Se un problema necessita di assoluta concentrazione, simultaneamente interverrà una distrazione assolutamente irresistibile.
Arthur Bloch, Legge di Hutchinson, La legge di Murphy II, 1980
Immagine di copertina https://www.vaccinestoday.eu
Non sono passati mesi ma circa quindici giorni da quando ho letto gli esultanti commenti sul rifiuto dell’Italia all’approvazione del nuovo trattato pandemico dell’OMS. Trattato che gli avrebbe dato pieni poteri in caso di dichiarata pandemia, scavalcando le decisioni dei Parlamenti.
Al diniego in extremis dell’Italia, che si è allineata a mamma USA, come sempre, ne è scaturita una corale esultanza da parte di tutti coloro che si erano battuti per ottenere di essere ascoltati dal Governo, circa 60 associazioni. E il Governo li ha ascoltati, perché di loro ha paura (scusate il voluto sarcasmo… ).

Ma, siccome tutte le volte che accade un successo, per natura mi chiedo perché mai lo abbiano concesso, ecco che la risposta puntualmente arriva. Basta avere pazienza…
(Testo tratto dal canale Telegram di Carmen Tortora @carmen_tortora1)
La tessera vaccinale europea è già realtà: un pass sanitario permanente è stato normalizzato senza che nessuno se ne accorgesse
In sordina, tra una direttiva ambientale e un summit sul clima, l’Unione Europea ha costruito e avviato il prototipo digitale del pass sanitario permanente, ribattezzato con un nome più rassicurante: European Vaccination Card (EVC). Un esperimento nato da lontano e portato avanti con precisione chirurgica, mentre l’attenzione pubblica veniva dirottata su guerre, inflazione e disinformazione.
(Per quelli che “non hanno tempo da perdere” il testo integrale continua a fondo pagina)
Usciti dalla porta e rientrati dalla finestra, come sempre…
Ma secondo voi a cosa servirà mai una tale certificato? A negare cure mediche a coloro che non hanno ottemperato al protocollo con la profilassi vaccinale? A negare trasferimenti oltre nazione relegando i cittadini a gabbie digitali entro i confini? È mai possibile che i vaccini siano diventati così indispensabili per mantenere la salute (a detta Loro)?
Ecco, come sempre penso male…
Tutto ha avuto inizio nel dicembre 2018, quando il Consiglio UE ha raccomandato l’introduzione di una tessera vaccinale comune per facilitare l’interoperabilità tra sistemi sanitari. Tra il 2020 e il 2021, durante i lockdown, è stato condotto uno studio tecnico sulla fattibilità di un sistema sanitario digitalizzato.
Con la crisi Covid, è arrivato il vero salto: tra il 2021 e il 2023, l’UE ha emesso oltre 2,3 miliardi di certificati sanitari digitali. Quello che era nato come misura temporanea è stato poi trasformato nella base operativa per un sistema di controllo sanitario permanente.
Il 1° gennaio 2024 è partito ufficialmente il progetto EUVABECO, finanziato con 8,44 milioni di euro, con lo scopo di armonizzare dati sanitari, raccomandazioni vaccinali e sistemi predittivi. Nell’autunno dello stesso anno è iniziata la sperimentazione diretta in cinque paesi: Lettonia, Grecia, Belgio, Germania e Portogallo. L’EVC è stata distribuita in formato cartaceo, digitale e via app, ma sin da subito è emerso che l’infrastruttura era collegata al GDHCN – la rete di certificazione sanitaria digitale globale – oggi sotto il controllo dell’OMS.
Nel 2025, il progetto è entrato nella fase operativa. Dodici progetti pilota sono stati avviati in sette paesi, aggiungendo Lussemburgo e Polonia ai cinque iniziali. Sono stati testati sincronizzazione dati, scansione di QR code e validazione remota. Nessuna discussione pubblica, nessuna valutazione indipendente.
Nel frattempo, il sistema ha integrato strumenti predittivi per la sorveglianza delle epidemie, foglietti illustrativi elettronici (ePIL) per il trasferimento automatizzato dei vaccini tra paesi, e algoritmi per identificare “popolazioni vulnerabili” da vaccinare in via prioritaria. L’EVC non è più una tessera, ma un’infrastruttura bio-digitale in evoluzione, sempre più vicina al concetto di “profilo sanitario dinamico”. Un profilo che – come già visto durante il Covid – può diventare uno strumento di esclusione sociale o di condizionamento dei diritti fondamentali.
Ad agosto 2025, la sperimentazione è ormai consolidata. Entro la fine del 2026, l’intero sistema verrà esteso a tutti gli Stati membri dell’UE. A quel punto, sarà completato il passaggio dalla sanità pubblica alla biosorveglianza programmata.
La promessa è sempre la stessa: più salute, più sicurezza. Ma dietro il linguaggio rassicurante, si intravede la continuità con quella tecnocrazia anni ’30 che sognava una popolazione governata da numeri, controlli e obbedienza automatica. Allora come oggi, si era prevista l’introduzione di trattamenti sanitari preventivi obbligatori ogni sei mesi, in nome dell’efficienza e della sicurezza collettiva. I moduli sono cambiati, ma l’intento no. E questa volta, per essere esclusi, potrebbe bastare semplicemente non aggiornare la tessera.

Non posso accettare tale condanna, i vaccinati continuano ad ammalarsi e a morire;
la nostra ignoranza, intesa come mancanza di conoscenza, non ci permette libertà di scelta..
Che fare? Aiutiamoci, ricordando che l’UNIONE fa e dà la FORZA!
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