Racconti all’ora del thé; le novelle di Maura

a cura di Maura Giuffrida Mazza

I miei amici animali,

sin da piccola ho avuto come compagni di gioco ogni tipo di animali: dalla gallina, alla capretta, alla tartaruga e ai gatti. Ho vissuto molto in campagna con una mia prozia che amava gli animali tanto quanto me. In famiglia si narrava l’episodio di mia “zia pescatrice”che in tempo di guerra, durante il coprifuoco, lasciava l’abitazione per andare a pesca con una barchetta e un amo improvvisato. Il frutto della sua pesca era per i suoi adorati gattini! Finita la guerra la zia si dedicò anche alle galline che ospitava nel pollaio sotto la finestra della cucina. Le galline erano le mie amiche di gioco, per meglio dire erano le “signore” che venivano a farmi visita nella mia casa delle bambole di pezza: al numero secondo pino dietro la vigna. La casa di bambole era racchiusa sotto il largo cappello dei pini marittimi ed era arredata con i mobili in bambù che ogni mattina trasportavo prelevandoli dalla saletta del camino. La zia era molto paziente e mi concedeva l’uso di quelle due vecchie poltroncine e un traballante tavolino che costituivano tutto l’arredamento di un localino dedicato alla lettura del giornale e ai conti preventivi e consuntivi delle spese familiari. La visita delle mie amiche galline era completata da una buona merenda a base di erbe selvatiche, per loro, e per me c’era sempre della frutta appena raccolta nel frutteto. Ci scambiavamo confidenze: loro appollaiate sui braccioli delle poltroncine e io seduta ben ritta, (come facevano le signore di una volta quando ancora si usava indossare il busto), sulla punta del sedile. “Signora vuol provare questa erbetta fresca o preferisce un chicco di granone ? Vuol provare questa sciarpina che le ho cucito ? E come stanno i suoi pulcini ? Mangiano già i bruchetti ? Sa signora oggi posso stare poco tempo con lei, mi piacerebbe, ma devo far fare i compiti alle mie bambine. Beata lei che ha ancora figli piccoli! Io purtroppo ho due bambine svogliate e disubbidienti che se non si seguono a dovere diventano delle vere mascanzoncelle. Oh… quante preoccupazioni amica mia!”

E le chiacchiere continuavano e i fichi, l’uva, le mandorle finivano in un battibaleno nella mia bocca ingorda.

Con il crescere ho mantenuto sempre un legame stretto con il mondo animale e credo che loro ricambino la mia simpatia.

Qualche giorno fa è venuto a farmi visita in camera da letto un grillo. Durante il giorno è entrato dalle finestre aperte e si è messo a cantare sull’armadio. A sera pensando che fosse uscito là da dove era entrato, ho richiuso le finestre e sono andata a letto. Tutto bene sino alle prime luci dell’alba, quando il mio grillo ha sentito il richiamo del sole. A quel punto ho scoperto che il grillo aveva dormito al calduccio del letto e volendo uscire all’aperto ha sferrato a me e mio marito dei bei morsetti ai piedi. Con un urlo mi sono fiondata fuori dal letto ed ho catturato il grillo che ho rimesso nel prato. Pensate che sia finita così ? La sera il grillo era di nuovo in camera da letto e io me lo sono immaginato con papalina e babucce, pronto ad addormentarsi nel letto, ma “caro mio….tu dormirai nella mia scatoletta di peltro imbottita di panno rosso e non osare più di svegliarmi all’alba. Buona notte a te !”

Oltre al grillo ho ospitato in casa anche a mia insaputa, calabroni, bombi,api, ghiri e topolini. I ghiri come coinquilini ve li sconsiglio, poiché sono dei veri fracassoni. Di notte si svegliano e con urli e schiamazzi giocano come matti rincorrendosi sui travi in legno. Ai miei urli disperati di una insonne rispondono fermandosi e guardandomi sbalorditi con quei tondi occhietti furbetti. La tregua dura poco e i giochi riprendono sino a giorno. Una mia amica che ho avuto ospite per qualche tempo, usava addormentarsi con una cuffia calata sin sugli occhi e i tappi nelle orecchie, ma i ghiri non hanno gradito il suo disinteresse per i loro giochi e per coinvolgerla ancora nei loro misfatti si dondolavano arrampicati sul lampadario pendente sino a raggiungere oggetti a loro portata, che facevano rotolare per terra con un fracasso tale che la facevano risvegliare. La pazienza della mia amica si era trasformata in disperazione e con molto dispiacere se ne andata, lasciandomi sola con i miei ghiri. A quel punto ho deciso che era ora di sfrattarli per schiamazzi notturni e ho piazzato due trappole con all’interno succulenti spicchi di mele. In due estati ho catturato e rimesso in libertà molto, ma molto lontano….ben 60 ghiri tra genitori e cuccioli. Credo che adesso abbiano capito che non “affitto” più  la mia casa, perché le loro visite sono molto rare e io posso finalmente fare sonni tranquilli. Spero, salvo grilli, api, bombi,calabroni, topolini e i miei cari bassotti. Ma di loro parlerò un’altra volta. A presto e… buona notte!

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