Affittasi utero; prezzo buono

Apriamo questo articolo con la testimonianza di Elisa Gomez, la madre che ha dato il suo utero in “affitto” per donare la creatura che ha tenuto in grembo per nove mesi ad una coppia gay che notoriamente non può procreare.

Affittare un utero è una pratica che è permessa all’estero ma non in Italia e per fare ciò vi sono apposite ditte specializzate che si occupano di tutto. Trattamento All-inclusive. Queste ditte promuovono il loro business in Italia al pari delle agenzie di viaggio che organizzano i viaggi per le cure dentali nei paesi dell’Est.

Non ci credete? Questo link porta ad un sito esplicito: maternitsurrogata-vob.eu/

Se una donna, che ha ancora la capacità di definirsi tale per il fatto che è atta a portare in grembo una creatura alla quale è prima di tutto empaticamente legata a lei per nove mesi, si sentisse dire: …una donna accetta volontariamente di rimanere incinta con l’obiettivo di portare la gravidanza a termine e partorire un bambino biologicamente estraneo per lei… credo che possa fermamente dissentire sul biologicamente estraneo per lei. Il cordone ombelicale nutrirà quella creatura con tutte le sostanze che il corpo di quella donna gli fornirà. E poi il futuro nascituro sentirà per nove mesi le sensazioni emotive, le voci della gestante, dell’ambiente famigliare in cui ella vive. Non si può parlare di “Biologicamente estraneo” quindi.

Per i dettagli leggiamo dal sito www.nonsprecare.it

affittasi-luteroPer la maternità surrogata, ovvero l’utero in affitto, la clinica BioTexCom di Kiev, un edificio che sembra uscito da una fiaba di Andersen, offre tre pacchetti “tutto compreso”. Economy, standard e vip: come se il parto fosse un viaggio in aereo. Nel primo caso, 29mila euro, il prezzo prevede un’assistenza standard in camere non più grandi di 20 metri quadrati. Nel secondo, 40mila euro, si sale a 50-70 metri quadrati, e arrivano la governante, 24 ore su 24, e l’autista personale. Con la formula vip, 50mila euro, i metri quadrati per il ricovero salgono a 150, e perfino il menù è personalizzato. Una clausola, poi, prevede una sorta di assicurazione in caso di aborto: la ricerca di un nuovo utero per un nuovo parto, sarà a carico della clinica. Senza costi aggiuntivi.

E continua

In Inghilterra, per esempio, si stipula un vero e proprio contratto, con la madre gestante che incassa, la formula è di un ipocrita pudore, un «rimborso» di non meno di 15mila sterline. Altre 70mila, almeno, servono per il ricovero, il parto e le pratiche burocratiche. In America le cliniche per la maternità surrogata sono oltre 400, con prezzi alti, non meno di 100mila dollari, che si gonfiano grazie al bacino di 6 milioni di donne statunitensi con problemi di fecondità… volendo il cliente può fare richieste specifiche, di natura genetica: il sesso, un alto livello del quoziente intellettivo, gli occhi verdi. Tutto ha una tariffa, e si può pagare con il solito finanziamento bancario, a rate e sulla carta di credito.

Il mercato, si sa, risente della globalizzazione per cui chi non si può permettere le cliniche super lusso può accontentarsi di quelle Fantozziane oppure può speculare sul prezzo fregandosene altamente dell’etica ed affrontare un viaggetto in India dove si arriva ad accettare donatrici tredicenni (!)…

Se i paesi dell’Est europeo rappresentano la zona borderline della maternità surrogata, l’India è il Far west. I prezzi crollano a 25-30mila dollari, ma l’industria è floridissima, si parla di un fatturato di oltre 2 miliardi di dollari l’anno, e comprende anche la tratta delle partorienti.

Si parla di “tratta delle partorienti”. Come si chiamano quelle donne che offrono il loro corpo per sesso a pagamento?

È di poco fa la notizia apparsa sul quotidiano on-line La Repubblica che parla proprio della mercificazione degli ovuli (velatamente in senso buono su stile Scalfari-like, chiaramente); quasi un presentimento. Quando si dice il “caso”…

Sul caso di Elisa Gomez le autorità statunitensi l’hanno reputata come “fornitrice di materiale biologico” per la bambina, ed era stata costretta a pagare quasi 600 dollari al mese di assegni di mantenimento…

Per fermare questo abominio l’associazione Provita onlus si è fatta promotrice di una petizione on-line che si trova QUI.

Elisa Gomez? Era probabilmente uno dei tanti personaggi scomodi ed è morta all’età di 47 anni, in buona salute.

Per approfondire clicca QUI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...