliardi di dollari pagati in contanti sull’unghia.

La Syngenta per inciso è la concorrente di Monsanto, Du Pont, Basf, ecc. per gli OGM… e non solo; anche per pesticidi e fertilizzanti. Quindi, proviamo a ragionare:

In un contesto privatizzato nei settori cardine umani come l’alimentazione e la salute è palese che, se il miglior cliente delle Case farmaceutiche è il malato, il miglior cliente del settore alimentare è l’affamato. Ed è logico che se costringi gli agricoltori ad acquistare solo sementi approvate dalla UE il gioco è fatto in tutti i sensi. Prima di tutto imponi l’acquisto selettivo con politiche agricole economiche (non mi conviene piantare mais perché mi danno gli incentivi per la soia OGM), poi il coltivatore dovrà difendere le piantagioni dai parassiti e dai deperimenti programmati acquistando prodotti chimici disinfettanti che agiscono sui parassiti già previsti.

Parassiti già previsti? Dai ragazzi non vorremo pensare che a queste multinazionali gli sia sfuggito l’affare? Quando pianificano queste cose si parla di marketing e di massimizzazione dei profitti (http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/02/29/news/le_mani_cinesi_sui_semi_del_mondo_pechino_sfida_il_gigante_monsanto-134531248/)

Esattamente come nel campo farmaceutico.

Esattamente come per gli Istituti di credito.

Non crediamo a tutto ciò? Potrebbe essere solo pura fantasia ma qui da noi il discorso incastra alla perfezione. Chi controlla il clima controlla la produzione alimentare agricola e quindi quella economica perché mica possiamo stare senza mangiare. Da qui il passo per la creazione di nuove malattie ed intolleranze (quindi nuovi malati/clienti) è veramente breve.

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