Fratellanza Bianca Universale

Pensiero di mercoledì 06 aprile 2016

Un uomo e una donna si incontrano e provano il bisogno di avvicinarsi: per qualche tempo ciascuno è attento e cerca di piacere all’altro. Ma a partire dal giorno in cui vivono insieme, non si ritengono più tanto obbligati a compiere degli sforzi. Direte che la vita quotidiana è molto impegnativa: tutte quelle preoccupazioni, quei doveri e quelle cose da sistemare necessitano di tutta la vostra attenzione! D’accordo, ma allora c’è almeno una soluzione: dar prova di riservatezza, di riserbo. Sì, anche se vivono insieme, gli uomini e le donne trarrebbero vantaggio a mantenere un certo ritegno per evitare di cadere in quella familiarità prosaica propria della vita quotidiana. Spesso è per mancanza di vigilanza se si perde l’amore.
È bene che in una coppia ciascuno mantenga per l’altro una parte di segretezza, di mistero, in modo da conservare l’interesse, la curiosità per qualcosa di nuovo, di ignoto. È questa parte di ignoto che protegge e nutre l’attrazione che si prova l’uno per l’altra.


Pensiero di domenica 03 aprile 2016

L’alchimia è stata condannata dalla Chiesa. Eppure ci sono stati alcuni papi che si sono dedicati a quest’arte; e anche i costruttori delle cattedrali possedevano conoscenze alchemiche. L’architettura e la scultura del medioevo ne danno testimonianza: sulle mura di numerosi edifici sono inscritte le diverse fasi che la materia attraversa nel corso della preparazione della pietra filosofale.
Anche l’episodio del Diluvio nell’Antico Testamento, che spesso vediamo dipinto sui muri delle cattedrali, può essere considerato dal punto di vista alchemico. La pioggia cade per quaranta giorni e quaranta notti; ebbene, 40 è il numero della morte. L’arca, nella quale si rinchiudono Noè e la sua famiglia con una coppia di ogni specie animale, rappresenta il vaso alchemico nel quale avviene la trasmutazione. Quanto al corvo, Horev, e alla colomba, Iona, che Noè rilascia successivamente perché vadano a vedere se la terraferma è riapparsa, rappresentano un momento essenziale della Grande Opera: il passaggio dal nero al bianco, simbolo di una resurrezione.

Ricorda qualcosa questo evento?

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Pensiero di sabato 02 aprile 2016

Ogni mattina si verifica un evento grandioso: il sorgere del sole. Anche se alzarvi presto vi costa fatica, anche se siete ancora mezzi addormentati, vale la pena andare ad assistere a quell’evento. Direte che se siete sonnolenti non ne trarrete beneficio. Vi sbagliate: malgrado voi, al di fuori della vostra coscienza si compie un lavoro i cui effetti appariranno più avanti, e voi stessi ne rimarrete stupiti.
Quando qualcuno ha vissuto nella sua infanzia scene di violenza o avvenimenti tragici, non aveva ancora l’età per comprendere ciò che accadeva; ma un giorno quei drammi cominciano a riaffiorare sotto forma di angosce e turbe del comportamento, difficilissime da guarire. Che lo si comprenda o meno, tutto si registra e può risalire più tardi alla superficie. Perciò, anche se non “comprendete” nulla di quel fenomeno cosmico che è il sorgere del sole, disponetevi nelle condizioni migliori: il vostro spirito, la vostra anima e il vostro corpo riceveranno necessariamente alcuni elementi che più tardi si manifesteranno in voi sotto forma di armonia, di pace e di luce


Pensiero di venerdì 01 aprile 2016

Se tante persone si aggrappano disperatamente alla vita, è perché ignorano che essa non finisce con ciò che si è deciso di chiamare “morte”. Queste persone sono addirittura capaci di commettere tutti i crimini pur di sopravvivere, ma così facendo contraggono debiti karmici che dovranno pagare in una prossima incarnazione. Il discepolo di una Scuola iniziatica, invece, ha un’altra filosofia. A volte dice a se stesso: «Che fatica vivere sulla terra! Si è limitati, scherniti, violentati, tormentati, oppressi». Egli però sa anche di essere qui per fare un lavoro e riparare ai suoi errori del passato. Allora accetta pensando che quando avrà terminato questo lavoro, potrà vivere libero nello spazio e nella luce.
Ecco la verità conosciuta dagli spiritualisti. Perciò, pur sapendo che la vera vita è altrove, essi sono convinti di dover fare qualcosa sulla terra. Finché non hanno sistemato tutto, finché non hanno terminato il lavoro che il Cielo ha assegnato loro, rimangono indifferenti a tutto il resto. Non si chiedono se preferiscano vivere o morire, vogliono solo portare a termine il proprio lavoro. Ma non appena questo è ultimato, con quale gioia se ne vanno, perché sanno che non vale la pena aggrapparsi alla terra

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