Pulizia infantile prima delle Olimpiadi

Di Claudio Messora, www.byoblu.com

 

Il 20 novembre 1989 è stata approvata a New York dall’Assemblea Generale dell’ONU la Convenzione sui diritti del fanciullo. Ratificata da ben 196 stati, risulta essere, oggi, la convenzione in assoluto con il maggior numero di adesioni. Tutti gli stati si sono impegnati a riconoscere ai bambini il diritto ad essere ascoltati, a non essere discriminati, il diritto ad essere protetti, il diritto alla vita, alla sopravvivenza, allo sviluppo, al nome, alla identità, insieme a tanti altri importanti diritti che rendono, o dovrebbero rendere il nostro mondo civile

La Convenzione con l’art. 43 ha istituito il Comitato sui Diritti dei Fanciulli, che ha il compito di esaminare i progressi compiuti sulla protezione dell’infanzia in tutti gli stati che hanno ratificato la Convenzione. Il Comitato è composto da diciotto esperti di alto profilo umano e professionale che vengono eletti dall’assemblea dell’ONU a scrutinio segreto. Il Comitato è la massima autorità mondiale sul tema dei diritti dei fanciulli.

Il 2 ottobre 2015 il Comitato dell’ONU ha pubblicato la relazione periodica sullo stato dei diritti dell’infanzia in Brasile. Nel documento leggiamo che il Comitato è seriamente preoccupato per la violenza esercitata dalla polizia brasiliana nei confronti dei bambini di strada e bambini che vivono nelle favelas. Il Comitato denuncia un elevato numero di esecuzioni sommarie di bambini da parte della polizia militare e della polizia civile. Si denunciano torture e sparizioni di bambini durante operazioni militari e da parte delle forze di sicurezza, in particolare nelle favelas.

La vice presidente del Comitato sui diritti dei bambini, Renate Winter, ha dichiarato che la violenza nei confronti dei fanciulli è concentrata a Rio de Janeiro, dove è in corso una vera e propria operazione di pulizia in occasione delle prossime Olimpiadi. Si svolgerà infatti a Rio de Janeiro dal 5 al 21 agosto la trentunesima edizione delle Olimpiadi ed è per presentare al mondo una città senza problemi che i bambini di strada spariscono o vengono uccisi dalla polizia (qui un’interrogazione parlamentare al Senato della Repubblica, del 15 ottobre 2015).

Le Olimpiadi sono simbolo di universalità e fratellanza, sono un’occasione per promuovere i valori della solidarietà e della cooperazione fra i popoli. Non possiamo fingere che siano Olimpiadi normali, non possiamo rimanere in silenzio. Non saremo né complici, né spettatori passivi di queste atrocità. Le Olimpiadi, fra spettatori paganti, diritti televisivi, iniziative commerciali, concessioni edilizie, infrastrutture, muoveranno un giro di affari di decine di miliardi di dollari. Noi ci rivolgiamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, perchè si faccia garante per realizzare il progetto Witnesses not Accomplices(Testimoni non Complici), che prevede che il 3% di ogni transazione commerciale, per queste olimpiadi, sia destinata ai “meninos de rua“, attraverso le numerose associazioni che si occupano dei bambini di strada. Se non ce la faremo a raggiungere questo obiettivo, chiederemo ai nostri atleti, alle nostre organizzazioni sportive, ai nostri governanti di boicottare le Olimpiadi e ci impegneremo a non partecipare, a non essere spettatori di una inaccettabile ipocrisia.

Se non fai parte del problema, diventa la soluzione.
Firma la petizione e condividila con tutti i tuoi amici.
Per sapere come aiutare nella diffusione: Movimento per l’infanzia.

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