Se vi chiedono il Green Pass in Hotel o al ristorante

A cura di Giuliano

E’ incredibile, ma purtroppo è tragicamente vero, che la maggior parte delle persone non si rendano minimamente conto del potere che hanno come collettivo.

Alcuni di noi lo sanno e fortunatamente riescono a barcamenarsi alla meglio tra moduli irricevibili, autodichiarazioni precompilate assolutamente illegali, richieste che non stanno né in cielo né in terra ma solo nella mente cortocircuitata di cittadini completamente ignari di cosa stanno facendo se non per emulazione di un sentito dire in TV.

I problemi grossi, ma non insuperabili, sono sostanzialmente due. Entrambi estremamente rognosi perché portano a scontrarti con:

– All’ingresso di un HOTEL di BOLZANO –
Vietato entrare con la mascherina
Distanza di un metro per bere la birra
Disprezzo per il gel

Menomale che qualcuno ci ride su!
  1. o con un “tutore” dell’ordine che non ha letteralmente capito un tubo di ciò che sta facendo (l’alternativa è che lo sa ma in questo caso è criminale) e ti obbliga a rispettare una norma non solo illogica e ingiusta ma che non esiste proprio;
  2. o con un cittadino che offre servizi di pubblica utilità, ma che essendo un privato si auto arroga il diritto di applicare una qualunque regola, se questa pare avere una qualche parvenza di legittimità (vi ricordate “vietato l’ingresso agli ebrei”?).

In entrambi i casi sono assicurati grossi mal di pancia per chi non accetta questa situazione a meno ché non abbia grossi doti di self control. Purtroppo all’inizio sentivo solo qualche sciagurato che faceva affermazioni del tutto criminali ma col passare dei mesi questi folli pare trovino sempre qualcuno che li segue, un pò la storia del “chi è più pazzo? il Pazzo o il pazzo che lo segue?“.

Secondo qualche mente eccelsa chi non è vaccinato contro la covid-19 se si ammalasse dell’infezione da sars-cov-21 non avrebbe diritto alle cure mediche.

Una spregevolezza universale, ma così cosmica che solo una mente svuotata da ogni neurone, non solo quelli a specchio, può partorire. Eppure ci sono anche personaggi che mediaticamente hanno un certo seguito e a causa delle stupidaggini che dicono procurano danni incalcolabili tra i telecomandati che li ascoltano.

Dunque se passasse questo concetto, che definire disumano è un eufemismo, cosa vieterebbe di negare le cure ai malati di tumore a causa del tabagismo, in fondo esistono già delle norme che vietano loro di fumare in luoghi pubblici chiusi.

Ma mi voglio spingere oltre. Perché non negare le cure a tutti quelli che fanno un vita sregolata, mangiano cibo spazzatura e non si preoccupano minimamente della loro salute drogandosi o affogando letteralmente la loro vita nell’alcool o nel gioco d’azzardo. In fondo sono reietti della società, no? Non meritano le cure del Servizio Sanitario Nazionale.

Eppure la differenza tra uno Stato civile ed illuminato e uno stato da repubblica delle banane la fanno proprio queste cose. Si vede da come tratti i tuoi simili in che tipo di società vivi, dalla gestione dello stato sociale, il welfare se volete fare i fighi.

Così, mentre i paladini della falsa opposizione dichiarano che si vaccineranno ad agosto perché col pangolinovirus dovremo conviverci/combatterci ancora per 10 anni (come cavolo si fa ad essere così precisi sui tempi su queste cose se non hai in mente un programma da portare avanti del tipo Agenda 2030, la butto lì così a caso), noi comuni mortali facciamo la guerra tra di noi sulla base di assurdità pseudoscientifiche spacciate per “nuova normalità”.

Ecco allora come comportarsi con quei privati che, offrendo servizi di pubblica utilità, richiedono il certificato verde alias green pass. Ecco il caso di un Albergo:

Spett.le Hotel Xxxxxxxx
Via Xxxxxxxxxxx
Comune – Pr

E in copia conoscenza
Ufficio del
Garante della Privacy
Piazza Venezia n. 11 – 00187 Roma
Centralino: 06.696771
Posta elettronica: protocollo@gpdp.it

Oggetto: prenotazione n. Xxxxxxxx del gg/mm/aaaa.

Con riferimento alla prenotazione in oggetto, ed alla vostra richiesta di documenti, anche in formato digitale, sulle mie condizioni di salute, in relazione alla situazione covid-19 per l’ottenimento dell’accesso alla vostra struttura V’informo che:

✓ non sono in possesso di tale documentazione;
✓ non è mia intenzione procedere con esami e terapie sperimentali per ottenere tale documentazione;
✓ comunque quand’anche decidessi a favore e venissi in possesso di tale documentazione non sarebbe mia intenzione esibirla a voi né voi siete titolati a richiedere e gestire dati sanitari personali se non commettendo un grave illecito penalmente perseguibile.

Mi permetto di farvi notare che per accettare la vostra richiesta, considerando me stesso in vigore e in salute e, vero che, una malattia infettiva si diffonde in tutte le direzioni, in qualità di “ospite” dal mio punto di vista “sano” della vostra struttura, dovrei chiedervi a mia volta l’accesso a tutta la vostra documentazione sanitaria:

✓ certificato di sanificazione dei locali e degli impianti di condizionamento in corso di validità;
✓ esito dei tamponi di tutto il personale addetto alla struttura: titolari, dipendenti, collaboratori esterni e clienti presenti dal mio check in al mio check out;
✓ certificati vaccinali o green pass dei titolari, dipendenti, collaboratori esterni e clienti.
✓ manutenzione obbligatoria per legge agli impanti di climatizzazione
✓ certificati di interventi anti legionella sia per gli impianti idrici che per quelli di aerazione della vostra struttura

Quanto sopra evidenzia l’assurdità e la palese impossibilità di soddisfare la vostra richiesta che, rammento, non è un obbligo di legge ma un basso stratagemma escogitato dall’attuale sistema politico-burocratico-sanitario Criminale al solo scopo di far diventare questa pratica: abitudine, consuetudine, prassi, regola, per ottenerne la legittimazione di massa.

