Bene e Male nella chiesa cristiana

Con il titolo “Il parroco combatte gli inquinatori, e il vescovo lo vuole togliere di mezzo.” il sito Coscienze in rete inizia la stesura della cronaca di ciò che accade in terra sicula.


 

Il parroco si batte contro i livelli d’inquinamento che uccidono i suoi parrocchiani a centinaia. La risposta del vescovo? “Dimettiti o ti rimuovo”.

Complimenti vivissimi. (E.C.)

prisutto-cancro

 

Don Palmiro Prisutto, sacerdote di Augusta (SR) che da 30 anni combatte contro l’inquinamento ambientale nel “triangolo della morte” di Augusta-Priolo-Melilli, potrebbe essere revocato dall’incarico: a chiedere le dimissioni è stato il vescovo della città.

 

 

La storia di Don Palmiro Prisutto non è nota a tutti, perché è una di quelle storie di impegno e coraggio che troppo spesso rimangono confinate al locale: il rischio che possano scuotere l’opinione pubblica e infastidire “le sfere alte” è troppo elevato.

Ad Augusta, nel Siracusano, Don Palmiro Prisutto è conosciuto e amato: da circa 30 anni, il sacerdote combatte contro la piaga dell’inquinamento ambientale che imperversa nel cosiddetto “triangolo della morte”, compreso tra i comuni di Augusta-Priolo-Melilli, dove fin dalla seconda metà degli anni Ottanta le elevate emissioni industriali degli stabilimenti petrolchimici hanno causato un’alta mortalità per cancro e un’elevata incidenza di natalità con malformazioni.

La battaglia del prete-coraggio consiste in una lotta pacifica, combattuta il giorno 28 di ogni mese nella Chiesa Madre di Augusta, quando dal pulpito viene elencato il nome di tutte le persone morte per cancro e denunciata l’indifferenza delle istituzioni e dei media nei confronti del problema. Battaglia che qualcuno potrebbe aver giudicato scomoda: è quello che hanno pensato molti cittadini, sia credenti che non frequentanti, quando al sacerdote è arrivato l’invito del vescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, di rassegnare le dimissioni.

Sul web non è possibile rintracciare fonti che facciano luce sulle motivazioni ufficiali che hanno spinto l’azione del vescovo. Secondo quanto riporta il quotidiano Augustaonline.it, nel 2013 la nomina di parroco di Don Palmiro aveva creato dei dissensi; in particolare, alcune confraternite, concentrate in via Garibaldi, avrebbero chiesto al Vescovo la rimozione, “pare per divergenze con l’Arciprete su alcune “tradizioni” e perché non si sentono coinvolte dal parroco.”

Intanto, mentre tra i siracusani spopola l’hashtag #iostoconpalmiroprisutto, è stata creata anche una pagina Facebook – “Io sto con don Palmiro Prisutto“- che in pochi giorni è riuscita a sfiorare i 1.400 like. Ieri sera alle 18 è stato indetto un flash mob in Piazza Duomo. (fonte: http://urbanpost.it/don-palmiro-prisutto-chieste-le-dimissioni-al-prete-di-siracusa-che-lotta-contro-linquinamento-industriale)

Una vergogna scandalosa senza precedenti pensare che anche la Chiesa siracusana è schierata con i poteri forti!

Fuori e dentro la chiesa più di mille persone si sono strette attorno a don Palmiro Prisutto per dimostrare al vescovo quanto questo arciprete sia importante alla comunità di Augusta.

La loro vicinanza a Don Palmiro è una protesta pacifica per indurre Monsignor Pappalardo a non revocarlo. Cinque giorni fa lo accusa di aver trascurato le confraternite e lo invita a dare le dimissioni della parrocchia del duomo, ove attualmente l’arciprete Prisutto svolge egregiamente le sue funzioni religiose, fra queste, anche quelle inerenti la salvaguardia del valore più grande al mondo: “La Vita”.

Prisutto, da quando si è insediato, sta cercando di mettere in evidenza la grave situazione ambientale e sanitaria, mai risolta, ad Augusta, dando un nome e un cognome a tutti i suoi fedeli che muoiono di cancro, e/o che nascono malformati a causa dell’esposizione all’inquinamento quotidiano, profuso dal petrolchimico, molto vicino ai centri abitati, anche, di Melilli, Priolo e Siracusa Nord.prisutto-cancro1

Certo, come si è potuto permettere Don Palmiro Prisutto di accusare poteri forti e la politica, di connivenza con il male? Male che sta diventando quasi un genocidio. Un olocausto.

Come può Don Palmiro Prisutto osare tanto?

Per molti ha prevaricato ogni limite ed allora deve essere fermato, consegnando, entro cinque giorni, al vescovo, le sue dimissioni come arciprete della chiesa madre di Augusta.

Ci chiediamo come fa la Curia a permettere tutto ciò? Secondo il nostro modesto parere avrebbe dovuto schierarsi al fianco di don Palmiro e difenderlo pure.

Vergogna, vergogna, vergogna, ci auguriamo che da stasera in poi cambi veramente qualcosa nel quadrilatero industriale della morte, ed a pagarne le conseguenze non sia, per l’ennesima volta, chi difende la vita.

A sostegno di don Palmiro, stasera, anche la prima cittadina di Augusta, l’avv. Cettina Di Pietro, che sin dal primo giorno eletta sindaco ha voluto sposare la battaglia a tutela della salute pubblica del Prisutto.

Attraverso questa intervista, la Di Pietro, vuole manifestare tutta la sua vicinanza e solidarietà a Don Palmiro.

Fonte: http://www.ilponteweb.it/2016/03/14/don-palmiro-prisutto-dato-un-preavviso-cinque-giorni-dare-le-dimissioni-parroco-della-chiesa-madre-non-dovesse-farlo-larcivescovo-siracusa-mons-pappalardo-lo-rimu/

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