Immagina, puoi…

A cura di Andrea Pilati

Fino a qualche anno fa seguivo un corso di psicologia di autoconoscenza, un percorso durato circa tredici anni. Durante le sessioni di meditazione, chi conduceva ricordava che “immaginare è vedere”. Con il tempo ho maturato che immaginare non è solo vedere ma ha un potere immensamente più grande! Immaginare è creare la realtà che abbiamo e/o avremo davanti.

Ma andiamo per gradi, perché il discorso non è di facile spiegazione…

Per immaginare ci vuole volontà e consapevolezza. Proviamo a immaginare un tiratore con l’arco; egli si prepara, estende le braccia, mira il bersaglio e, prima di scoccare la freccia, immagina il persorso verso l’obiettivo. Lo stesso fa il calciatore prima di calciare il pallone, non si potrebbe fare altrimenti. Ci vuole capacità di dominare i pensieri, di regolarne il flusso, la direzione, la fonte. L’esatto opposto della fantasia, che è invece formata dai pensieri che nascono dal Grande distrattore che vive in noi, quello che ci costringe a vivere la sua vita per rubare la nostra, perché la sua funzione è quella di non lasciarci vivere. Il nostro ego funziona così, ed è monotono, come sognare ad occhi aperti.

Per via della fantasia capita di passare con il rosso perché in quel momento si era nel mondo dei pensieri, “sovrapensiero” si dice, immersi in questa condizione tanto da vivere una realtà parallela. Ma l’eventuale incidente, o la multa, ci riportano a quella vissuta invece nella realtà sensoriale, fatta di vista, udito, tatto…

Altra cosa, invece, se le immagini le creiamo volontariamente, le dirigiamo, e nello stesso tempo rimaniamo vigili e presenti nel mondo reale.

La differenza è quella di essere conduttori o preda del Distrattore menzionato poco prima.

La fantasia è legata a immagini proiettate nel passato o nel futuro, generate dallo stato d’animo che ci domina in quel momento nel quale diveniamo preda dell’effetto “yo-yo” (condizione utilizzata dai Governanti e più volte menzionata in molti nostri articoli per un ben preciso scopo) da noi stesso alimentato. Chi mai non si è perso dietro sogni ad occhi aperti di vacanze idilliache o a incubi autodistruttivi guidati dal leit motif “ecco, ce l’hanno tutti con me…”? O da pensieri che fantasticano di riuscire a conquistare una tale persona per poi sprofondare nella notte più buia dopo avere ricevuto un secco rifiuto?

Proviamo a collegare quanto appena scritto con il periodo che stiamo vivendo…

La fantasia è illusione, l’immaginazione è realtà e la capacità di dirigerla; non è cosa da poco.

Facciamo un altro ragionamento, questa volta puramente scientifico; anche sull’argomento che tratta delle energie elettromagnetiche che amana il nostro cuore abbiamo scritto molto, e calza a pennello con l’argomento se a questo agganciamo anche la creazione delle “eggregore” o forme pensiero che portano come conseguenza la creazione di un destino avverso o a favore. Quello che, chi ignora di sé, chiama “fortuna” o “sfortuna”.

Bhe, forse così è un tantino esagerato… ma rende l’idea

Essere preda di fantasie e dei relativi stati d’animo produce anche una risposta nel campo elettromagnetico emanato dal nostro cuore e dal nostro cervello. La cosa si riversa poi, anche negli atteggiamenti che trasmettiamo all’esterno, producendo i relativi effetti. Una persona tipicamente pessimista non potrà certamente essere attraente verso coloro che vogliono, invece, vedere il mondo a tinte colorate. Allo stesso modo l’atteggiamento ondivago è sintomo di uno stato d’animo di una persona in una condizione di equilibrio emotivo instabile, e facile preda di condizionamenti esterni e del relativo effetto yo-yo. Effetto nel quale cercherà di coinvolgere tutti quelli polarizzati sulla sua stessa, bassa, frequenza.

Usare l’immaginazione, essendo frutto di rafforzamento di volontà, dona invece la capacità di essere ottimisti, possibilisti, risolutivi, entusiasti e questo atteggiamento produce effetti sempre positivi e ammirevoli, da parte di coloro in grado di distinguere le virtù. Chi non lo è sarà invece preda di gelosie e rabbia da frustrazione prodotta da una inaccettata condizione di codardia, come conseguenza della invidia provata verso coloro che sono più forti e che lo rende addirittura vendicativo e delatore. E in questi ultimi due anni ne abbiamo avuto prova certa.

L’immaginazione unita alla fiducia in sé stessi poi, crea addirittura miracoli. Ma per ottenere ciò si deve avere anche ben chiaro il proprio ruolo qui, lo scopo da perseguire. E solo con l’immaginazione si può raggiungere.

In questi tempi tutti coloro che saranno in grado di collaborare gioisamente, giocosamente, con leggerezza ma con forza e fermezza, alla richiesta evolutiva dell’Universo, faranno la netta differenza e riceveranno da Lui attenzione, porte aperte e premi insperati e di valore. Pronti a provare l’esperienza?


NOTA: è in fase di revisione il libro “Immagina… puoi”, in pubblicazione a gennaio, un romanzo che ci può essere di aiuto a comprendere come utilizzare questa capacità speciale, che poi tanto speciale non è. È solo rimasta sopita…


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