Le parole del diapason

A cura di Andrea Pilati

Tutti i giorni leggiamo notizie su vari dispositivi, nelle prime pagine dei quotidiani sui tavoli dei bar (quelli che ancora accolgono i clienti senza marchio), ascoltiamo discorsi sarcastici, tra il serio e il faceto, degli avventori al ristorante (quelli che ancora lasciano entrare i clienti non disinfettati) e ci lasciamo andare a commenti al limite dell’insulto nel vedere cani sciolti e museruole ai padroni. Ma tutto ciò cosa crea? Chi lo crea? Cosa provoca la sola emanazione di un termine? Per avere un linguaggio comune e trovare le radici dei nostri problemi, o le chiavi per le nostra soluzioni, cerchiamo di apprendere il significato della parola “evocare”, un termine che suscita in noi fantasie che vanno a toccare corde che suonano note stonate.

La Treccani si esprime così:

evocare v. tr. [dal lat. evocare, propr. «chiamare fuori», comp. di e1 e vocare «chiamare»] (io èvoco, tu èvochi, ecc.). – 1. Chiamare, far apparire per virtù magica o medianica anime di morti o esseri demoniaci, a scopo divinatorio… (fonte: https://www.treccani.it/vocabolario/evocare/)

Il termine viene spiegato anche con altri esempi ma quelli più calzanti, e che maggiormente ne pennellano il significato, sono quelli legati a capacità magiche non proprio angeliche.

Per assonanza il termine è strettamente legato alla voce e all’atto magico; si comprende facilmente quindi come la vibrazione sonora possieda capacità che vanno ben oltre il semplice uso della parola utilizzata per la costruzione di frasi e dialoghi più o meno profondi.

Essa crea, o distrugge. È una energia, in sè pura. Ma come una parola dolce accarezza l’anima, così l’insulto ne danneggia l’integrità, soprattutto di chi lo emette. È una questione di comprensione; la possiamo chiarire con le uguaglianze:

insulto = aggressività = guerra = stato d’animo irrequieto = acidificazione del corpo1 = malattia

silenzio e ascolto = empatia = pace = stato d’animo calmo = alcalinizzazione del corpo = stato di salute

1 – https://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/5344/ph-e-dieta-alcalina.html

E questo approccio non è limitato dalla espressione sonora della parola ma parte innanzitutto dal pensiero. Perciò posso anche non insultare verbalmente ma con la semplice produzione di un pensiero ingiurioso dato che, se ci faccio caso, la parola non è altro che la sua estensione. Nessuna scusante quindi…

Come abbiamo potuto notare poco sopra, la parola crea una situazione e la situazione può quindi volgere a nostro vantaggio o svantaggio. Ma produce anche, nel soggetto del discorso, una cessione di energia. “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé.” diceva il grande Oscar Wilde per bocca del suo personaggio, Dorian Gray. Se quindi parlo di una persona, anche non fisicamente presente, ella ne riceverà le mie attenzioni, le mie energie, che servono anche a produrne materialmente la forma nel mondo del visibile, a leggittimarne la presenza. Quindi, menzionare certi personaggi politici, specialmente in questo periodo per esempio, equivale a dare loro forma e sostanza. Gli esperti di PNL e gli psicologi più attenti sanno benissimo che anche solo il menzionare una malattia ne produce, col tempo, gli effetti. E perché ciò non dovrebbe avvenire anche con la creazione delle persone? Ci siamo mai chiesti perché mai questi politici corrotti, che siedono illegalmente negli odierni scanni del Parlamento italiano, si permettono di dire cose che nemmeno il più imbecille dei truffatori si sognerebbe di esternare? Sarà per caso per avere modo di esistere? Oppure per provocare in noi quegli stati d’animo di rabbia che ci portano a focalizzare all’esterno l’attenzione, dimenticandoci di noi stessi? Che sia proprio questo il motivo e la soluzione allo stesso tempo? Cosa scopriremo se portassimo l’attenzione in noi?

Ci renderemo conto di vivere una condizione di alterazione del nostro stato d’animo; alterazione provocata da una differente oscillazione della vibrazione delle onde cerebrali, così suddivise:

  • onde Delta (δ): sono caratterizzate da una frequenza che va da 0,1 a 3,9 hertz. Sono le onde che caratterizzano gli stadi di sonno profondo. Scoperte da William Grey Valter
  • onde Theta (θ): vanno dai 4 ai 7,5 hertz, caratterizzano gli stadi 1 e 2 del sonno NREM e il sonno REM. Scoperte da W.G.Valter
  • onde Alfa (α): sono caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 13,9 hertz, sono tipiche della veglia ad occhi chiusi e degli istanti precedenti l’addormentamento. Scoperte da Berger
  • attività Beta (β): vanno dai 14 ai 30 hertz, si registrano in un soggetto in stato di veglia, nel corso di una intensa attività mentale (ad es. durante calcoli matematici) e soprattutto da aree cerebrali frontali. [nota bene: per quanto riguarda questo tipo di oscillazione manca il requisito della periodicità. Si riscontra, invece, nella rappresentazione encefalografica, una desincronizzazione; per cui non si parla di “onde” ma di “attività”]. Scoperte da Berger
  • onde Gamma (γ): vanno dai 30 ai 42 hertz, caratterizzano gli stati di particolare tensione. Scoperte da Herbert Jasper e Andrews nel 1938

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Onde_cerebrali

Lo stato di veglia, in condizione percettiva, è una situazione che permette di essere in grado di “vedere” i pensieri nel momento in cui essi nascono, comprenderne il movente, e anticparne gli effetti se essi vengono riconosciuti come distruttivi.

Produrre una parola nella condizione vibratoria di 8 Hz è una situazione ottimale per ottenere risultati costruttivi e cambiare il corso degli eventi. Questo è il motivo per cui tutta la musica, in sintonia con l’equilibrio dell’universo, è intonata a mutlipli di 8 Hz. Il famoso “LA” verdiano è infatti intonato a 432 Hz e, siccome la scala musicale inizia con il “DO”, la sua frequenza relativa è di 256 Hz, un multiplo di 8.

Siamo diapason umani, vibrazioni ambulanti, esseri capaci di qualità per entrare in armonia con noi stessi, e di conseguenza con i nostri simili. I simili vibrano tutti alla stessa frequenza. Lo dimostra questo interessante esperimento fatto con i metronomi.

Se vogliamo meritarci un nuovo mondo lo dobbiamo innanzitutto creare dentro di noi, imparare a vibrare alla giusta frequenza. Ed è una condizione che chiunque può essere in grado di raggiungere, altrimenti non saresti qui a leggere queste righe, caro lettore ;^)

Chiediamoci quindi se vale ancora la pena seguire certe notizie, partecipare a certi eventi, frequentare certe persone, lasciarsi andare a parole pesanti, a pensieri insultanti… e scopriremo da dove parte tutto ciò, l’origine di tutto. E quanto potenziale creativo siamo invece in grado di sviluppare. A ognuno di noi la scelta… Ognuno ha la responsabilità sul mondo che sta creando intorno a sè.

4 pensieri riguardo “Le parole del diapason

    1. Caro Jure probabilmente sono stato poco chiaro nella spiegazione del concetto e nel consiglio all’approccio con se stessi. Non è un argomento facile da divulgare nè tanto meno un concetto di facile descrizione. Avere i carri armati in testa mi riporta una sensazione di continua lotta con se stessi, con una continua ondata di pensieri. Occorre pratica e tanta pazienza per poterli dominare ma ricordiamo che la pazienza è la virtù dei forti.

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