Racconti all’ora del thè; le novelle di Maura

Il solstizio d’estate nell’orto a cura di Maura Giuffrida Mazza

Il solstizio è bello festeggiarlo nella natura a contatto con il mondo vegetale ed animale e da questi ascoltare il messaggio di Madre Terra. Non ho voglia di condividere questo giorno magico con Esseri umani poiché sempre di più mi sento una solitaria contadina in ascolto solo della Magia naturale.

Ho preso il cestino con il necessario per il trapianto di qualche insalata ed ho raggiunto a piedi l’orto più grande e più lontano da casa.

Ho varcato il cancello del mio “giardino segreto”. Ero finalmente sola, non avevo più ospiti da seguire. Ero completamente padrona  del mio tempo e del mio spazio. Subito sono stata avvolta da una ventata di calore dolce e profumato. Il mio orto mi saluta così. Nelle aiuole erano iniziate a fiorire le patate e spazi liberi per le mie insalata non ce n’erano. Cosa fare ? Nulla, perché sotto le patate in buona armonia erano spuntati i fagiolini, e i piselli continuavano a produrre. Mi sono limitata a spostare verso il terreno, appiattendo le foglie più invadenti delle patate e poi ho comunicato loro che tra poco molte di loro avrebbero dovuto lasciare gli spazi ai pomodori che crescevano nelle serrette. Non dovevano dispiacersi ma avrei gradito molto assaggiare le patate novelle e più tardi naturalmente i pomodori che avrebbero colonizzato gli spazi liberi. Non mi sembra che se la siano presa per questa mia decisione perché il giorno dopo le mie patate, anche quelle atterrate, erano ritte e gagliarde al loro posto. Spostando patate a destra e a manca ho scoperto che sotto di loro erano spuntate le zucchine, ben protette e al calduccio sino al loro spuntare, non mostravano segni di patimento dalla mancanza di sole. Ho raggiunto l’aiuola dei fagiolini . Patate violette ed “erbacce ” erano dappertutto ma c’erano anche i fagiolini.

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Masanobu Fukuoka

Mi sono ricordata l’insegnamento di Fukuoka: non zappare e non sarchiare ma sii un pigro contadino che lascia fare alla Natura. Mi sono limitata ad estirpare solo le piccole ortiche e la gramigna e per le altre erbe ho lasciato che crescessero a fianco dei miei fagiolini e l’onnipresente erba: la boraggine.

 

Quindi ho lasciato come copertura verde: il trifoglio il lamio, il centocchio, achillea, tarassaco e un po’ di malva. La malva è molto prepotente ma quando sarà un po’ cresciuta farà parte delle mie erbe secche per le tisane e i pediluvi e maniluvi. Ho ripreso a studiare M. Messeguè e mi sono curata una brutta tosse con un pediluvio di 8 minuti con un macerato in acqua calda di menta malva e boraggine. In 24 ore la tosse si era calmata e quasi scomparsa. In quanto al tarassaco…. periodicamente lo taglio e lo mangio sia crudo che cotto con un buon aglio fritto in olio d’oliva e peperoncino. La boraggine nei miei orti cresce spontanea disseminata dalle formiche che abitano nel posto più isolato del perimetro orticolo.

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Boraggine

La boraggine in fiore è festa per le mie api che dal mattino presto soggiornano all’interno delle corolle non accorgendosi  di me che gli lavoro accanto. Piccole care amiche! Mi fermo ad osservare il loro lavoro di raccoglitrici senza tregua e senza distrazioni. Il ritorno all’alveare è faticoso con quelle zampine pesanti per il carico di polline. Io non raccolgo il loro miele che lascio per il periodo invernale ma mi accontento del loro lavoro di impollinazione. Ritorno alle mie erbe! La boraggine è talmente abbondante che il più delle volte è lasciata a semenza ma quando è giovane e fresca finisce in “frittelle” sia dolci che salate. I fiori potrebbero essere glassate come le violette ma io non ho più bambini in casa da accontentare e mi godo solo il loro spettacolo di fioritura e la danza delle api e delle farfalle. Quest’anno ci sono poche farfalle e poche libellule ma in compenso il mio apiario si è arricchito di due nuove famiglie giunte chissà da dove. Le ho accolte con tanta gratitudine e le ho subito sfamate con un buon sciroppo di zucchero e polline. Non dimentico mai che l’abbondanza di raccolti sia orticoli che di frutta senza di esse non esisterebbe. Figlie del sole quante volte dobbiamo dirvi grazie!

 

A fianco dei miei orti ci sono gli alberi da frutta che purtroppo producono poco per via della predazione non autorizzata degli uccelli. Quando sono giunta nel mio podere 16 anni fa c’era scarsa presenza di uccelli che si limitavano a qualche cornacchia, merlo, ballerina e poiana, ma con il mio arrivo qui per loro è diventato un paradiso. Cincie, ghiandaie, pettirossi mi sottraggono il raccolto senza il minimo di condivisione. Quest’anno ho dichiarato “guerra” ai ladri di frutta ed ho appeso bottiglie vuote e minacciose sui rami degli alberi. Volete sapere il risultato? Sta rosseggiando qualche amarena tra una bottiglia e l’altra ma tutt’intorno non c’è più nulla. I piccoli frutti per il momento sono salvi forse perché non graditi allo stadio di acerbi. Delle mele,  dei gelsi, delle pere, delle nespole e dell’albero dell’uva passa ancora non ho notizie di saccheggi. Purtroppo brutte notizie dell’albero delle banane : sono stati abbattuti dalle corna delle mucche.

Quest’anno ho ripiantato peperoni e melanzane che da tempo non coltivavo per via dell’altitudine del podere e le violente escursioni termiche. Li ho trapiantati nell’orto più assolato e riparato dai venti ed ho creato una serra naturale con la decomposizione del fieno che ho messo a copertura delle aiuole. Per il momento tutto bene: sono in fiore e anzi un peperone è già spuntato al posto del fiore. Le zucche sono al loro posto e tra poco si arrampicheranno sulle recinzioni dell’orto creando un ulteriore riparo alle piante desiderose di calma e calore. Ultima nota; nei vivai sono spuntati porri, cavoli e broccoli. Nella luna calante di luglio anch’essi raggiungeranno l’orto. Credo che quest’anno non avrò grossi problemi per le lumache che non so per quale colpo di bacchetta magica sono assenti ed hanno lasciato il posto alle chiocciole meno dannose.

Ora è il momento di ringraziare la Madre per tutti i suoi doni e per l’amore e la protezione che mi dona. Lo sento e ne sono felice: buon solstizio!! Alzo gli occhi al cielo per ringraziare anche il Padre.

Il cielo è limpido, solo una piccola nuvola candita galleggia su in alto….mi hanno risposto con un bacio.

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