Concludo con il sunto della risoluzione del Consiglio d’Europa in merito alla discriminazione di cui voi vi state rendendo volontariamente complici:

Consiglio d’Europa:
Risoluzione 2361/2021

Autore(i): Assemblea parlamentare
Origine: Discussione dell’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta) (cfr. doc. 15212, relazione della commissione per gli affari sociali, la sanità e lo sviluppo sostenibile, relatrice: Jennifer De Temmerman).

Testo adottato dall’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta).

(…)
7.3 per quanto riguarda la garanzia di una elevata diffusione dei vaccini:

7.3.1 garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sotto pressione per vaccinarsi, se non lo desiderano da soli;

7.3.2 garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato;

7.5.2 utilizzare certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi.
(…)

Vi invito a riconsiderare la vostra richiesta di tale documentazione anche in virtù del fatto che ad oggi l’applicazione del sacrosanto diritto alla privacy vi ha risparmiato la discriminazione di tutti i sieropositivi da HIV a cui avete dato inconsapevole ospitalità nella vostra struttura. E questo è sicuramente un Bene.

Nell’attesa di una vostra risposta. Cordiali saluti.”

Questo è solo un esempio che si può trovare anche in rete. In questo caso trattasi di un albergo ma nella sostanza si può applicare a qualunque esercizio commerciale. Se vado al ristorante pretendo di visionare non solo i certificati HACCP ma anche il Piano di Emergenza e di Evacuazione interni visto che la norma prevede che deve essere accessibile a chiunque ne faccia richiesta.

Ma queste pretese non farebbero altro che alimentare uno scontro orizzontale che riguarderebbe solo i poveracci come noi altri mentre dall’alto si fanno grasse risate nel vederci scannare a vicenda su questioni a limite del surreale.

A tal proposito oggi ho assistito a una scena a dir poco imbarazzante per la barista che la vede protagonista. Una madre e il suo bambino di circa 8 anni mentre erano seduti al tavolo a consumare hanno avuto l’ardire di giocare a UNO con le carte. La barista con fare stizzito e autoritario ha intimato loro che era vietato giocare a carte in base ad un’ordinanza del comune, udite udite, “causa covid”.

Mi sono informato e pare che quel tipo di ordinanza fosse in vigore dall’anno scorso ma che riguardasse solo i circoli che forniscono carte da gioco ai soci. Comunque in ogni caso una storia allucinante.

Di seguito propongo l’intervista fatta all’Avv. Angelo di Lorenzo dei Mille Avvocati per la Costituzione da Playmastermovie.com:

fonte: L’illusione del Green Pass – Angelo di Lorenzo (Playmastermovie)

note:
1 notare che nessun “vaccino” ad oggi previene l’infezione da Sars-Cov-2, e pertanto non esistono vaccini anti covd-19, chi lo dice non conosce la legge e se è un medico ad dirlo commette il reato di falso ideologico.
2 immagine di copertina:
SHOAH MODERNA , L’ UMANITÀ HA LA MEMORIA CORTA …
Salve a tutti anime amiche e non, tempo fa scrissi un post dove scherzando immaginavo che venisse imposto per i bambini non vaccinati di
indossare un simbolo sul petto , come si faceva per i bimbi ebrei, poi allargata anche agli adulti, oggi leggo in giro cose che hanno superato di gran lunga la mia fantasia , ma proporla non è un burlone , ma un politico e anche giornalai di regime , un marchio giallo da apporre sul petto per chi non si vuole vaccinare, un passaporto sanitario per gli spostamenti, su alcuni negozi un cartello – VIETATO L’INGRESSO AI NON VACCINATI, kapo’ di quartiere o di condominio che denunciano chi non si attiene ai dpcm, medici e infermieri vessati e minacciati se non si fanno il vaccino , stanno costruendo luoghi di detenzione per asintomatici in quarantena,tamponi a iosa per tutti. BE’ ma porcaccia miseria non vi ricorda qualcosa che in questi giorni si chiama GIORNO DELLA MEMORIA, e non voglio sentire qualcuno accusarmi di irriverenza antisemita. (fonte)

Un pensiero riguardo “Se vi chiedono il Green Pass in Hotel o al ristorante

  1. SEGNALIAMO: https://www.hotel-cavallinobianco.com/it/ Fam. Kühebacher – Via Duca Tassilo 1 – 39038 San Candido, Alto Adige, Dolomiti – Italia
    “Ho parlato un momento col proprietario complimentandomi del suo coraggio..
    Riceve denunce ogni due giorni, dice che ne ha addirittura un pacco, ma è seguito da un bravo avvocato. Dice che BISOGNA RESegnaliamo SISTERE..lui, un uomo di almeno 75 anni…
    Bastasse una manciata di gente come questa e le cose sarebbero diverse. Gli sta a cuore molto il futuro dei bambini, ed è sconcertato di come si trovino a vivere le nuove generazioni.
    Sono nate molte realtà parentali che usufruivano degli spazi dell’hotel che era in realtà chiuso al pubblico, ma apriva la piscina e i giochi interni per questi bambini.
    Gli ho detto di non mollare che ha l’appoggio nostro e di tante persone in tutta Italia..
    Mi ha toccato il cuore quest’uomo, un gigante buono che ha davvero coraggio da vendere!!
    Tutti liberi e senza mascherina qui anche tutto il personale.”

    "Mi piace"

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